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Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Lo sai che? Se i genitori litigano e il figlio soffre è necessario lo psicologo?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

Il genitore che non segue il sostegno psicologico indicato dai servizi sociali, esasperando i litigi con l’ex coniuge, e scaricando su questi tutte le colpe, provoca sofferenze nel figlio e perciò può perdere l’affidamento.

È vero: non si può imporre a nessuno un trattamento medico, tantomeno psicologico, ma se in mezzo ci sono i figli e questi soffrono per via dei continui litigi dei genitori, il giudice può consigliare loro di frequentare un percorso di sostegno, con la “minaccia” che, se non lo faranno, il loro comportamento sarà poi valutato ai fini della decisione sulla causa di separazione o divorzio. È quanto chiarito dal Tribunale di Roma con un recente decreto [1] che ricalca un orientamento già percorso in passato dallo stesso foro.

È obbligo dei genitori, in conflitto tra loro, seguire un idoneo percorso di sostegno tutte le volte in cui il figlio mostri una evidente sofferenza emotiva. Ciò vale sia per il padre sia per la madre.

Il genitore può sempre rifiutarsi di seguire il sostegno psicologico indicato dal giudice, su suggerimento dei servizi sociali, ma tale comportamento potrà essere considerato ai fini dell’eventuale revoca dell’affidamento. Si tratta infatti di una condotta che impedisce una corretta crescita del figlio.

Il principio di bigenitorialità – che vuole che ogni bambino possa gioire dei rapporti con entrambi i genitori e non di uno soltanto – impone che mamma e papà vadano d’accordo almeno quando si tratta di far stare bene i propri figli, e quindi non creino conflitti esacerbati – anche se c’è già stata la separazione o il divorzio – che potrebbero allontanare i minori dall’uno o dall’altro genitore. O, peggio, da entrambi.

Nel caso di specie, il consulente tecnico, nominato dal giudice, non aveva rilevato difficoltà del minore di riferirsi né al padre né alla madre, ma erano stati rilevati comunque gravi e diretti danni alla sua crescita. Nella perizia veniva evidenziate, nel bambino, «capacità grafiche inferiori alla sua età cronologica». Dai suoi disegni emergeva «una realtà psicologica segnata da … rabbia, bisogno di stabilità e sensazione di vuoto, difficoltà di identificazione». C’è «l’immagine di un bambino lacerato dalla conflittualità esistente tra i due genitori, i quali vivono il proprio ruolo in modo competitivo e sopratutto fanno passare le comunicazioni (tra loro ndr) attraverso il figlio medesimo, secondo quindi una evidente simmetricità, sia nei conflitti che nel coinvolgimento del figlio».

 

I litigi tra genitori fanno crescere male i figli

La sofferenza emotiva di un minore discende, principalmente, dai litigi dei genitori. Spesso la conflittualità si manifesta in un continuo attribuire all’altro le colpe di tutto. Il tutto induce nel bambino un conflitto di lealtà ed autorepressione.

Per questo il Tribunale può disporre, come onere di entrambi i genitori, di seguire il percorso di sostegno che verrà suggerito dai servizi sociali, disponendo che questi ultimi debbono «vigilare sulle condotte dei genitori» segnalando poi alla Procura presso il Tribunale per i minorenni quelle condotte che siano contrarie all’interesse del minore rispetto alle disposizioni impartite.

note

[1] Trib. Roma, decr. del 7.10.2016.

Autore immagine: 123rf com

IL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA

SEZIONE PRIMA CIVILE

cosi composto:

dott.ssa Franca MANGANO Presidente

dott.ssa Daniela BIANCHINI Giudice

dott.ssa Monica VELLETTI Giudice rel.

con l’intervento del P.M. presso il Tribunale

sciogliendo la riserva assunta nel procedimento n. 4431/2015 R.G. Camera di Consiglio; ha emesso il seguente

