Professionisti Pubblicato il 10 dicembre 2016

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Professionisti La formazione del Governo

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La nomina, da parte del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri.

Per quanto riguarda la formazione del Governo, la Costituzione si limita ad affermare che il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri (art. 92, comma 2, Cost.). Nulla dice, invece, in merito alla procedura da seguire.

Nel corso della Prima Repubblica (1948-1993) in presenza di un sistema multipartitico il governo veniva formato dalla libera aggregazione di una coalizione di partiti che raggiungesse il 50% + 1 di consensi in Parlamento.

Tale coalizione era il frutto di una serie di accordi tra più partiti che rappresentano tutti insieme la maggioranza dei seggi e che stilavano un programma di governo comune.

Arbitro super partes di questo delicato processo era il Presidente della Repubblica chiamato, attraverso una serie di consultazioni, a trovare e designare un leader in grado di aggregare e guidare il Governo di coalizione e che godesse della fiducia delle Camere.

Nella Seconda Repubblica, invece, caratterizzata dal bipolarismo, tale designazione ha assunto solo carattere formale, in quanto il Presidente della Repubblica non deve far altro che confermare la carica di «Capo del Governo» al leader del polo (o del partito) che ha vinto le elezioni e che, quindi, può contare sulla maggioranza in Parlamento.

Con le elezioni del febbraio 2013, si è invece tornati alla prassi della Prima Repubblica. Dal momento che la coalizione PD-SEL, grazie al premio di maggioranza, ha ottenuto la «vittoria» alla Camera, ma non il medesimo risultato al Senato, il Capo dello Stato è dovuto ricorrere nuovamente alle consultazioni per risolvere una situazione di grave stallo politico.

Tali consultazioni, in assenza di una chiara maggioranza, ha portato alla rottura della coalizione con il passaggio del partito SEL all’opposizione e ad un anomalo Governo di larghe intese presieduto per un primo periodo (28- 4-2013 – 22-2-2014) da Enrico Letta e successivamente da Matteo Renzi, in cui gli ex avversari sono anch’essi presenti nei banchi del Governo.

Dopo la nomina da parte del Capo dello Stato del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri si procede come segue:

  • giuramento: il Presidente del Consiglio ed i Ministri devono prestare giuramento nelle mani del Capo dello Stato (art. 93 Cost.) con la formula prevista dal comma 3 dell’art. 1, L. 400/1988;
  • fiducia: il Governo deve, entro dieci giorni dalla formazione, presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia, vale a dire l’atto di gradimento politico con cui il Parlamento aderisce al programma dell’esecutivo. La fiducia non si identifica né con l’atto con cui è concessa né con quello con cui è revocata, ma è espressione di una relazione continua e costante che si istaura istituzionalmente tra Governo e Camere (GALIZIA).

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