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Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

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Lo sai che? Divieto di circolazione: che rischio se non lo so?

> Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

Può impugnare la multa l’automobilista che va, con la propria auto, in una città dove quel giorno c’è il divieto di circolazione o la circolazione a targhe alterne.

Immaginiamo di fare una gita in una città che non conosciamo e che quel giorno il sindaco, per contenere l’inquinamento, ha disposto la circolazione a targhe alterne o, addirittura, il divieto di circolazione. Noi, evidentemente, non lo sappiamo, né possiamo saperlo perché veniamo da un’altra città e non abbiamo letto né i cartelli lungo le strade, né i giornali locali, né comunque c’è stato comunicato in alcun modo con segnaletica stradale. Ciò nonostante, dopo qualche giorno, riceviamo a casa una multa. Proviamo a contestarla recandoci dai vigili, ma questi non ne vogliono sapere nulla perché – dicono – l’ordinanza va rispettata da tutti. Anche da coloro che non sono residenti in città.

Chi ha ragione nel caso di specie? Noi, che eravamo in buona fede e che non potevamo essere a conoscenza dei divieti imposti in un’altra città che non è la nostra? Oppure i vigili che, invece, fanno rispettare a tutti, indistintamente, le ordinanze del sindaco?

La risposta è contenuta in una recente sentenza del Tribunale di Napoli [1].

Secondo il giudice campano, si può annullare la multa subita in una città che non è la nostra, a causa delle restrizioni alla circolazione, a condizione che l’automobilista fosse in buona fede. La buona fede sussiste quando né il Sindaco né il Prefetto hanno disposto un sistema idoneo di pubblicità dell’ordinanza comunale contenente il divieto di circolazione. Insomma, sì alla riduzione delle emissioni di CO2, ma purché i conducenti ne siano informati.

Da un punto di vista pratico, nella causa di impugnazione della multa, la pubblica amministrazione deve dare prova della potenziale conoscibilità, con l’ordinaria diligenza, da parte di tutti gli automobilisti dei limiti imposti dall’amministrazione locale al traffico automobilistico. Una «conoscibilità» che viene garantita solo se la delibera comunale con lo stop ai veicoli ha avuto un’adeguata pubblicità.

In sintesi, si deve annullare la multa per chi circola nella «giornata senz’auto» disposta dal Comune se il conducente del veicolo è in buona fede perché viene da un’altra città e non conosce il divieto di circolazione disposto dall’amministrazione per combattere lo smog.

È stata, in passato, la stessa Cassazione a riconoscere che, in tema di opposizioni alle multe, per poter considerare valido il verbale, è sì necessaria la violazione delle norme del codice stradale, ma l’automobilista si può salvare dimostrando un errore scusabile sull’illiceità della propria condotta.

note

[1] Trib. Napoli sent. n. 1638/16.

Autore immagine: Laleggepertutti.it/Palumbo

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