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Le Guide Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Le Guide Bonus ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici 2017

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Edilizia, la legge di Bilancio per il 2017 proroga fino al 31 dicembre del 2017 delle detrazioni al 50% per le ristrutturazioni edilizie e gli acquisti di mobili; ecobonus al 65% con tetto al 75%.

La legge di Bilancio 2017 ha prorogato, ancora per un anno, i bonus edilizia, ossia le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni (50%), per gli acquisti di mobili (50%), prevedendo un ecobonus al 65%. Potrebbe però tardare ad arrivare il sismabonus: le detrazioni più consistenti (fino a un massimo dell’85%) attendono l’approvazione di un decreto ministeriale che definirà la classificazione del rischio sismico. Per adesso, il sismabonus si limita allo sconto base del 50%. Ma procediamo con ordine e vediamo tutti i nuovi bonus sull’edilizia approvati dal Governo e ora recepiti con la legge di conversione.

Detrazioni su lavori, mobili e condominio: cosa cambia nel 2017

Anche per il 2017 è prevista la detrazione al:

  • 50% sulle ristrutturazioni edilizie,
  • 65% sul risparmio energetico,
  • 50% sull’acquisto mobili,
  • 50% sull’acquisto di grandi elettrodomestici.

Di questi bonus ci occuperemo singolarmente nei seguenti capitoli.

 

 

Detrazioni su ristrutturazioni edilizie

Chi ha avviato o intende avviare lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico potrà ottenere una detrazione fiscale del 50% fino a una spesa massima agevolata di 96.000 euro.

Chi intende acquistare arredi per appartamenti interessati da lavori edili di ristrutturazione può usufruire di una detrazione fiscale del 50%.

Detrazioni per misure antisismiche

Con riferimento agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 viene prevista una detrazione del 50%, ripartita in cinque quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione (96.000 euro), si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della detrazione.

A differenza della precedente normativa, tale beneficio si applica non solo agli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), ma anche agli edifici situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari).

Qualora dalla realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione di imposta spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta.

Ove dall’intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80%.

Le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni, nonché le modalità per la attestazione, da parte di professionisti abilitati, della efficacia degli interventi effettuati devono essere individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi entro il 28 febbraio 2017, sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

Veniamo ora al bonus antisismico nei condomini. Qualora gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni di imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75% (passaggio di una classe di rischio inferiore) e dell’85% (passaggio di due classi). Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Per tali interventi, analogamente a quanto previsto per quelli relativi alle riqualificazioni energetiche di parti comuni degli edifici condominiali, a decorrere al 1° gennaio 2017, in luogo della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari. Le modalità attuative sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni.

Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, a decorrere dal 1° gennaio 2017, rientrano anche le spese per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Le nuove detrazioni previste per le misure antisismiche degli edifici non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici.

La detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è stata introdotta nel 1997 [1].

Il convivente stabile che sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio, nel rispetto delle condizioni, può fruire della detrazione alla stregua di quanto previsto per i familiari conviventi [2]. Ciò per via delle nuove regole introdotte dalla legge sulle unioni civili: la disponibilità dell’immobile è insita nella stessa convivenza e non deve trovare titolo in un contratto di comodato.

 

 

Detrazioni per lavoro in condominio sulle parti comuni

La novità del 2017 riguarda il rafforzamento delle detrazioni condominiali, ferme fino al 31 dicembre 2021.

In particolare, per gli interventi di riqualificazione energetica relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, è prevista la detrazione al 65% che viene prorogata di cinque anni, fino al 31 dicembre 2021.

Per gli interventi di ristrutturazione che interessino l’involucro dell’edificio condominiale la detrazione fiscale è invece del 70%.

