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Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

Lo sai che? Auto aziendale: chi paga la multa del dipendente?

> Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

Il verbale arriva all’azienda, che risponde della sua comunicazione al lavoratore. Il quale si troverà l’importo decurtato dallo stipendio ma può fare ricorso.

Il principio è sempre lo stesso: chi sbaglia, paga. Anche quando si prende una multa con un’auto aziendale: il dipendente non si aspetti che sia il datore di lavoro a pagare la contravvenzione senza passargli il conto (a meno di accordi interni tanto eccezionali quanto improbabili). Il verbale della multa arrivaall’azienda, ma verrà girato poi al dipendente, al quale sarà detratto l’importo della multa dallo stipendio. A meno che faccia ricorso e lo vinca. Vediamo, però, passo dopo passo che succede quando si prende una contravvenzione con l’auto aziendale e chi paga la multa del dipendente.

Auto aziendale: a chi arriva il verbale

Inutile far finta di niente: il verbale di una multa presa dal dipendente con l’auto aziendale arriva al datore di lavoro. E, anche a distanza di tempo, spetta a lui comunicare i dati del conducente, di cui deve essere a conoscenza. Sia che l’auto venga affidata continuativamente come benefit al dipendente sia che quest’ultimo l’abbia guidata in via eccezionale per motivi di servizio. In entrambi i casi ci deve essere una traccia in un registro di chi ha guidato un veicolo aziendale. Ciò sarà utile per favorire la decurtazione dei punti sulla patente di chi si trovava al volante. E’ sempre il datore di lavoro, in quanto proprietario dell’auto, a rispondere di questa mancata comunicazione, che potrebbe comportare l’applicazione di sanzioni elevate [1]. In definitiva, dire che è impossibile risalire a chi si è messo al volante di un’auto aziendale un mese fa, quel tal giorno a quell’ora non servirà a nulla: il datore di lavoro è tenuto a saperlo.

Il verbale, dunque, arriva all’azienda. La quale (responsabile in solido), tramite comunicazione interna, lo gira al dipendente, il quale si vedrà decurtare la sanzione dallo stipendio.

Che cosa vuol dire “responsabile in solido”? Prima che la Cassazione si pronunciasse sulla notifica del verbale di un’infrazione commessa con l’auto aziendale, veniva spesso applicato il principio di “responsabilità personale” di chi aveva preso effettivamente la multa. La Suprema Corte, però, nel 2009, ha cambiato le regole bocciando la decisione di un giudice di Milazzo, in provincia di Palermo, il quale aveva annullato un verbale perché notificato all’azienda e non al conducente [2]. Per gli Ermellini, infatti, non si può far leva sulla responsabilità personale ma su quella stabilita dalla legge che stabilisce la responsabilità solidale della persona giuridica, da identificare, appunto, nell’azienda [3]. Questa responsabilità solidale (o responsabilità in solido) interviene quando una persona agisce nell’esercizio delle sue funzioni o incombenze per conto della società, a prescindere da chi ha commesso materialmente l’illecito.

L’azienda, essendo una persona giuridica, è tenuta al pagamento “in solido” con chi ha commesso l’illecito amministrativo.

Multa con l’auto aziendale: che cosa può fare il dipendente

Il dipendente a cui viene comunicato il verbale di una multa presa con l’auto aziendale può presentare ricorso, ma prima deve autodenunciarsi, cioè deve ammettere di essere il vero responsabile dell’infrazione contestata. Altrimenti, il ricorso non sarà più ammissibile.

I termini per presentare ricorso decorrono dal momento in cui ha ricevuto la comunicazione del verbale da parte dell’azienda, anche se quest’ultima gli fa avere il verbale oltre i termini fissati per presentare ricorso: sarà un problema dell’azienda, non suo.

Il dipendente può presentare ricorso anche per la sola pena pecuniaria, cioè: se l’azienda paga la multa, lui potrà impugnare il verbale per evitare che gli vengano decurtati i punti sulla patente. Sempre che abbia delle ragioni valide per farlo.

Tuttavia, e per non rischiare inutili perdite di tempo, il dipendente può impugnare il verbale anche se la multa non gli è stata ancora notificata, come sancito dalla Cassazione [4].

note

[1] Cass. sent. 1341/2014.

[2] Cass. sent. 7666/2009.

[3] Legge n. 689/1981.

[4] Cass. sent. 4605/2012.

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