Professionisti Pubblicato il 10 dicembre 2016

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Professionisti Il Governo

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Gli articoli 92, 93, 94, 95 e 96 della Costituzione sul Governo: potere di indirizzo politico e funzione amministrativa dell’esecutivo; la sua struttura, l’organizzazione e le sue funzioni.

Le linee generali del dettato costituzionale

Il Governo costituisce l’organo costituzionale (artt. 92-96 Cost.) che dà diretta e immediata applicazione alla Costituzione in quanto esercita un potere di indirizzo politico e una funzione amministrativa i quali, in base alla tradizionale divisione dei poteri, rientrano nell’ambito del potere esecutivo (ROSSANO).

In particolare, attraverso lo svolgimento della funzione amministrativa il Governo svolge un’attività effettiva e concreta di carattere poliedrico che va dalla difesa del territorio, alla tutela della salute, all’istruzione dei cittadini, allo sviluppo economico etc.

Il termine «Governo» era ignorato dallo Statuto Albertino in quanto, vigendo una monarchia costituzionale pura, il potere esecutivo e di direzione politica era attribuito al solo Sovrano, declassando le figure dei Ministri a semplici consiglieri della Corona, privi di qualsiasi autonomo potere connesso al loro ufficio (artt. 5, 6 e 65 dello Statuto). Successivamente, sull’esempio dell’Inghilterra, il Goveno del Regno ha acquisito crescente autonomia e poteri decisionali propri e le competenze del Presidente del Consiglio e dei Ministri hanno acquistato, già prima del colpo di stato fascista, un ruolo centrale nel nostro Paese.

Nozione

Il Governo, come si presenta oggi nel nostro ordinamento giuridico, è un organo:

  • costituzionale, in quanto rientra nell’organizzazione costituzionale dello Stato e partecipa sia alla funzione di direzione politica sia a quella amministrativa. Come tale è superiorem non recognoscens, insopprimibile e rappresenta un potere dello Stato;
  • complesso, essendo costituito al suo interno da più organi (individuali e collegiali) con competenze autonome. Alcuni fra tali organi sono espressamente previsti dalla Costituzione (Consiglio dei Ministri, Ministri, Presidente del Consiglio), altri, invece (come i sottosegretari e i viceministri), sono nati dalla prassi e successivamente sono stati disciplinati da consuetudini e leggi ordinarie in primis la L. 400/1988;
  • di parte, dal momento che esprime la volontà delle forze politiche della maggioranza che lo sostiene con la fiducia. Nel Governo, infatti, a differenza che nel Parlamento, non sono presenti a nessun titolo le «minoranze»;
  • con funzioni:
    1. politiche partecipando alla direzione politica del Paese, nell’ambito dell’indirizzo indicato dalla maggioranza parlamentare;
    2. legislative eccezionali, potendo emanare norme giuridiche mediante atti aventi forza di legge ex 76 e 77 Cost. (decreti legislativi e decreti-legge);
    3. esecutive (o amministrative), in quanto al vertice del potere esecutivo e ai singoli Ministeri fanno capo tutti i settori dell’amministrazione dello Stato. Inoltre, spetta al Governo la cd. funzione di «alta amministrazione»);
    4. di direzione, controllo e vigilanza sull’attività di tutti gli organi amministrativi (in senso stretto).

 

Organizzazione del Governo

La struttura e l’attività del Governo sono previste e disciplinate, in modo piuttosto essenziale da soli cinque articoli (92-96) della Costituzione.

Le poche disposizioni costituzionali vanno integrate, in particolare, con tre provvedimenti emanati negli anni successivi, vale a dire:

  • la L. 23-8-1988, n. 400, che per prima ha fornito una disciplina e organica della struttura e dei compiti spettanti al Governo;
  • il D.Lgs. 30-7-1999, n. 300, con il quale si è provveduto a riorganizzare la struttura centrale e periferica dell’amministrazione dello Stato;
  • il D.Lgs. 30-7-1999, n. 303, che ha riordinato e ridefinito i compiti e la struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Dal combinato disposto dell’art. 92 Cost. e degli artt. 1-11 della menzionata legge 400/1988, si deduce che il Governo è composto da:

  • organi necessari: Presidente del Consiglio, Ministri e Consiglio dei Ministri (cd. Governo in senso stretto).

La dottrina ritiene «necessari» quegli organi che «devono» concorrere alla regolare costituzione di qualsiasi Governo e la cui assenza ne renderebbe illegittima la formazione, privandolo di una articolazione che il Costituente ha voluto fosse comunque presente (LAVAGNA);

  • organi non necessari: vicepresidenti del Consiglio, Ministri senza portafoglio, sottosegretari di Stato, Consiglio di Gabinetto, Comitati interministeriali, Commissari straordinari del Governo (questi organi, unitamente agli organi necessari, costituiscono il Governo in senso lato).

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