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Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2016

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Lo sai che? Bolletta del gas, come presentare reclamo

> Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2016

Le bollette del gas costituiscono una bella gatta da pelare per molti utenti, alle prese con fatturazioni sbagliate o importi stratosferici. Come presentare reclamo?

 

Bollette dagli importi stratosferici rispetto a quelli che di solito abbiamo pagato; offerte che sembravano super-convenienti e che, invece, si sono rivelate solo delle enormi bufale; doppie fatturazioni (magari perché abbiamo cambiato gestore); errata ricostruzione dei consumi in assenza di verifica metrica del contatore (interessante, sul punto, Bolletta del gas, come funziona autolettura e contatore): sono solo alcune delle possibili beghe con le quali, tutti i giorni, gli utenti dei servizi di fornitura del gas fanno i conti.

È possibile far valere i propri diritti? Assolutamente sì: vediamo come in questa guida.

Bolletta del gas: prima di presentare reclamo…

Se abbiamo qualche doglianza o se c’è qualcosa che non torna, non perdiamoci d’animo ma passiamo all’azione: per prima cosa, è consigliabile chiedere dei chiarimenti, di persona o per telefono, agli uffici commerciali dell’azienda interessata. Solo se le risposte ottenute non soddisfano, si potrà procedere con l’invio al gestore del gas di una lettera di reclamo.

È bene ricordare, a tal proposito, che – per evitare la sospensione del servizio – gli importi di cui alla bolletta devono essere pagati (nel loro totale comprensivo di Iva) entro la data di scadenza della fattura contestata, con bollettino postale o bonifico, dandone comunicazione al gestore e trattenendo copia del versamento. Che cosa può accadere? L’azienda, a seguito della contestazione e nonostante l’avvenuto pagamento, spesso minaccia di interrompervi il servizio o lo fa veramente. In questi casi, è possibile rivolgersi a un pretore, chiedendo un cosiddetto provvedimento cautelare d’urgenza [1] per ottenere il ripristino dell’erogazione: si tenga presente, infatti, che la fornitura del gas è considerata un servizio essenziale. Si tratta di uno strumento a cui può ricorrere chi, non a caso, ha fondato motivo di temere che, durante il tempo occorrente per far riconoscere e far tutelare il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile: egli, quindi, può chiedere con ricorso al giudice un provvedimento d’urgenza, quello che appare il più idoneo ad assicurare provvisoriamente quelli che saranno gli effetti di una pronuncia definitiva.

Bolletta del gas: come presentare reclamo?

Se “con le buone” il gestore del servizio di fornitura del gas non provvede a risolvere il nostro problema, allora si passa alle maniere forti: ovviamente, sempre educatamente e nel rispetto della legge.

L’utente – che non è solo il semplice consumatore privato o ma anche una piccola o grande azienda – può inviare al proprio gestore dei servizi del gas una lettera di reclamo, contenente – in primis – le proprie generalità e, quindi: il nome dell’intestatario dell’utenza, il codice utente associato alla bolletta del gas, l’indirizzo servito dalla fornitura del gas, i dati del gestore a cui è rivolto il reclamo.

Il secondo passaggio consiste nel reclamo vero e proprio, indicando gli importi che si intendono contestare, con l’eventuale dettaglio del calcolo effettuato per la rettifica. Il contenuto del reclamo, ovviamente, dipende dal motivo per cui si scrive: significa che la nostra raccomandata potrà essere una lettera di messa in mora (con cui si chiede la restituzione di una somma di denaro o la risoluzione di un problema) o una lettera di diffida (con cui si intima alla controparte il rispetto del contratto entro un congruo termine, con espressa avvertenza che, in caso contrario, il contratto si intenderà risolto) o contenere in modo sempre formale e civile altri tipi di richieste o di contestazioni.

In ogni caso, occorre allegare alla lettera le fotocopie delle bollette e/o dell’eventuale documentazione a supporto del nostro reclamo.

La lettera di reclamo potrà essere consegnata a mano, a mezzo di raccomandata A/R o via fax: tramite strumenti, cioè, che possono darti la certezza dell’avvenuta consegna. L’indirizzo di destinazione si può reperire su qualunque bolletta o sul sito web della tua compagnia energetica.

 

Bolletta del gas: che succede se il gestore accoglie il reclamo?

Una volta ricevuto il reclamo, per legge, il gestore ha 40 giorni di tempo per rispondere: si tratta del cosiddetto obbligo di risposta motivata.

