HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2016

Articolo di

Lo sai che? Come si richiede il certificato di agibilità?

> Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2016

Il certificato di agibilità attesta le condizioni minime perché un edificio possa essere considerato abitabile: vediamo come chiederlo e l’iter per ottenerlo.

 

Certificato di agibilità: cos’è e come funziona?

Il certificato di agibilità è un documento che attesta le condizioni minime perché un edificio possa essere considerato abitabile: in particolare, esso garantisce che la casa è a norma di legge per quanto riguarda le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico, a prescindere dalla destinazione d’uso dell’immobile a cui fa riferimento.

Certificato di agibilità: quando richiederlo?

Tale documentazione va richiesta in alcuni specifici casi tassativamente indicati dalla legge:

costruzione di nuovi immobili;

ricostruzione immobili (anche parziale: si pensi, ad esempio, al caso in cui debba essere realizzata una sopraelevazione);

– qualsiasi intervento effettuato (su immobili esistenti) che possa in qualche modo modificare le condizioni legate alla sicurezza, all’igiene, alla funzionalità e al risparmio energetico dell’immobile.

Per quanto riguarda i tempi, il certificato di agibilità deve essere richiesto entro 15 giorni dalla fine dei lavori (di costruzione o ristrutturazione edile). In caso di acquisto dell’immobile, va consegnato al soggetto acquirente. Il termine di 15 giorni è perentorio e, se non viene rispettato, scattano sanzioni che partono da 100,00 euro per i primi giorni di ritardo, per arrivare a 450,00 passati i 90 giorni di ritardo.

Certificato di agibilità: a chi chiederlo?

La domanda per ottenere il certificato di agibilità può essere effettuata:

Certificato di agibilità: quanto costa?

Per la richiesta di questo documento sono previsti dei costi; quelli legati ai diritti di segreteria possono variare in base ai regolamenti municipali: in sostanza ogni singolo Comune può applicare un prezzo differente. A conti fatti, il costo del certificato di agibilità di una casa è dato dalle spese di segreteria e da 2 marche da bollo da 16 euro (una per la domanda e una per il ritiro del documento): le prime si aggirano intorno ai 150 euro.

Certificato di agibilità: come richiederlo?

Il certificato di agibilità viene rilasciato dal Comune dove si trova l’immobile per il quale la richiesta viene fatta. Materialmente, pertanto, chi intende richiedere il certificato di agibilità deve recarsi presso gli uffici municipali del Comune di residenza e rivolgersi allo sportello unico dell’edilizia (meglio conosciuto come ex ufficio tecnico).

La documentazione da presentare è la seguente:

  • ricevuta della domanda d’accatastamento dell’edificio: l’accatastamento è una pratica necessaria per effettuare il censimento ai fini fiscali di un immobile, quando è di nuova costruzione o quando subisce delle modifiche;
  • dichiarazione – redatta dal richiedente – attestante la salubrità degli ambienti e la prosciugatura delle mura dell’edificio;
  • attestato di conformità degli impianti, rilasciato dalla ditta che si è occupata delle installazioni;
  • attestato di certificazione elettrica: si tratta del documento, rilasciato dal tecnico installatore dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità alle norme vigenti e alle specifiche tecniche richieste.

Certificato di agibilità: dopo quanto tempo arriva?

Una volta inoltrata la richiesta, il Comune si occupa di analizzare i documenti presentati e fornisce una risposta entro 30 giorni. La verifica riguarda anche:

  • collaudo statico: si tratta dell’insieme di operazioni messe in atto al fine di accertare e verificare la corrispondenza tecnica e il corretto funzionamento di un’opera (eseguita secondo le prescrizioni del progetto) prima che venga utilizzata;
  • attestazione di conformità antisismica;
  • la presenza della dichiarazione di conformità e il rispetto della normativa vigente (a livello, per esempio, di accessibilità e barriere architettoniche).

Certificato di agibilità: che cos’è il silenzio assenso?

Si è detto che il Comune rilascia il certificato entro 30 giorni dalla richiesta: se, tuttavia, entro tale termine, il Comune non dovesse comunicare alcun responso, vale il principio del silenzio assenso. In altre parole, si può considerare accettata la richiesta, a patto che la Asl abbia svolto i controlli di rito per le condizioni igieniche e sanitarie dello stabile.

Si può comprare o vendere una casa senza certificato di agibilità?

La risposta a questa domanda è positiva, tenendo conto, però, che la mancanza del documento in questione può costituire un pregiudizio importante e rendere l’immobile decisamente più difficile da commerciare.

 

 

Certificato di agibilità: che succede se manca?

L’assenza del certifica di agibilità può determinare situazione diverse:

  • l’immobile non possiede i requisiti per ottenere l’agibilità (ad esempio, perché si tratta di un abuso edilizio): in tal caso, il contraente (locatore, acquirente) può chiedere la risoluzione del contratto, il risarcimento dei danni e la restituzione delle somme già corrisposte (per esempio, la caparra);
  • può accadere che l’abitazione sia idonea all’agibilità, ma il certificato non sia mai stato chiesto: in questo caso, è il venditore che deve attivarsi per presentare la domanda al Comune, pagando tutte le conseguenti spese. In caso contrario, il compratore può chiedere una diminuzione del prezzo di acquisto e un risarcimento commisurato al deprezzamento dell’immobile in conseguenza dell’assenza del certificato.

Si ricorda, in ogni caso, che spetta all’agente immobiliare e al notaio verificare che l’immobile sia dotato del certificato di agibilità, informando l’acquirente. Se non lo fanno possono essere ritenuti responsabili ed essere chiamati in causa per il risarcimento dei danni. Più nel dettaglio, si veda Se manca il certificato di agibilità della casa il prezzo va restituito.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. non è proprio così.la “semplificazione” ha cambiato le modalità, oltretutto non è più necessario il parere ASL, se non ricorrono discrezionalità del tecnico/titolare

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK