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Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

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Lo sai che? La legge tutela il creditore?

> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Riparazioni, chi non paga non ha diritto alla restituzione: la legge tutela il creditore che ha diritto a trattenere l’oggetto riparato fino a quando non gli viene pagato il prezzo per la sua attività.

Talvolta – ma non capita sempre – la legge tutela il creditore. Per comprendere quando ciò succede, facciamo un esempio. Immaginiamo di aver portato un mobile dal restauratore, l’auto dal meccanico, il televisore dall’elettricista o qualsiasi altro oggetto che necessitava di riparazione dal tecnico specializzato del settore. A seguito di una prima valutazione sull’intervento da effettuare, l’esperto ci presenta un preventivo e noi lo accettiamo. Senonché, al momento di andare a ritirare il nostro oggetto ormai riparato non abbiamo con noi i soldi necessari per pagare il prezzo. Convinti di poter passare in un secondo momento a estinguere il nostro debito chiediamo che, nel frattempo, ci vengano restituiti il nostro tavolo da cucina, la macchina, la tv, ecc. in quanto ci servono con urgenza. Magari l’auto ci serve per lavorare, il tavolo per poter finalmente mangiare seduti, la televisione per passare le nostre serate a vedere un bel film. E invece, l’artigiano ci nega la consegna e dice che, fino a quando non gli verrà pagata la fattura, sarà lui a trattenere il nostro oggetto. A noi questo comportamento ci sembra integrare gli estremi di un reato e, per tutta risposta, lo denunciamo per appropriazione indebita.

Chi ha ragione?

Il riparatore? Che pretende di essere pagato subito e si trattiene le chiavi dell’auto, il nostro mobile o qualsiasi altro nostro bene?

Oppure noi? Che non possiamo tollerare che un estraneo “sequestri” un oggetto che non gli appartiene?

La riposta è in una recente sentenza della Cassazione che dice: «Chi vanta un credito per lavori svolti su beni di proprietà di un altro, come nel caso di un’auto riparata da un meccanico, di una televisione aggiustata dal tecnico specializzato o un altro oggetto di arredo restaurato dall’artigiano può trattenere per sé tali beni – purché non li usi – “a garanzia” per il futuro pagamento di quanto dovuto».

 

Pertanto, non si configura, da parte del meccanico, il reato di appropriazione indebita: la legge gli concede di trattenere la nostra auto, senza usarla ovviamente, finchè non paghiamo l’intera cifra che gli spetta. E ciò vale, ovviamente, per tutti gli altri riparatori.

Del resto la Cassazione non ha inventato nulla di nuovo. È tutto scritto sul codice civile laddove dispone che:

«I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese.

Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede.

Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno».

Il concetto di privilegio, in diritto civile, esprime proprio quello che abbiamo esemplificato nella vicenda appena descritta. Dunque, non è vero – come molto spesso si sostiene – che la legge non tutela i creditori. Talvolta, e a determinate condizioni, il creditore ha diritto a trattenere i beni del cliente sul quale ha eseguito la propria prestazione e per la quale non è stato mai pagato.

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Autore immagine: 123rf com

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