DECRETO

considerato che

con ricorso depositato il 30 marzo 2015 Da.Su. ha chiesto che venissero adottati provvedimenti concernenti l’affidamento del figlio Ed., nato il …, dalla relazione intrattenuta con Mo.Gi., in modifica dei provvedimenti già assunti in merito dalla Corte d’Appello di Roma con provvedimento 11.3/22.5/2014 (emesso in parziale modifica di precedente decreto adottato dal Tribunale per i Minorenni di Roma), che prevedevano che il padre potesse vedere e tenere con sé il figlio a settimane alterne dal venerdì al lunedì mattina, mantenendo in tali settimane con sé il figlio il pomeriggio del martedì, mentre nelle altre settimane dal martedì all’uscita di scuola sino al giovedì mattina con accompagnamento a scuola, oltre a disciplinare le frequentazioni nei periodi di vacanza, ampliando il numero di pernottamenti infrasettimanali rispetto a quanto disposto dal giudice di prime cure. La ricorrente ha esposto la sofferenza e il disagio del figlio minore in merito alle frequentazioni infrasettimanali con il padre, avendo il minore rappresentato il desiderio di permanere maggiormente con la madre stante il carattere tranquillo e pacato della ricorrente a fronte del carattere, asseritamente, irascibile e prepotente del padre che avrebbe chiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine per il ritiro del passaporto del figlio e in occasione di un viaggio del minore con la madre in Toscana. Inoltre il figlio manifesterebbe disagio al ritorno dalle frequentazioni paterne riferendo, secondo le prospettazioni della ricorrente, di comportamenti minacciosi ed esagerati del padre che in presenza di minime contrarietà reagirebbe con imprecazioni ed urla. Inoltre, il padre imporrebbe al minore di viaggiare a bordo di un motorino a fronte dei timori del figlio fondati tra l’altro su una malattia del padre tale da diminuire la sensibilità degli arti. Tanto premesso la ricorrente ha chiesto venissero modificate le condizioni di frequentazione padre figlio prevedendo la permanenza del minore presso il padre dal venerdì all’uscita di scuola fino alla domenica sera e un pomeriggio senza pernottamento nelle settimana di permanenza presso il padre per il fine settimana, e con il pernottamento nella settimana successiva, oltre a dettagliare i periodi di frequentazione estiva. Con vittoria di spese.

Si è costituito Gi.Mo. contestando le allegazioni della controparte e rappresentando di essere stato costretto a rivolgersi alle forze dell’ordine per rintracciare il minore a causa della mancata comunicazione da parte della madre del viaggio effettuato con il figlio, negando i presunti malesseri del minore all’esito delle frequentazioni paterne e richiamando gli esiti dell’ascolto del minore tenutosi dinanzi al Tribunale per i minorenni dove Edoardo aveva rappresentato il buon rapporto con il padre; positiva qualità del rapporto riaffermata nel provvedimento della Corte di Appello. Ha, inoltre, negato i rappresentati effetti della propria condizione di salute, tale da non comprometterne la capacità di giuda (come affermato nel provvedimento della Corte di Appello). Tanto premesso ha chiesto il rigetto della domanda della controparte, con vittoria di spese.

All’esito dell’udienza del 21.9.2015 preso atto della elevata conflittualità genitoriale e dei riferiti episodi di interventi delle Forze dell’Ordine e del giudice tutelare per superare contrasti tra le parti è stata disposta CTU, per accertare le capacità genitoriali, la condizione del minore, procedendo al suo ascolto, e per acquisire elementi idonei alla migliore disciplina delle frequentazioni padre figlio. Depositata la CTU, convocata la consulente a chiarimenti su osservazioni formulate da parte ricorrente, all’esito la decisione è stata rimessa al Collegio concedendo alle parti termine per note

