Professionisti Pubblicato il 9 dicembre 2016

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Professionisti La concessione dell’amnistia e dell’indulto (art. 79 Cost.)

> Professionisti Pubblicato il 9 dicembre 2016

L’articolo 79 della Costituzione: l’amnistia e l’indulto non vengono più concessi dal Presidente della Repubblica ma dal Parlamento. Il sovraffollamento delle carceri.

Cosa dice l’articolo 79 della Costituzione?

L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.

La legge che concede l’amnistia o l’indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.

In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.

 

 

L’amnistia

L’amnistia è un provvedimento di clemenza a carattere generale, cioè destinato a una pluralità di persone, che comporta l’estinzione di tutti i reati di un certo tipo e per i quali lo Stato rinuncia all’applicazione delle pene previste.

Con l’indulto, anch’esso provvedimento di clemenza a carattere generale, viene condonata in tutto o in parte la pena inflitta per un reato o viene trasformata (commutata, in termini giuridici) in un’altra di minore entità.

Per distinguere tra i due tipi di provvedimenti bisogna tener presente che l’amnistia cancella il reato mentre l’indulto cancella solo la pena, ma restano in piedi tutte le conseguenze del reato (recidiva etc.).

L’art. 79 della Costituzione richiede una maggioranza molto elevata (i due terzi di ciascuna Camera) per l’approvazione della legge di concessione di amnistia e di indulto che rientra tra le leggi di indirizzo politico in quanto espressione di una discrezionalità politica che spetta solo al popolo e non più alla Corona o al Capo dello Stato [1].

Il Costituente ha infatti stabilito che la concessione di amnistia e indulto coinvolgesse anche una parte consistente dell’opposizione, al fine di non concedere la possibilità di «manovre propagandistiche elettorali» che avvantaggiassero la sola maggioranza di governo.

Il terzo comma dell’articolo vieta di applicare l’amnistia e l’indulto ai reati commessi dopo la presentazione del disegno di legge.

Lo scopo è di evitare una situazione paradossale, poiché chiunque potrebbe commettere uno dei reati per i quali è in discussione la legge di amnistia o indulto, con la sicurezza di non dover successivamente scontare la pena edittale prevista.

L’art. 79 Cost. è stato modificato dalla L. cost. 6-3-1992, n. 1. Prima della riforma, l’amnistia e l’indulto venivano concessi dal Presidente della Repubblica su delega del Parlamento: una delega anomala derivante da un retaggio dello Statuto albertino, che attribuiva tale potere alla corona. Poiché del potere di amnistia e di indulto si è fatto in passato un uso eccessivo (soprattutto per ridurre il carico degli uffici giudiziari penali e il sovraffollamento delle carceri), si è resa necessaria la modifica della norma costituzionale, che ha concentrato unicamente nelle mani del Parlamento tale competenza e ha imposto per l’approvazione della legge di concessione la maggioranza dei due terzi per garantire un più ampio coinvolgimento delle forze politiche.

note

[1] Prima della riforma costituzionale del 1992, i provvedimenti di clemenza a carattere generale (differenti dalla grazia, che è provvedimento individuale) venivano concessi dal Presidente della Repubblica, su delega del Parlamento, in quanto figura super partes nel quadro istituzionale.

Si trattava, tra l’altro, di una delega derivante da un retaggio dello Statuto Albertino, che attribuiva tale potere alla corona. Poiché del potere di amnistia e indulto si è fatto in passato un uso eccessivo (soprattutto per ridurre il carico degli uffici giu- diziari penali e il sovraffollamento delle carceri), il legislatore costituzionale ha voluto concentrarlo integralmente nelle mani del Parlamento, escludendo ogni intervento di altri organi, e rendere soprattutto più difficile l’approvazione della legge di concessione prevedendo, così, una maggioranza aggravata (2/3), per coinvolgere anche i partiti di opposizione nell’emanazione di un provvedimento legislativo così delicato.

Autore immagine: Pixabay.com

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