Cosa può accadere? La prima possibilità è che il gestore, effettuati i necessari accertamenti, riconosca l’errore. Facciamo un esempio: il gestore riconosce che il calcolo della bolletta è sbagliato. In tal caso, dovrà restituire all’utente gli importi versati in eccedenza rispetto al dovuto entro 90 giorni, attraverso l’accredito in bolletta o un bonifico su conto corrente oppure l’emissione di un assegno circolare. In caso contrario, il consumatore ha diritto al risarcimento del danno tramite con un’ulteriore indennità che varia, a seconda del ritardo accumulato, a partire dal 90° giorno: in pratica, è di 20 euro se il rimborso viene fatto tra il 90° e il 180° giorno, 40 euro se paga entro il 270°, 60 euro se, invece, si va oltre i 270 giorni.

Bolletta del gas: che succede se il gestore non accoglie il reclamo?

Può anche succedere, però, che il gestore non risponda oppure non accolga il reclamo, sia pure motivando la sua scelta. In questo caso, una possibile soluzione è quella di segnalare il caso all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg), un organismo indipendente con il compito di tutelare gli interessi dei consumatori e di promuovere la concorrenza, l’efficienza e la diffusione di servizi con adeguati livelli di qualità, attraverso l’attività di regolazione e di controllo. In particolare, lo Sportello per il Consumatore di Energia dell’Aeeg, con sede a Roma, ha lo specifico compito di ricevere le segnalazioni ed i reclami degli utenti.

Ma cosa può fare esattamente l’authority in questione? Può solo sanzionare il gestore per gli eventuali comportamenti scorretti; non può, ad esempio, imporgli di rimborsarci il dovuto o intervenire in relazione al solo nostro caso specifico.

Per chi volesse rivolgersi allo Sportello, da un telefono fisso o tramite fax, il numero verde è 800.166.654; da un cellulare, il numero a pagamento è 199.419.654; si può anche inviare una e-mail all’indirizzo reclami.sportello@acquirenteunico.it.

Bolletta del gas: quando ricorrere alla conciliazione?

Come detto, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas svolge solo una funzione sanzionatoria; per cui, se il gestore non risponde alla nostra lettera di reclamo o la sua risposta non ci soddisfa, la strada da percorrere è quella della conciliazione. Come funziona? In pratica, un soggetto terzo neutrale – il conciliatore – assiste le parti affinché possano trovare una soluzione amichevole alla controversia, senza stabilire chi ha torto e chi ha ragione, ma semplicemente mettendo le parti in condizione di comunicare tra loro e cercando di orientarle verso un accordo pienamente soddisfacente per entrambe, il tutto senza l’assistenza di un avvocato. L’udienza si conclude con la stesura di un verbale e la sua sottoscrizione.

 Bolletta del gas: quando ricorrere alle vie legali?

Se anche il tentativo di conciliazione fallisce – o non ha luogo entro 30 giorni dalla data della richiesta – l’ultima spiaggia è quella di adire alle vie legali, attraverso un processo ordinario.

Quindi, per le controversie riguardanti importi inferiori a circa 2.500 euro, si potrà citare il gestore in giudizio davanti al giudice di pace, anche senza ricorrere ad avvocati (se il valore della causa è inferiore a circa 500 euro). Ricordatevi che, dopo 5 anni, una bolletta va in prescrizione e non si avrà più diritto ad un eventuale rimborso.


Bolletta del gas: fac-simile reclamo

Spett.le…

Ufficio Reclami…

Fax:…

(il reclamo va spedito all’Ufficio Reclami dell’azienda fornitrice

dell’elettricità o del gas, il cui indirizzo è generalmente indicato sulle fatture)

Raccomandata A.R.

…, lì…

Oggetto: richiesta di chiarimenti sugli importi della fattura… (numero e data)                                

Il/La sottoscritto/a …, residente in …, titolare del contratto di fornitura di gas n° …

CHIEDE

di essere messo a conoscenza del criterio utilizzato per la ripartizione degli addebiti sulla fattura in oggetto ed il dettaglio delle singole voci di spesa, ritenendo che le informazioni fornite dalla Vs. Società non siano sufficientemente chiare e trasparenti. In particolare fa presente che il consumo fatturato, pari a …, è superiore rispetto a quello risultante dalla lettura del contatore, pari a …

Per quanto sopra, con la presente

INVIA FORMALE DIFFIDA

a provvedere, entro il termine perentorio di giorni 90 dal ricevimento della presente, allo storno del suddetto importo e contestualmente all’invio della nuova fattura (oppure alla restituzione della somma indebitamente pagata, nel caso in cui il pagamento sia già avvenuto a mezzo addebito sul conto corrente).

In difetto, si rivolgerà associazione consumatori … / avvocato …, per la tutela dei propri diritti di consumatore ed utente.

Distinti saluti.

Firma

Allegati:

  • copia della fattura

note

[1] Art. 700 cod. proc. civ.

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