Osserva il Collegio

All’esito della CTU, le cui conclusioni sono pienamente condivisibili in quanto scevre da vizi logico argomentativi, è emerso in merito alle caratteristiche di personalità delle parti che: “Il sig. Mo. è un soggetto introverso che evidenzia la presenza di elementi depressivi di fondo, certamente anche reattivi alla consapevolezza della malattia che ha ed al dolore per le difficoltà con il figlio; sono presenti lievi tratti ossessivi e a carattere persecutorio. Si osserva inoltre che lo stesso appare presentare una fragile condizione emotiva per la quale nei momenti di particolare coinvolgimento egli vive un abbassamento del controllo e l’impossibilità di contenere con facilità le proprie emozioni, secondo una espressione mediata quindi solo o prevalentemente dalle proprie istanze. E l’aver portato con sé il figlio a casa del padre in agonia e fargli assistere al suo decesso (con grande turbamento del figlio che, a quasi un anno di distanza, ne ha parlato in lacrime al CTU), o l’aver attuato più di un intervento della Forza Pubblica in presenza di Ed., senza valutarne l’impatto emotivo sul figlio, sono eventi rappresentativi proprio di questa realtà. Va però osservato che il sig. Mo. rappresenta una disponibilità ad accogliere le istanze critiche proposte e appare immediatamente disponibile a farsi sostenere in un percorso di sostegno alla genitorialità….. La signora Da. si manifesta come un soggetto estroverso e dotato di una intelligenza brillante che appare caratterizzata da una energica e costruttiva intraprendenza nel relazionarsi con il mondo…La signora appare un soggetto caratterizzato da una positiva immagine di Sé e da una modalità di rispondere attraverso l’azione alle proprie istanza interiori; secondo una dinamica che tende a tacitare la capacità, pur in lei presente, di interiorizzare o elaborare in maniera più profonda, autocritica e differenziata le diverse esperienze emotive che la vita le presenta. Istanze e dinamismo che sono quindi parte costante dell’approccio della signora e che appaiono venate da elementi nevrotici. La signora appare difesa rispetto alla accettazione delle istanze problematiche del figlio ed esprime una iniziale difficoltà ad accettarne la realtà; pur se poi concorda, eccependo proprie difficoltà di tempo rispetto al lavoro, sulla opportunità di iniziare un percorso di sostegno alla genitorialità allo scopo di non continuare a coinvolgerlo nel clima conflittuale che pervade le relazioni tra i partners di ruolo.”

Quanto alla situazione del minore nelle CTU viene rilevato: “Ed. è un minore intelligente e molto disponibile a colloquiare, usa una buona capacità di linguaggio, che si presenta come un bambino sorridente ed educato, abituato a relazionarsi con l’estraneo. Ed. appare però nascondere la sua sofferenza dietro un atteggiamento saggio, esprimendo la sua realtà con modalità che solo esteriormente appaiono più adulte dell’età che possiede. Si evidenzia comunque una assenza di somatizzazioni, ed una capacità di esprimere i propri bisogni anche assumendo posizioni di rifiuto aperto (v. rifiuto ad ad uscire con il padre in motorino)….Ed. incontrato insieme con la madre manifesta di vivere una interpersonalità allegra e scherzosa con lei, fatta di consuetudine al dialogo e fiducia. Nel corso del colloquio egli afferma che il padre gli fa leggere le mail della madre. Osservato con il padre Ed. mostra di aver instaurato con il genitore una relazione allegra ed affettuosa, con riferimenti a momenti di condivisione piacevole di attività e giochi, pur se in alcuni momenti si evidenzia un atteggiamento venato da lieve rivalità. Nell’incontro avuto individualmente con il Consulente, incontro che egli ha accettato con piacere perché poteva finalmente parlare, Ed. ha raccontato della sua relazione con entrambi i genitori ed ha rappresentato le difficoltà e i turbamenti che sta incontrando la sua relazione con il padre. Il minore ha così parlato del genitore affermando che lo stesso si arrabbia e bestemmia spesso “non c’è mai stato un week end che non dice parolacce.. getta le cose… Mi fa paura quando si arrabbia, se la sera si arrabbia ho paura che mi ammazza la notte e dormo agitato.. faccio tante volte la pipì….”. Fattasi spiegare la genesi di alcune manifestazioni di rabbia, il minore ha ad esempio raccontato che il padre si era arrabbiato perché aveva gettato troppa carta nello scarico del bagno che si stava tappando oppure che Ed. ha anche raccontato che il padre lo porta in motorino e lui detesta andarci, va a volte veloce “oltre i 100 km h”. Inoltre lo stesso gli avrebbe detto che gli comprava i Pokemon se avesse affermato che voleva stare con lui. Il minore afferma anche che il padre dovrebbe pagare alla madre tutto quanto deve, come invece non fa, e poi mentre il padre vorrebbe che lui andasse nella scuola italiana lui vuole restare nella scuola inglese, che frequenta da quando la madre lo ha scolarizzato. Egli afferma così, che se gli va bene “pure” che i genitori “non si parlino”, non vuole che il padre dica che la nonna materna “è una troia..una stronza”. Del suo rapporto con la madre il minore racconta invece che con la madre sta bene e che la madre lo accontenta sempre, e poi “dice le parolacce di rado”. Egli quindi afferma “con mamma non ho paura perché le passa subito… con mamma sono più sicuro nei compiti di inglese. E così spiega che quando fa i compiti con il padre questo gioca in borsa con l’ipod, mentre invece l’ipod servirebbe a lui. Si fa comunque presente che il minore già nel corso dell’accesso domiciliare presso il domicilio materno ebbe a fare riferimento a precise mancanza paterne rispetto a temi non di pertinenza infantile (p. es. temi economici) e che sono comunque oggetto del contenzioso. Egli ha comunque spiegato che sia il padre che la madre gli hanno fatto leggere le sentenze e i vari dispositivi del Tribunale……Il minore in tutta la produzione testologica raccolta mostra di vivere una drammatica condizione emotiva………. visto da solo, con capacità grafiche inferiori alla sua età cronologica, ha eseguito disegni dai quali emerge una realtà psicologica segnata da lacerazioni interiori e scotomizzazione affettiva, rabbia, bisogno di stabilità e sensazione di vuoto, difficoltà di identificazione. Significativi son ad esempio i segni verdi incrociati, quasi a cancellare le immagini tratteggiate, fatti dal bambino sui disegni eseguiti con i genitori, o l’insistente chiamarsi e firmarsi “Bob”. Il minore ha anche eseguito un disegno nel quale ha rappresentato, centrandola nel foglio, una figura umana femminile (riconoscibile dai capelli e dagli occhi allungati) con mani e piedi e con bottoni nel vestito; ma poi l’ha cancellata con la matita e vi ha anche tratteggiato sopra le righe incrociate, scrivendo disordinatamente Bob e mamma. Quindi con pennarello di altro colore ha scritto più in piccolo” Bob e mamma Da.””.

