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Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Lo sai che? Camminare per strada senza maglietta è reato?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

Camminavo per strada in città, non era estate ma faceva molto caldo così mi sono tolto la maglietta, quando una pattuglia della polizia si è avvicinata e mi ha intimato di rivestirmi perché altrimenti mi avrebbero multato: è legittimo un comportamento del genere anche quando ci sono molti gradi? Qual è la legge che vieta di camminare per strada senza maglietta?

Il vestiario succinto o provocatorio, così come le nudità in pubblico, possono integrare l’illecito di atti contrari alla pubblica decenza [1], illecito che un tempo costituiva reato, ma che, dall’anno scorso, è stato depenalizzato. Oggi il comportamento di chi – in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico – compie atti contrari alla pubblica decenza è soggetto a una multa che parte da 5.000 euro e può arrivare, nei casi più gravi, a 10.000 euro.

Il punto però è verificare però se camminare a torso nudo possa costituire realmente un atto indecente, così come afferma la polizia al lettore.

Che significa atti contrari alla pubblica decenza?

Innanzitutto, chiariamo cosa si intende per atti contrari alla pubblica decenza. Si tratta di quei comportamenti – meno gravi rispetto agli «atti osceni» (i quali, invece, costituiscono un diverso illecito, anch’esso però depenalizzato [2]) – che ledono il normale sentimento di costumatezza e della compostezza, generando fastidio e riprovazione [3]. La differenza tra il reato di atti osceni in luogo pubblico e quello di atti contrari alla pubblica decenza sta in questo: i primi sono manifestazione di fatti e atti che sono attinenti alla sfera sessuale, i secondi invece sono atti puramente sconci, turpi o maleducati.

È ancora illecito il topless?

Il senso del pudore si è, via via, evoluto. Quello che un tempo si considerava disdicevole oggi è comunemente tollerato. Si pensi alla minigonna o al topless. La Cassazione, ad esempio, ha prosciolto, l’anno scorso, una prostituta per aver indossato – al fine di adescare i clienti – una ridottissima minigonna che lasciava intravedere i glutei e la biancheria intima. In quella occasione la Corte ha detto [4] che, ai fini dell’illecito degli atti contrari al pudore, non è sufficiente che l’agente indossi un abbigliamento trasgressivo e spinto per arrecare offesa alla pubblica decenza; occorre invece che lo stesso accompagni all’uso di tali forme di vestiario comportamenti idonei ad offendere concretamente il senso di compostezza della collettività, in modo da suscitare nell’uomo medio del tempo presente e in relazione al contesto spazio-temporale della condotta, un senso di riprovazione, disgusto o disagio. Sono atti contrari alla pubblica decenza tutti quelli che in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che debbono essere rispettati nei rapporti sociali, provocano nella collettività disgusto o disapprovazione: un tipico esempio è fare pipì in luogo pubblico.

Si può camminare a petto nudo?

Di sicuro il nudo integrale può costituire l’illecito di atti contrari alla pubblica decenza, e questo perché vengono poste in pubblico le parti del corpo attinenti alla sfera sessuale. La Cassazione ha detto, a riguardo, che [5] è punibile la nudità integrale in una spiaggia pubblica che, nonostante l’evolversi del comune sentimento, è idonea a provocare turbamento nella comunità attuale, potendo essere tollerata solo nella particolare situazione dei campi di nudisti, riservata a soggetti consenzienti, ma non in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico, dove è percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti.

Alla luce di quanto abbiamo detto, camminare per strada senza maglietta oltre a non essere di certo un reato, non può neanche considerarsi un illecito amministrativo. Del resto, se non lo è in una località di mare, non può neanche esserlo in una città: non è certo l’aspetto geografico a trasformare un comportamento da lecito in illecito.

Resta fermo il fatto che, in determinate zone della città, come in prossimità di chiese, scuole o di centri storico-culturali, è potenzialmente possibile che possano sussistono specifici divieti stabiliti dal sindaco.

note

[1] Art. 726 cod. pen.

[2] Art. 527 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 5478/2014; Cass. sent. n. 15676/2010; Cass. sent. n. 26388/2004.

[4] Cass. sent. n. 42680/2015.

[5] Cass. sent. n. 28990/2012.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. Mi pare che la materia sia poco chiara ed i Giudici non si esprimano con le sentenze in maniera univoca.

    La Cassazione nel 2012 ha detto che è reato stare nudi in un luogo pubblico mentre per due volte nel 2000 aveva detto che si poteva in aree solitamente frequentate dai naturisti o nel contesto naturista. E gli altri giudici da decenni assolvano (tranne rari casi) od archiviano il nudo integrale naturista. A Ravenna già nel 1979 ci furono 14 archiviazioni.

    La sentenza del 2015 a cui avete fatto cenno voi qui spora riguardante la prostituta che era stata condannata per la ridottissima minigonna mi pare rispecchi la mia convinzione.
    Non basta stare nudi o vestiti per andare contro l’articolo del codice penale “Atti contrari alla pubblica decenza” perchè questo articolo punisce gli ”atti” e non lo “stato”:; Quindi per violare l’art.726 occorre che ci sia pure un comportamento scorretto come quello di fare volgarmente pipì in pubblico.

    Mi farebbe piacere una vostra risposta essendo io un naturista che da decenni cerca di difendere i diritti della minoranza naturista.

    Fidenzio Laghi

  2. Sottolineo che i divieti del Sindaco in merito sono a tutela dell’ordine pubblico, i quali, ai sensi della Sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2011, possono essere emanati unicamente per problematiche di tipo contingibile ed urgente (temporanee ed occasionali) e non certo per quelle permanenti ed ordinarie, come in questo caso, cioè vicino a scuole, chiese od altro.

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