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Le Guide Pubblicato il 7 dicembre 2016

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Le Guide Età pensionabile

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Pensione di vecchiaia, pensione anticipata e di anzianità, opzione donna: come calcolare l’età per la pensione.

L’età pensionabile è l’età necessaria per raggiungere la pensione: il nostro ordinamento, però, prevede diversi tipi di pensione, ad esempio la pensione di vecchiaia e quella anticipata, per i quali sono stabiliti requisiti d’età differenti. Non solo: l’età pensionabile può essere differente a seconda della particolare gestione in cui si possiedono i contributi (ad esempio nella Cassa Forense, alla quale versano i contributi gli avvocati, si possono ottenere delle tipologie di pensione corrispondenti al trattamento di vecchiaia e di anzianità, con requisiti d’età diversi rispetto a quelli stabiliti per la generalità delle gestioni facenti capo all’Inps) e anche a seconda della categoria a cui appartiene il lavoratore e del sesso.

Ad ogni modo, il requisito di età da solo non basta, per raggiungere la pensione, perché è necessario, in aggiunta, un requisito contributivo minimo (cioè un minimo di anni di contributi accreditati), anch’esso diverso a seconda del tipo di trattamento spettante.

Vediamo, in questa guida, quali sono i requisiti di età per andare in pensione e come aumenterà l’età pensionabile nei prossimi anni, per le principali tipologie di prestazione.

Pensione di vecchiaia: età pensionabile

Per ottenere la pensione di vecchiaia, per la generalità dei lavoratori, è necessario possedere, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini), un determinato requisito anagrafico; in particolare, l’età pensionabile necessaria, anno per anno, è:

  • 2016: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: 66 anni e 7 mesi per tutti;
  • 2019: 66 e 11 mesi;
  • 2020: 66 e 11 mesi;
  • 2021: 67 e 2 mesi;
  • 2022: 67 e 2 mesi;
  • 2023: 67 e 5 mesi;
  • 2024: 67 e 5 mesi;
  • 2025: 67 e 8 mesi;
  • 2026: 67 e 8 mesi;
  • 2027: 67 e 11 mesi;
  • 2028: 67 e 11 mesi;
  • 2029: 68 e 1 mese;
  • 2030: 68 e 1 mese;
  • 2031: 68 e 3 mesi;
  • 2032: 68 e 3 mesi;
  • 2033: 68 e 5 mesi;
  • 2034: 68 e 5 mesi;
  • 2035: 68 e 7 mesi;
  • 2036: 68 e 7 mesi;
  • 2037: 68 e 9 mesi;
  • 2038: 68 e 9 mesi;
  • 2039: 68 e 11 mesi ;
  • 2040: 68 e 11 mesi;
  • 2041: 69 e 1 mese;
  • 2042: 69 e 1 mese;
  • 2043: 69 e 3 mesi;
  • 2044: 69 e 3 mesi;
  • 2045: 69 e 5 mesi.

I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio.

Questi aumenti automatici dell’età pensionabile sono previsti dalla Legge Fornero: possono, però, essere disattesi (in aumento o in diminuzione), se l’Istat rileva un incremento della speranza di vita maggiore o minore rispetto agli incrementi standard previsti dalla norma.

Pensione di vecchiaia contributiva: età pensionabile

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, ha diritto alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma con i seguenti requisiti di età:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 2 mesi.

I requisiti continuano, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

Anche in questo caso gli aumenti potrebbero variare per scostamenti rispetto agli incrementi della speranza di vita previsti.

Pensione anticipata: età pensionabile

La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età: l’età pensionabile, da intendersi come età al momento del pensionamento, era comunque rilevante in quanto, per chi si pensionava con meno di 62 anni, era applicata una penalizzazione pari all’1% annuo, per ogni anno dal 60° al 62° e pari al 2%, per ogni anno sotto il 60°.

Grazie alla Legge di stabilità 2015, nessuna decurtazione può essere applicata a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017, anche se si colloca a riposo in un secondo momento; la Legge di bilancio 2017, poi, ha abolito definitivamente la penalizzazione.