All’esito della consulenza la CTU ha rilevato: “L’immagine di un bambino lacerato dalla conflittualità esistente tra due genitori i quali vivono il proprio ruolo in modo competitivo e soprattutto fanno passare le comunicazioni attraverso Ed.. Secondo quindi una evidente simmetricità e nei conflitti e nel coinvolgimento del figlio medesimo. Ciò si osserva riferendosi a genitori che non appaiono comunque presentare problematicità di tipo psicopatologico e che amano profondamente il figlio cui vorrebbero dare il meglio; pur se il “meglio” di ciascuno non coincide con il meglio dell’altro, e viene comunque adottato. Si osserva inoltre che la conflittualità tra le Parti viene attuata secondo un continuo attribuire all’altro le colpe di tutto; colpevolizzazioni reciproche queste di cui purtroppo egli minore è stato reso dall’inizio partecipe e che ha indotto in lui una evidente sofferenza emotiva. Una sofferenza della quale però nonostante ogni dichiarazione di amore ed attenzione i genitori medesimi, pur secondo diverse modalità espressive, non appaiono fino in fondo essere consapevoli. Essi infatti proiettano su lui minore aspettative e capacità di scelte di campo che conseguentemente inducono in Ed. adultizzazione, conflitto di lealtà, autorepressione.”

All’esito della consulenza le parti avevano raggiunto un accordo, in 21 punti, su precise modalità di frequentazione padre figlio, fermo l’affidamento condiviso e la collocazione prevalente presso l’abitazione della madre. L’accordo nella fase finale della consulenza non è stato sottoscritto alla ricorrente che ha chiesto di “escludere qualsiasi pernottamento infrasettimanale, così come desiderato dal figlio e cioè riferito nel colloquio con la CTU. Inoltre ella si oppone a che il figlio durante le vacanze scolastiche estive vada dal padre alle ore 10 della mattina anziché alle 15.15 o comunque dall’uscita di scuola” a fronte del consenso del padre rispetto all’accordo raggiunto.

