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Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Lo sai che? Quando si ha diritto allo straordinario?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

Maggiorazione per lavoro straordinario, straordinario festivo, notturno, oltre 48 ore settimanali: quando spetta, quanto viene riconosciuto al lavoratore.

 

Sono chiamate ore di lavoro straordinario le ore di attività prestate oltre l’orario normale di lavoro: l’orario ordinario è pari a 40 ore settimanali, secondo il decreto sull’orario di lavoro [1], ma può essere inferiore, se lo prevede il contratto collettivo applicato.

Il lavoro straordinario non deve essere confuso col lavoro supplementare, che è quello prestato oltre l’orario contrattuale (part time) ma entro il limite legale delle 40 ore, o del più basso limite previsto dal contratto collettivo.

La prestazione di lavoro straordinario è retribuita con una maggiorazione, che cambia a seconda del contratto collettivo e del momento in cui è prestato il servizio straordinario (straordinario notturno, festivo, oltre le 48 ore settimanali…).

Straordinario: come si calcola?

La maggiorazione per lavoro straordinario è una percentuale che va calcolata sulla retribuzione normalmente percepita dal lavoratore. Nel dettaglio, la base di calcolo può essere composta dalle seguenti voci fisse e continuative:

  • paga base, contingenza e scatti di anzianità;
  • maggiorazione per lavoro a turni [2];
  • ratei delle mensilità aggiuntive [3];
  • premi di produzione [4].

Non possono essere, invece, usati come base di calcolo la maggiorazione per lavoro domenicale e l’Edr (elemento distinto della retribuzione).

Straordinario: a quanto ammonta?

L’ammontare della maggiorazione per lavoro straordinario varia, come già detto, secondo il contratto collettivo applicato e la collocazione delle ore di straordinario.

Ad esempio, nel Ccnl Terziario – Commercio, che è uno dei più utilizzati, abbiamo le seguenti maggiorazioni:

  • 15% per lo straordinario prestato dalla 41esima alla 48esima ora settimanale;
  • 20% per lo straordinario oltre le 48 ore settimanali;
  • 50% per lo straordinario notturno;
  • 30% per lo straordinario festivo.

 

Se il contratto prevede meno di 40 ore mi spetta lo straordinario?

Se il contratto collettivo prevede un orario ordinario inferiore alle 40 ore, ad esempio ne prevede 36 settimanali, il lavoro prestato oltre il limite è comunque considerato straordinario e va pagato con la maggiorazione, anche se non sono state superate le 40 ore. Si può fare eccezione solo se esiste un accordo fra le parti che contempla il prolungamento dell’orario normale contrattuale, fino al limite massimo fissato dalla legge o pattuito in sede collettiva.

Se, invece, il lavoratore ha un orario part time ed effettua la prestazione oltre l’orario concordato, parliamo di lavoro supplementare. Anche per il lavoro supplementare sono previste delle maggiorazioni, sia dalla legge (in particolare dal Decreto di riordino dei contratti [5], attuativo del Jobs Act), che dalla contrattazione collettiva (con  disposizioni differenti a seconda del contratto collettivo applicato).

Lavoro supplementare quanto è pagato?

Nel caso in cui non esista, nel contratto collettivo, alcuna previsione in merito al lavoro supplementare, questo va retribuito con una maggiorazione del 15% e non può essere effettuato per oltre il 25% dell’orario contrattuale.

I principali contratti collettivi prevedono una maggiorazione, per il lavoro supplementare, che va da un minimo del 10% a un massimo del 50%, a seconda delle ore di lavoro prestate e della loro collocazione (ad esempio notturne, festive, etc.). In certi casi il lavoro supplementare non è pagato con la maggiorazione, come avviene nel contratto collettivo telecomunicazioni, nel caso in cui le ore di lavoro supplementare siano contigue alle ore di lavoro ordinario (ad esempio, si chiede al dipendente di entrare prima o di uscire dopo).

Lavoro a cottimo: spetta lo straordinario?

Nel caso in cui il dipendente sia retribuito a cottimo, per la quantità di lavoro eccedente il ritmo produttivo, ma eseguita entro il normale orario lavorativo, non spetta la maggiorazione per straordinario. Questo perché il lavoratore è pagato in funzione del risultato.

Straordinario continuativo: la maggiorazione viene riconosciuta?

Il lavoro straordinario può essere svolto regolarmente e continuativamente: parliamo, in questo caso, del cosiddetto straordinario continuativo; resta, tuttavia, l’eccezionalità della prestazione, per cui la maggiorazione va sempre riconosciuta.

Tuttavia, quando lo straordinario è svolto in modo continuativo, la maggiorazione può essere corrisposta in maniera forfettaria: l’importo, però, non può essere inferiore rispetto alla maggiorazione normalmente riconosciuta per lo straordinario e deve essere evidenziato a parte.

Inoltre, quando le parti stabiliscono la forfettizzazione, deve essere indicato il limite massimo delle ore di lavoro che il dipendente è tenuto a prestare, poiché la retribuzione forfettaria non può essere totalmente indipendente dalle ore di lavoro svolte.

Si possono avere riposi compensativi al posto dello straordinario?

Alcuni contratti collettivi consentono la fruizione di riposi compensativi per il lavoro straordinario prestato, in alternativa o in aggiunta al pagamento delle maggiorazioni. In molti casi i contratti collettivi prevedono l’istituzione di una banca ore: consiste nell’accantonamento su un conto individuale delle ore prestate in più rispetto all’orario normale, alla quale si può attingere per fruire dei riposi compensativi.

Straordinario: quando si prescrive?

Le maggiorazioni per lavoro straordinario si prescrivono in 5 anni [6].

note

[1] D.lgs. 66/2003.

[2] Pret. Milano , Sent. 31/05/1979.

[3] Cass. S.U., Sent. n. 1889/1982.

[4] Cass., Sent. n. 3110/1984.

[5] D.lgs. 81/2015.

[6] Cass. Sent.n. 947/2010 e n. 40925/2010.

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