Del 75% è la detrazione per gli interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano determinati standard.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Per tali interventi i condomini possono cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

Tali detrazioni sono usufruibili anche dagli Iacp, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Detrazioni sul recupero edilizio

La detrazione Irpef per il recupero edilizio è pari al 50%, calcolato su una spesa massima di 96mila euro per ogni unità immobiliare. Va spalmata su dieci quote annuali di pari importo. Tale previsione, nata nel 2012, è stata prorogata dalle leggi di Stabilità degli ultimi tre anni fino al 31 dicembre 2016. La detrazione spetta anche per spese di progettazione e per le prestazioni professionali connesse alle opere edilizie e per la messa a norma degli edifici.

Le opere edilizie agevolate sono le seguenti:

  • gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia per le unità residenziali e le loro pertinenze;
  • lavori di manutenzione ordinaria, solo sulle parti comuni di edifici condominiali.

Le altre opere agevolate

Altri lavori sono agevolati a prescindere dalla categoria edilizia:

  • ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, a patto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • realizzazione di autorimesse o di posti auto pertinenziali;
  • eliminazione di barriere architettoniche;
  • prevenzione del rischio di atti illeciti da parte di terzi (es. installazione inferriate, porte blindate);
  • cablatura degli edifici e contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi di risparmio energetico (ad esempio installazione di panelli fotovoltaici);
  • adozione di misure antisismiche (si veda anche la scheda a destra);
  • bonifica dall’amianto e opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Possono godere del bonus anche le spese per gli oneri di urbanizzazione, oltre a tasse e diritti di segreteria su pratiche edilizie. In questo caso non è necessario il pagamento tramite bonifico: basta il bollettino postale.

Detrazioni su risparmio energetico: l’ecobonus

Anche per il 2017 è prevista la detrazione fiscale Irpef/Ires del 65% sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 per alcune categorie di lavori di efficienza energetica:

  • riqualificazione globale di edifici esistenti (detrazione massima di 100mila euro);
  • interventi su strutture opache verticali e orizzontali: pareti, tetti, solai, eccetera (massimo 60mila euro);
  • sostituzione o modifica di serramenti e infissi (60mila euro);
  • installazione di pannelli solari termici, per la produzione di acqua calda sanitaria, anche a integrazione dell’impianto di riscaldamento (60mila euro);
  • sostituzione totale o parziale di impianti di riscaldamento con: caldaie a condensazione (e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione), pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia (30mila euro);
  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con altri a pompa di calore, per la produzione di acqua calda sanitaria (30mila euro);
  • installazione di schermature solari, indicate nell’allegato M del Dlgs 311/2006 (60mila euro);
  • sostituzione totale o parziale di impianti di riscaldamento (o anche nuova installazione) con altri dotati di generatori a biomassa (30mila euro);
  • installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o climatizzazione (nessun valore massimo di detrazione).

Gli interventi sono agevolati solo se effettuati su edifici esistenti (non in costruzione), anche strumentali. Per tutte le misure – tranne pannelli solari e schermature – è necessario che nell’immobile vi sia già un impianto di riscaldamento.

Per gli interventi di riqualificazione energetica relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio la misura della detrazione al 65% è prorogata di cinque anni, fino al 31 dicembre 2021.

Per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali la misura della detrazione è:

  • al 70% per gli interventi che interessino l’involucro dell’edificio
  • e al 75% per gli interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano determinati standard.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Per tali interventi i condomini possono cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari. Tali detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

In particolare, si prevede l’aumento della detrazione al 70% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.

La detrazione è ulteriormente elevata al 75% per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015.

Per gli interventi sopra descritti, a decorrere al 1° gennaio 2017, in luogo della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Le modalità attuative dell’opzione sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni (2-sexies).

