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Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

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Lo sai che? Pensione anticipata col cumulo gratuito anche per professionisti?

> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Il cumulo gratuito dei contributi vale solo per ottenere la pensione anticipata con i requisiti Fornero, o anche per chi ha i requisiti previsti dalla cassa professionale?

 

Il cumulo gratuito dei contributi, grazie alla Legge di bilancio 2017, serve per ottenere non solo la pensione di vecchiaia, ma anche la pensione anticipata. Inoltre, la possibilità di sommare gratuitamente i contributi vale anche per coloro che hanno dei versamenti nelle casse professionali.

Tuttavia, il cumulo non può essere utilizzato per ottenere la pensione anticipata, o di anzianità, con eventuali requisiti più “leggeri” previsti dagli ordinamenti delle singole casse, ma soltanto per ottenere la pensione anticipata con le ordinarie regole previste dalla Legge Fornero: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Niente cumulo nemmeno per le lavoratrici beneficiarie della pensione di anzianità con opzione donna e per i destinatari dell’ottava salvaguardia, che raggiungono la pensione di anzianità con 40 anni di contributi (più gli adeguamenti alla speranza di vita e le finestre).

È ancora in forse, invece, la possibilità di beneficiare del cumulo per i lavoratori precoci (chi possiede almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età) che possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona il cumulo gratuito e che cosa cambia con l’ampliamento di questo strumento ad opera della Legge di bilancio.

Nuovo cumulo gratuito

Il cumulo gratuito è stato istituito dalla Legge di stabilità 2013 [3] e  consiste nella possibilità di sommare i contributi versati in casse previdenziali diverse per raggiungere il diritto alla pensione, mentre, per quanto riguarda la misura della pensione, ogni cassa liquida esclusivamente il trattamento maturato presso la gestione stessa.

In parole semplici, i contributi sono sommati solo per raggiungere una determinata anzianità contributiva: ad esempio, se un lavoratore possiede 66 anni e 7 mesi di età, 10 anni di contributi versati all’Inps e 10 anni all’Inpdap e non vuole ricongiungerli in un’unica cassa, perché la ricongiunzione è costosa, senza il cumulo non potrebbe andare in pensione, perché per la pensione di vecchiaia sono richiesti 20 anni di contributi. Utilizzando il cumulo, però, raggiunge i 20 anni di anzianità contributiva richiesti e può andare in pensione: l’Inps liquiderà la sua quota di pensione e lo stesso farà l’Inpdap.

Con il vecchio cumulo, però, si potevano sommare i contributi solo per ottenere la pensione di vecchiaia; inoltre, non era possibile sommare i contributi versati nelle casse professionali.

Con il nuovo cumulo, invece, è possibile ottenere anche la pensione anticipata, d’inabilità e indiretta (ai superstiti).

Cumulo: come si calcola la pensione

Il cumulo presenta dei vantaggi sia rispetto alla ricongiunzione che alla totalizzazione dei contributi.

La ricongiunzione, difatti, consiste nella possibilità di riunire tutti i contributi in un’unica cassa, ma a titolo oneroso, con costi anche ingenti; la totalizzazione, invece, comporta il ricalcolo contributivo di tutte le quote di pensione maturate presso le gestioni in cui il lavoratore ha i contributi: si tratta di un sistema di calcolo fortemente penalizzante, perché si basa sulla contribuzione effettivamente accreditata e non sulla media degli ultimi stipendi, come il sistema retributivo.

Il calcolo della pensione con il cumulo, invece, non è effettuato per forza con il sistema contributivo, come avviene per la totalizzazione: ecco perché il cumulo viene chiamato anche totalizzazione retributiva.

La determinazione della pensione è effettuata secondo l’anzianità contributiva complessiva (cioè contando tutte le casse) dell’interessato, ma ogni cassa liquida la quota di propria competenza. In particolare il calcolo è:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011 per chi possiede oltre 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995 per chi possiede meno di 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo: si tratta del calcolo misto;
  • esclusivamente contributivo, per chi non possiede contributi anteriori al 1996.

Cumulo gratuito: per quali pensioni?

Dal 2017, come abbiamo detto, il cumulo può essere utilizzato per la contribuzione presente in qualsiasi cassa, comprese le gestioni previdenziali dei liberi professionisti e consente di ottenere la pensione anticipata. In particolare, il cumulo serve per raggiungere:

  • la pensione anticipata;
  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione d’inabilità;
  • la pensione ai superstiti.

I requisiti da applicare, per accedere alla pensione sommando i contributi di fondi diversi, sono quelli di  vecchiaia o anzianità contributiva più elevati tra i requisiti di tutti gli ordinamenti che disciplinano le singole gestioni. Vale a dire che se la cassa professionale, ipoteticamente, consente di ottenere la pensione di vecchiaia con 65 anni di contributi, ma il professionista possiede contribuzione anche nel fondo pensione per i lavoratori dipendenti, potrà ottenere la pensione di vecchiaia solo a 66 anni e 7 mesi di età, perché è il requisito più alto tra quelli previsti dai diversi fondi.

Cumulo gratuito e pensione anticipata dei professionisti

Per quanto riguarda la possibilità di ottenere la pensione anticipata, la Legge di bilancio 2017 menziona esplicitamente soltanto la pensione anticipata raggiungibile con le regole Fornero, come abbiamo detto.

Nel caso in cui la cassa professionale consenta di raggiungere la pensione anticipata con meno di 42 anni e 10 mesi di contributi e il professionista voglia fruire del cumulo, dovrà dunque attendere il possesso di 42 anni e 10 mesi di contributi per pensionarsi (o di 41 anni e 10 mesi, se donna).

Sono escluse dal cumulo, inoltre, tutte le tipologie di pensione di anzianità. Niente cumulo, dunque, per:

  • tutte le pensioni di anzianità ottenibili nelle gestioni dei liberi professionisti;
  • la pensione di anzianità con opzione donna (con un minimo di 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi);
  • la pensione di anzianità per i beneficiari dell’ottava salvaguardia;
  • la pensione di anzianità per il comparto difesa e sicurezza;
  • la pensione a 64 anni con il salvacondotto per i nati sino al 1952;
  • la pensione di anzianità per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità di usare il cumulo per ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi (per i lavoratori che possiedono almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivo versati prima del compimento del 19° anno di età), si attendono chiarimenti da parte dell’Inps e del Ministero del lavoro, anche se, a una prima lettura del testo, la possibilità di sommare i contributi sembrerebbe riferirsi alla sola pensione anticipata con i requisiti “integrali” della Legge Fornero.

note

[1] L.228/2012.

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