Nelle osservazioni critiche della CTU di parte ricorrente si sottolinea la necessità di valutare il disagio espresso dal minore nelle frequentazioni paterne che dovrebbe indurre il Collegio ad una drastica riduzione dei pernottamenti infrasettimanali. Il Collegio aderisce alla conclusioni della CTU segnalando che l’ascolto del minore ha evidenziato, come tratto prevalente del disagio, non i pernottamenti presso il padre, ma l’eccessivo coinvolgimento del minore nel conflitto genitoriale. E’ infatti imputabile ad entrambi i genitori il suo coinvolgimento nelle questioni giudiziarie, operato finanche con la lettura degli atti di causa. Il coinvolgimento delle Forze dell’ordine ad opera del padre ha avuto origine dalla mancata capacità di comunicazione tra i genitori, incapaci di relazionarsi persino sulla organizzazione dei periodi di vacanze. A fronte di tali risultanze, dove tra gli elementi di disagio rappresentati dal minore ci sono questioni economiche, appaiono condivisibili le conclusioni della CTU in forza delle quali non si ritiene che soluzione alla situazione di difficoltà familiare sia ravvisabile nella diminuzione dei pernottamenti paterni, ma in idoneo sostegno alla genitorialità, percorso rispetto al quale è la ricorrente, anche nel corso dell’udienza, ad aver manifestato maggiori riserve. Inoltre, la posizione della ricorrente e della CTP di parte di ravvisare nella eliminazione o riduzione dei pernottamenti infrasettimanali padre figlio, la possibile soluzione dei disagi manifesti dal figlio, appare contraddittoria in quanto qualora la presenza del padre fosse stata nociva dovrebbero essere inibite le frequentazioni e non solo alcuni pernottamenti, ma in tale prospettiva appare contraddittoria la concorde richiesta delle parti (e dunque anche del CTP di parte ricorrente) di non effettuare prove testologiche sui genitori, che avrebbero consentito l’emersione di tratti di personalità negativi per il corretto sviluppo del figlio.

Per quanto esposto il Collegio aderisce alla modalità di frequentazione padre figlio elaborate all’esito della CTU e riportate in dispositivo, disponendo in adesione alla espressa richiesta del minore che il padre non lo conduca in motorino in considerazione dei -fondati- timori dallo stesso rappresentati quanto all’elevata velocità tenuta dal padre.

Le parti devono essere onerate di seguire il suggerito percorso di sostegno alla genitorialità. Premesso che nessun trattamento psicologico può essere imposto, le difficoltà manifestate dal nucleo familiare scaturite dalla elevata conflittualità fanno ritener opportuno tale percorso. L’eventuale rifiuto di una o dell’altra parte allo stesso potrà essere valutato come condotta ostativa alla corretta crescita del figlio, in quanto oppositiva rispetto alla piena bigenitorialità. Pertanto deve essere demandato al Servizio Socio sanitario territorialmente competente con riferimento alla residenza del minore il compito di monitorare e sostenere la coppia genitoriale, che in tal modo potrà avere qualificati interlocutori per superare eventuali difficoltà che possano manifestarsi nelle relazioni tra le parti. Inoltre, al servizio è demandato il compito di vigilare sulle condotte dei genitori, di proporre percorsi di sostengo alla genitorialità ovvero individuali per le parti ed eventualmente per il minore, segnalando condotte pregiudizievoli dell’uno o dell’altro. Dovranno essere considerate condotte pregiudizievoli, immotivati rifiuti di seguire i percorsi proposti, con conseguente conflittualità nella gestione delle esigenze del minore, con segnalazione della relativa condotta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni per le valutazioni di competenza, evidenziando nella segnalazione quale dei due genitori sia stato inottemperante rispetto alle disposizioni contenute nel presente decreto e alle eventuali proposte dei responsabili del servizio.

Le ragioni della decisione e la presenza di elevata conflittualità genitoriale che ha imposto l’espletamento della CTU, dalla quale sono emerse condotte di entrambe le parti ostative ad una corretta gestione della bigenitorialità, impongono di disporre la compensazione della spese di procedimento ponendo definitivamente a carico delle parti in solido, nella misura del 50% ciascuno le spese di CTU come liquidate in corso di giudizio.