Pensione anticipata contributiva: età pensionabile

La pensione anticipata contributiva consiste nella possibilità di pensionarsi, per chi è soggetto al calcolo interamente contributivo della pensione (chi non ha contributi versati prima del 1996 o chi opta per il computo di tutti i contributi nella Gestione Separata), con i seguenti requisiti:  63 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi e un trattamento almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

L’età pensionabile aumenterà, nel tempo, nel seguente modo:

  • 2016 63 anni e 7 mesi;
  • 2017 63 anni e 7 mesi;
  • 2018 63 anni e 7 mesi;
  • 2019 63 anni e 11 mesi;
  • 2020 63 anni e 11 mesi;
  • 2021 64 anni e 2 mesi;
  • 2022 64 anni e 2 mesi;
  • 2023 64 anni e 5 mesi;
  • 2024 64 anni e 5 mesi;
  • 2025 64 anni e 8 mesi;
  • 2026 64 anni e 8 mesi;
  • 2027 64 anni e 11 mesi;
  • 2028 64 anni e 11 mesi;
  • 2029 65 anni e 1 mese;
  • 2030 65 anni e 1 mese;
  • 2031 65 anni e 3 mesi;
  • 2032 65 anni e 3 mesi;
  • 2033 65 anni e 5 mesi;
  • 2034 65 anni e 5 mesi;
  • 2035 65 anni e 7 mesi;
  • 2036 65 anni e 7 mesi;
  • 2037 65 anni e 9 mesi;
  • 2038 65 anni e 9 mesi;
  • 2039 65 anni e 11 mesi;
  • 2040 65 anni e 11 mesi;
  • 2041 66 anni e 1 mese;
  • 2042 66 anni e 1 mese;
  • 2043 66 anni e 3 mesi;
  • 2044 66 anni e 3 mesi;
  • 2045 66 anni e 5 mesi;
  • 2046 66 anni e 5 mesi;
  • 2047 66 anni e 7 mesi;
  • 2048 66 anni e 7 mesi;
  • 2049 66 anni e 9 mesi;
  • 2050 66 anni e 9 mesi.

Anche in questo caso gli aumenti potrebbero variare per scostamenti rispetto agli incrementi della speranza di vita previsti.

Età pensionabile: principali deroghe

Sono previsti requisiti di età più leggeri per la pensione nelle seguenti ipotesi:

  • Ape: l’Ape, anticipo pensionistico, consente di uscire dal lavoro a 63 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, grazie a un prestito bancario (che viene restituito con l’applicazione di decurtazioni sulla pensione); se il lavoratore ha diritto all’Ape agevolata, o Ape sociale, gli anni di contributi necessari possono essere 30 o 36, a seconda della categoria di appartenenza: in questo caso, però, il trattamento è pagato dallo Stato e non si applicano penalizzazioni sulla pensione, in quanto non si deve restituire alcun prestito;
  • totalizzazione: per la pensione con la totalizzazione (che consiste nel sommare gratuitamente i contributi di casse diverse) bastano 65 anni e 7 mesi di età (per tutti), con 20 anni di contributi, o 40 anni e 7 mesi di contributi (per approfondimenti: totalizzazione, cumulo e ricongiunzione, come funzionano);
  • salvacondotto per nati nel 1951 e 1952: in questo caso, è possibile andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, se sono stati compiuti 60 anni entro il 31 dicembre 2012, e maturati almeno 35 anni di contributi, entro la stessa data, per gli uomini, o 20 anni di contributi, per le donne (l’agevolazione non è fruibile dai dipendenti pubblici, dai lavoratori agricoli, e dai non occupati al 31 dicembre 2011);
  • opzione donna: grazie alla Legge di bilancio 2017, l’opzione è fruibile da chi matura almeno 35 anni di contributi e 57 anni e 7 mesi di età (58 e 7 mesi se lavoratrice autonoma), entro il 31 luglio 2016 (per approfondimenti: Opzione Donna,confermata la proroga);
  • lavori faticosi e notturni: per i lavoratori che hanno effettuato turni notturni, o attività particolarmente faticose e pesanti, sono previsti dei requisiti ridotti per la pensione, calcolati in base alle quote (per saperne di più: lavori usuranti 2017, come funziona la pensione anticipata);
  • ottava salvaguardia: la salvaguardia consente a determinati lavoratori (in mobilità, contributori volontari, cessati dal servizio, a termine, fruitori di congedi per l’assistenza di figli disabili) di pensionarsi con le regole antecedenti alla Legge Fornero (per approfondimenti: Ottava Salvaguardia 2017).

Non bisogna, infine, dimenticare il principio di cristallizzazione dei requisiti: in base a tale principio, chi matura i requisiti utili alla pensione ha diritto a collocarsi a riposo quando preferisce, anche se successivamente la legge cambia. Grazie alla previsione, confermata anche da una nota circolare Inps [1], chi ha maturato l’età pensionabile prevista prima dell’entrata in vigore della Legge Fornero, cioè entro il 31 dicembre 2011 può pensionarsi, quando vuole, con le vecchie regole.

note

[1]Inps Circ. n.16/2013.

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