Tali detrazioni agevolate sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

In sintesi la normativa al riguardo [3] prevede che:

– la detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) è pari al 65% delle spese sostenute, entro il limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito;

– l’agevolazione non è cumulabile con altri benefici fiscali previsti da disposizioni di legge nazionali (come, ad esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio) o altri incentivi riconosciuti dall’Unione europea;

– non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva di inizio dei lavori all’Agenzia delle entrate;

– i contribuenti non titolari di reddito d’impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale (i titolari di reddito di impresa sono invece esonerati da tale obbligo e possono provare la spesa con altra idonea documentazione);

– è previsto l’esonero dalla presentazione della certificazione energetica per la sostituzione di finestre, per gli impianti di climatizzazione invernale e per l’installazione di pannelli solari;

– al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane Spa hanno l’obbligo di effettuare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori; la legge di stabilità per il 2015 ha elevato la misura della ritenuta dal 4 all’8 per cento;

– per gli interventi eseguiti dal 2011 è obbligatorio ripartire la detrazione in dieci rate annuali di pari importo (per gli anni 2009 e 2010 andava ripartita in cinque rate);

– i soggetti che intendono avvalersi della detrazione sono tenuti ad acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai pertinenti requisiti richiesti dal D.M. 19 febbraio 2007 (GU 26 febbraio 2007, n. 47) ed a trasmettere, entro novanta giorni dalla fine dei lavori, all’Enea copia dell’attestato di certificazione energetica, ovvero di qualificazione energetica, nonché la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

I bonus potenziati non spettano a chi si limita a intervenire sull’impianto di riscaldamento: va coinvolto anche l’involucro dell’edificio.

Inoltre, tra i punti da monitorare con particolare attenzione c’è la possibilità di cedere il bonus. Attualmente questa chance è prevista per i soli beneficiari incapienti e solo destinando il credito d’imposta ai fornitori del condominio: è un meccanismo che per adesso non ha funzionato e si tratta di vedere se e come sarà riproposto nell’ambito della legge di bilancio.

Detrazioni su acquisto mobili e grandi elettrodomestici

Si dispone la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2017 della detrazione al 50% per le spese relative all’acquisto di mobili. Il limite di 10.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici è considerato per gli interventi iniziati nel 2016 al netto delle spese per le quali si è già fruito della detrazione.

La norma in esame specifica che per gli interventi effettuati nel 2016 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2017, l’ammontare complessivo massimo di 10.000 euro deve essere calcolato al netto delle spese sostenute nell’anno 2016 per le quali si è fruito della detrazione.

Il bonus mobili per il 2017 è più selettivo: nella legge di bilancio non c’è una secca proroga della detrazione Irpef del 50% già riconosciuta per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegato alla manutenzione straordinaria. Questa possibilità resta per tutto il 2017, ma solo per acquisti abbinati a interventi edilizi iniziati dal 1° gennaio 2016. In altre parole, non si potrà agganciare un acquisto di arredamento datato 2017 a un vecchio lavoro. Mentre le spese di arredamento sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016 spettano a chi beneficia del 50% “edilizio” per lavori che siano almeno di manutenzione straordinaria e che siano stati pagati dal 26 giugno 2012 (data in cui il 36% è stato aumentato al 50%).

Il bonus mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Spetta a chi fruisce della detrazione del 50% sul recupero edilizio, per lavori che siano almeno di manutenzione straordinaria. Le spese di ristrutturazione agevolate devono essere sostenute a partire dal 26 giugno 2012, mentre l’acquisto degli arredi deve avvenire tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016.

La detrazione del 50% si calcola su un importo massimo di 10mila euro (riferito in tutto a mobili ed elettrodomestici) e si recupera in dieci anni.

Come documentare che i lavori sono iniziati nel 2016? Non ci sono problemi per i cantieri avviati con titoli abilitativi protocollati dall’ufficio comunale (Dia, Scia, Cil o Cila ecc.). Per le attività in edilizia libera è invece sufficiente una autocertificazione «in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori» e occorre «attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili». Un documento da esibire solo su richiesta.

Per usufruire della detrazione per acquisto mobili e grandi elettrodomestici è quindi indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia e usufruire della relativa detrazione. La norma, infatti, riconosce ai contribuenti che usufruiscono della detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia una detrazione del 50% per le ulteriori spese, fino ad un ammontare massimo di 10.000 euro, documentate e sostenute per l’acquisto dei seguenti prodotti finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione: mobili; grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+; forni di classe non inferiore ad A. Le spese per l’acquisto di mobili sono calcolate indipendentemente da quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione. In altri termini, le spese per l’acquisto di mobili possono anche essere più elevate di quelle per i lavori di ristrutturazione, fermo restando il tetto dei 10.000 euro.