P .Q.M.

visti gli artt. 316 e 337 bis e segg. c.c., 38 disp.att. c.c. e 737 ss. c.p.c., così provvede in parziale modifica dei provvedimenti di affidamento e mantenimento del minore Ed.Mo., emessi dalla Corte di Appello di Roma in data 11.3/22.5/2014, fermo il resto:

dispone salvo diverso accordo scritto tra le parti, che:

– il padre incontrerà il figlio a un fine settimana alternati, prelevando il minore dalla scuola il venerdì pomeriggio e riconducendolo a scuola la mattina del lunedì. Nel periodo di vacanze scolastiche estive il padre potrà prendere con sè il minore alle ore 10 della mattina del venerdì per ricondurlo presso la madre alle 10 del lunedì;

– il padre incontrerà il figlio nel corso di un pomeriggio fisso infrasettimanale (individuato salvo diverso accordo nel martedì), prendendolo con sé dalla scuola e riconducendolo alla scuola il giorno seguente;

– nel corso delle festività natalizie- salvo diversi accordi tra le Parti che nel passato hanno organizzato la suddivisione del 24 dicembre con l’uno e del 25 dicembre con l’altra- e con l’alternanza per ogni anno del periodo di festività principale, il minore starà con ciascun genitore dalle h 18 del 23.12 alle ore 18 del 30. 12, e dalle h18 del 30.12 alle h. 18 del 6.1;

– il minore trascorrerà ad anni alterni il periodo di vacanza pasquale con ciascun genitore secondo l’alternanza annuale dei giorni che vanno dalle h. 16 del giovedì Santo alle h 21 della Pasqua o dalle h21 della Pasqua al rientro a scuola del mercoledì;

– ciascun genitore potrà trascorrere con il figlio una “settimana bianca”; il periodo prescelto andrà comunicato al partner di ruolo entro il 5 febbraio di ogni anno

– nel corso delle vacanze estive ciascun genitore potrà trascorrere 21 gg complessivi (quindici giorni più sette giorni) di vacanza con il figlio. Il periodo indicato si sostanzierà con l’alternanza annuale di 15gg consecutivi con ciascuno a partire dalle h. 9 del 1/8 sino alle h 9 del 16/8 e dalle h 9 del 16.8 alle h 19 31.8. Ciascun genitore ad anni alterni avrà facoltà di scegliere l’ulteriore periodo di sette giorni da trascorrere durante il periodo estivo con il figlio; dovrà comunicarlo per scritto all’altro genitore, entro il 30 maggio di ciascun anno. La mancata comunicazione farà decadere dal diritto alla scelta;

– i genitori avranno sempre obbligo di informare con precisione l’altro genitore in ordine al luogo ove condurranno il figlio garantendo la possibilità di un quotidiano contatto telefonico. Ciascun genitore potrà contattare il minore tra le h 19.30 e le h 21,30 di ciascun giorno. Il genitore che avrà con sé il figlio, in caso di difficoltà di raggiungimento telefonico, avrà obbligo di far contattare l’altro genitore dal figlio stesso;

– nel periodo di permanenza del bambino con l’altro genitore nel corso delle vacanze estive, natalizie e pasquali sono da considerarsi sospese le usuali modalità di incontro;

– i giorni di festività infrasettimanale saranno trascorsi alternativamente da Ed. con ciascun genitore dalle h 10 alle h 20. In caso di contiguità con il fine settimana di competenza il giorno potrà intendersi accorpabile con il week end;

– ad anni alterni ciascun genitore potrà organizzare il festeggiamento per il compleanno del figlio, pur se sarebbe opportuno favorire la partecipazione dell’altro genitore all’evento. Ciascun genitore potrà inoltre trascorrere con il figlio il proprio compleanno;

– è fatto divieto al padre di portare con sé il minore in motorino;

– onera le parti di seguire interventi a sostegno della genitorialità nel senso indicato in motivazione e secondo quanto disposto nella CTU;

– dispone che il servizio Socio Assistenziale territorialmente competente con riferimento al luogo di residenza del minore Ed.Mo. (attualmente residente in via …) monitori il nucleo familiare e metta a disposizione delle parti ed eventualmente del minore idonei sostegni nel senso indicato in motivazione, con obbligo di segnalare eventuali condotte pregiudizievoli di ciascun genitore alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, per gli interventi di competenza;

compensa tra le parti le spese del procedimento ponendo definitivamente a carico delle parti in solido, nella misura del 50% ciascuno, i costi della CTU come liquidati nel corso del giudizio.

Manda alla Cancelleria per l’inoltro del presente provvedimento al servizio Socio assistenziale del Municipio territorialmente competente.

Roma, così deciso nella camera di consiglio del 7 ottobre 2016. Depositata in Cancelleria il 7 ottobre 2016.

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