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Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Lo sai che? Se non pago il canone Rai possono entrarmi in casa per un’ispezione?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

Come avvengono i controlli sul canone Rai: non basta incrociare le banche dati, ma è necessario verificare se il contribuente non ha davvero, in casa, una televisione.

Canone Rai: dopo l’approvazione della legge di stabilità per il 2016, che ha disposto la riscossione dell’imposta tramite l’addebito sulla bolletta della luce, sono ancora incerte le modalità con cui l’Agenzia delle Entrate procederà ad effettuare i controlli fiscali. Lo scenario più probabile è quello di utilizzare le informazioni provenienti dall’incrocio delle banche dati a cui il fisco ha accesso: ad esempio, Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Acquirente unico spa, ministero dell’Interno, Comuni e «altri soggetti, pubblici o privati» come, ad esempio, le Pay tv o grandi aziende di telecomunicazioni. Ad esempio, un soggetto che abbia sia un contratto con una emittente satellitare (si pensi Sky o Mediaset Premium) e uno con una compagnia elettrica, ma abbia anche inviato all’Agenzia delle Entrate l’autocertificazione con la dichiarazione di non possedere la televisione è verosimile che abbia detto una bugia. Una presunzione che potrebbe implicare o, direttamente, l’invio di un avviso di accertamento al contribuente o, quantomeno, un invito a fornire chiarimenti. A conti fatti, per tale comportamento il contribuente non rischierà solo una sanzione pari a cinque volte il canone Rai, ma anche un procedimento penale per falso in atto pubblico (leggi: Come avvengono i controlli sul canone Rai).

Controlli canone Rai: possono entrarmi in casa per un’ispezione?

Quando però la prova non è così evidente come nell’esempio precedente, sarà necessario che le informazioni provenienti dalle banche dati siano confermate dall’unico dato reale e serio che possa confermare, all’Agenzia delle Entrate, la detenzione di una televisione da parte del contribuente: l’accesso dentro casa. Accesso che è sì possibile, ma può essere consentito solo dietro mandato (o meglio, «autorizzazione») del Procuratore della Repubblica.

Detta autorizzazione, peraltro, viene rilasciata solo a determinate condizioni (leggi La guardia di finanza può entrare in casa senza mandato?):

  • devono sussistere gravi indizi di violazione di norme tributarie;
  • deve essere presumibile ritenere che, all’interno dell’abitazione, siano presenti le prove dell’evasione (nel nostro caso, la presenza della televisione).

Ebbene, la legge stabilisce che i controlli possono essere fatti o «a campione» o quando vi siano «fondati dubbi sulla veridicità dell’autocertificazione di non possesso della tv» inviata al fisco. È proprio in questo momento che sorge, per il fisco, il vero problema: se è vero che l’accesso in casa del contribuente da parte della Finanza è subordinato all’autorizzazione da parte del giudice, e che detta autorizzazione non viene data in assenza di fondati sospetti di evasione, la possibilità di controlli a campione cade automaticamente. In altre parole, l’accesso dentro la dimora del contribuente è possibile solo se l’incrocio delle banche dati abbia fornito quei gravi indizi di evasione tali da convincere il Procuratore della Repubblica a rilasciare il “mandato” per una perquisizione.

In mancanza dei requisiti indicati, la verifica e il successivo avviso di accertamento potranno essere dichiarati nulli come confermato dalla Cassazione [1].

Peraltro l’ispezione non può avvenire tenendo alla cieca il contribuente delle ragioni dell’accesso. Prima di iniziare le operazioni, la Finanza deve informare il contribuente dell’oggetto e delle ragioni della verifica; lo deve inoltre mettere al corrente del diritto di farsi assistere da un avvocato di fiducia. È diritto del contribuente far verbalizzare le proprie osservazioni all’interno del verbale di contestazione.

Se gli ispettori commettono violazioni di forma nel corso della verifica, il proprietario della casa può anche rivolgersi al Garante del contribuente.

Se i verificatori non rispettano tali condizioni, la verifica è nulla, così come sarà nullo l’eventuale avviso di accertamento per evasione del canone Rai.

note

[1] Cass., sent. n. 17957 del 2012.

Autore immagine: 123rf com

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