Per ottenere il bonus mobili è sempre necessario pagare con il “bonifico parlante”?

Il pagamento può? avvenire con un bonifico ordinario; non c’è più? bisogno di usare quello “parlante” richiesto per le ristrutturazioni edilizie. Oltre al bonifico, è possibile usare anche le carte di credito e di debito (bancomat). In tal caso la data di pagamento è il giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, così come risulta dalla ricevuta di transazione. Visto che il beneficiario è? una persona fisica, si segue il principio di cassa: è quindi il giorno del pagamento a determinare il rispetto (o meno) del termine per l’acquisto. Restano esclusi altri mezzi di pagamento, quali denaro contante e assegni bancari.

Bonus mobili in condominio

Il limite dei 10mila euro riguarda la singola unità abitativa o la parte comune dell’edificio residenziale oggetto di ristrutturazione. Se i lavori presupposto sono stati eseguiti in condominio (dove possono essere anche di manutenzione ordinaria), il bonus mobili vale solo per gli arredi destinati alle parti comuni.

Il bonus per le giovani coppie

Si segnala che la legge di stabilità per il 2016 ha previsto un’ulteriore ipotesi di detrazione fiscale per l’acquisto esclusivamente di mobili da adibire ad arredo dell’abitazione principale acquistata da giovani coppie, anche di fatto (c.d. bonus mobili giovani coppie). La misura della detrazione è del 50%, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, per le spese sostenute nel 2016, ma il limite di spesa è aumentato a 16.000 euro. Tale detrazione non è stata prorogata anche al 2017.

Il bonus è riservato alle coppie coniugate o conviventi more uxorio che nel 2016 abbiano costituito nucleo familiare da minimo tre anni, e in cui almeno uno dei componenti non abbia superato il 35° anno di età nel 2016.

Il rogito deve essere avvenuto nel 2015 o nel 2016, mentre i mobili nuovi destinati ad arredare la casa devono essere acquistati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del 2016. Se a comprare la casa è solo uno dei coniugi o conviventi, è necessario che sia quello che nel 2016 non abbia superato i 35 anni.

note

[1] Art. 1, commi 5 e 6, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, successivamente modificata e prorogata e, infine, resa stabile dal D.L. n. 201 del 2011 (art. 4, comma 1, lett. c)) che ha inserito nel D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR) l’articolo 16-bis. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013, l’articolo 11, comma 1, del D.L. n. 83 del 2012 ha aumentato la misura della detrazione dal 36 per cento al 50 per cento ed ha innalzato il limite di spesa massima agevolabile da 48.000 a 96.000 euro per unità immobiliare.

L’innalzamento della detrazione al 50 per cento e dell’ammontare di spesa di 96.000 euro è stato successivamente prorogato annualmente (si segnalano, da ultimo, le leggi di stabilità degli ultimi tre anni: (legge n. 147 del 2013, articolo 1, comma 139, lett. d); legge n. 190 del 2014, articolo 1, comma 47, legge n. 208 del 2015, articolo 1, comma 74). Nel corso della conversione del D.L. n. 63 del 2013, inoltre, sono state introdotte due rilevanti novità: una detrazione del 50 per cento per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, (per i forni la classe A), nonché delle apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali; una detrazione del 65 per cento delle spese per misure antisismiche su costruzioni che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.

La legge di stabilità per l’anno 2016 ha previsto un credito d’imposta a favore delle persone fisiche che, al di fuori della loro attività di lavoro autonomo, installano sistemi di videosorveglianza o allarme ovvero stipulano contratti con istituti di vigilanza per la prevenzione di attività criminali, nel limite complessivo di spesa di 15 milioni per l’anno 2016 (articolo 1, comma 982, della legge n. 208 del 2015). Tale agevolazione non è stata riproposta.

