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Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

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Lo sai che? Sospensione dell’esecuzione se il debitore non riesce a pagare

> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Troppi debiti con Equitalia e banche? Il giudice sospende l’esecuzione se il debitore non può pagare.

Il giudice può sospendere l’esecuzione dell’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate qualora il debitore, a causa di altri debiti pregressi sia tributari che non, non sia economicamente in grado di sostenere ulteriori costi.

È quanto affermato da una recente ordinanza della Commissione Tributaria Regionale di Lecce [1].

La sospensione dell’esecuzione rappresenta una misura cautelare volta ad evitare che l’eventuale pignoramento possa causare danni gravi e irreparabili al debitore.

Il contribuente può chiedere la sospensione dell’esecuzione anche qualora l’avviso di accertamento sia stato confermato con sentenza e anche qualora egli abbia già proposto ricorso per Cassazione [2]. In attesa della pronuncia della Suprema Corte, infatti, l’esecuzione della sentenza potrebbe comportare per il debitore un pregiudizio irrimediabile.

Affinchè il giudice possa accogliere la richiesta di sospensione, il debitore deve provare il pericolo del danno derivante dall’esecuzione.

Secondo la CTR di Lecce una di queste prove può riguardare la sussistenza di altri consistenti debiti in corso di pagamento e l’impossibilità, proporzionata al reddito del debitore, di sostenere il peso di un’esecuzione forzata (per esempio di un pignoramento presso terzi che bloccherebbe il conto corrente).

Nel caso di specie il contribuente aveva fornito le prove documentali di un elevato debito nei confronti di una banca e di una rateizzazione in corso con Equitalia.

Egli ha dimostrato che, se a questi esborsi (in particolare quello di Equitalia non eludibile, pena la decadenza dal beneficio della rateizzazione) fosse stato aggiunto quello discendente dall’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, pur eventualmente anch’esso rateizzato, si sarebbe trovato nell’impossibilità materiale di adempiere (dato che la somma di tutti gli importi avrebbe superato il reddito disponibile).

I giudici hanno così accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione.

note

[1] CTR Lecce, sent. n. 217/2016.

[2] Art. 62-bis D.Lgs. 546/1993.

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