[2] Ag. Entrate ris. N. 64/E del 28.07.2016.

[3] Le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici sono state introdotte per la prima volta con la legge finanziaria 2007 (legge n. 296 del 2006, articolo 1, commi da 344 a 349). L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta (originariamente del 55 per cento, attualmente del 65 per cento fino al 31 dicembre 2016) delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Si tratta di riduzioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse per interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per:

– la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: detrazione massima 100.000 euro;

– il miglioramento termico dell’edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni, pavimenti): detrazione massima 60.000 euro;

– l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda: detrazione massima 60.000 euro;

– la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione: detrazione massima 30.000 euro.

Successivamente la normativa in materia è stata più volte modificata con riguardo, in particolare, alle procedure da seguire per avvalersi correttamente delle agevolazioni e alle proroghe della più alta misura agevolata. In particolare il D.L. n. 63 del 2013 (articolo 14), nel prorogare le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica fino al 31 dicembre 2013, ha elevato la misura al 65 per cento per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del provvedimento).

La portata dell’agevolazione è stata estesa ai seguenti interventi:

– sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria: limite massimo di 30.000 euro (articolo 4, comma 4, del D.L. n. 201 del 2011);

– riqualificazione energetica relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio (articolo 1, comma 47 della legge n. 190 del 2014);

– acquisto e posa in opera delle schermature solari, nel limite massimo di detrazione di 60.000 euro (articolo 1, comma 47 della legge n. 190 del 2014);

– acquisto e posa in opera degli impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite massimo di detrazione di 30.000 euro (articolo 1, comma 47 della legge n. 190 del 2014);

– acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il

controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative che garantiscano un funzionamento efficiente degli impianti, nonché dotati di specifiche caratteristiche (articolo 1, comma 88, della legge n. 208 del 2015);

– interventi realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 dagli Istituti autonomi per le case popolari su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica (articolo 1, comma 87, della legge n. 208 del 2015).

La legge di stabilità per il 2016 ha inoltre previsto per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali le cui spese sono state sostenute nel 2016, la possibilità per i soggetti che si trovano nella no tax area (ovvero pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi incapienti) di cedere la detrazione fiscale loro spettante ai fornitori che hanno effettuato i lavori . Le relative modalità attuative sono state definite con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 22 marzo 2013: la scelta di cedere il credito deve risultare dalla delibera assembleare che approva gli interventi oppure può essere comunicata al condominio che la inoltra ai fornitori. I fornitori, a loro volta, devono comunicare al condominio l’avvenuta accettazione del credito a titolo di pagamento di parte del corrispettivo per i beni ceduti e le attività prestate; il credito potrà essere utilizzato dal soggetto cessionario, in dieci rate annuali, esclusivamente in compensazione di debiti fiscali. Per rendere efficace l’operazione, il condominio è tenuto a trasmettere entro il 31 marzo 2017 un’apposita comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate con il canale Entratel o Fisconline.

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

Giulio

8 dicembre 2016 alle 20:59

Salve,

riguardo al bonus mobili giovani coppie (detrazioni del 50% su acquisto di mobili per la prima casa da giovani coppie anche in assenza di ristrutturazione), voi parlate di riconferma per il 2017, ma non trovo nessun riferimento di riconferma nel testo definitivo sul sito del Senato… Siete sicuri di quello che scrivete? Sarebbe una grossa delusione per i vostri lettori se la cosa si rivelasse inesatta… Dove posso trovare conferma ufficiale di quello che scrivete?

Saluti

Giulio

Massimo Michielan

9 dicembre 2016 alle 16:34

c’è una contraddizione nell’articolo su questo argomento. bonus mobili coppie giovani, prorogato oppure no?

lorenzo

11 dicembre 2016 alle 13:25

Salve a tutti, nel testo della legge di stabilità non trovo nulla riguardo la proroga del bonus mobili coppie giovani, corretto?

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