Donna e famiglia Pubblicato il 12 dicembre 2016

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Donna e famiglia Bonus famiglia 2017, nuove agevolazioni per i genitori

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Bonus bebè, premio alla nascita, voucher babysitter, bonus asilo nido, fondo credito bebè: tutte le misure a favore dei neo-genitori.

Bonus mamma domani o premio alla nascita, bonus nido, fondo credito bebè: sono queste le principali nuove misure per le famiglie, che vanno ad aggiungersi alle preesistenti misure per chi sta per diventare o per chi è diventato da poco genitore. Alcuni incentivi sono già operativi, mentre altri lo saranno a breve: vediamoli insieme.

Mamma domani

Il bonus Mamma domani, noto anche come bonus gravidanza o premio alla nascita, è una nuova misura che consiste in un assegno “una tantum” (erogato una volta sola) di 800 euro, riconosciuto per i nati dal 1° gennaio 2017.

La domanda per ottenere l’assegno può essere inviata a partire dal 7° mese di gravidanza: il bonus è finalizzato a sostenere le prime spese per l’arrivo del bambino, come i costi delle visite mediche e delle analisi, oppure per acquistare beni di prima necessità.

Per richiedere l’assegno Mamma domani non è più necessario che l’Isee (l’indice della situazione economica della famiglia, che si ricava dalla Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica) del nucleo familiare non superi i 25.000 euro. Per questo motivo, possono beneficiare dell’assegno tutte le madri, a prescindere dal reddito e dal patrimonio familiare.

Le modalità con cui fare la domanda per ottenere il bonus non sono ancora state definite: bisogna attendere l’emanazione di un apposito decreto e la successiva circolare dell’Inps.

Bonus bebè

Il bonus bebè è una misura già operativa, che la legge di bilancio ha confermato anche per il 2017. L’incentivo consiste in un assegno che viene erogato mensilmente ai genitori con un figlio minore di 3 anni. Il bonus ammonta a:

  • 80 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 25000 euro;
  • 160 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 7000 euro.

Per la precisione, il bonus bebè spetta per ogni figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, a chi possiede i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato extraeuropeo con permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • residenza in Italia;
  • convivenza col bambino per il quale si ha diritto al bonus;
  • Isee del nucleo familiare inferiore a 25000 euro annui, per tutta la durata dell’assegno.

L’assegno viene corrisposto a partire dal giorno di nascita o di ingresso del bambino nella famiglia (in caso di adozione o di affido preadottivo), fino al compimento dei 3 anni di età o al 3° anno dall’ingresso in famiglia.

Per ottenere il bonus bebè bisogna inoltrare l’apposita domanda:

  • attraverso i servizi online per il cittadino, all’interno del sito web dell’Inps (per chi possiede il codice pin o l’identità unica digitale spid);
  • attraverso il contact center dell’Inps, al numero 803164 (è comunque necessario il possesso del codice pin);
  • tramite patronato.

È indispensabile la previa presentazione della dichiarazione Isee.

Voucher babysitter e asilo nido

I voucher babysitter ed i contributi per l’asilo nido sono delle misure alle quali si ha diritto se, al posto di chiedere il congedo parentale, la madre ha scelto di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido.

I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi (3 mesi, per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps); per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.

Il contributo per l’asilo nido viene erogato direttamente dall’Inps alla struttura prescelta, mentre i voucher, o buoni lavoro per il pagamento della babysitter, sono a carico dell’Inps ma devono essere richiesti dalla lavoratrice, che deve retribuire la babysitter utilizzando i buoni. In particolare, per quanto riguarda i voucher babysitter, questi devono essere utilizzati non oltre la scadenza, comunque entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda e previa comunicazione all’Inps della data di inizio e fine della prestazione e dei dati dell’utilizzatore. Non è invece necessario inoltrare una mail all’ispettorato del lavoro per comunicare giornate e orari in cui la babysitter presta la propria opera.

È possibile rinunciare ai voucher o ai contributi in qualsiasi momento, dandone adeguata comunicazione all’Inps: in questo modo, si ha diritto a fruire del congedo parentale per la restante parte.

La domanda di voucher babysitter e asili nido  può essere presentata attraverso i seguenti canali:

  • online, attraverso il portale web dell’Inps, sezione “Servizi per il cittadino”, qualora la lavoratrice sia munita di pin dispositivo o di spid; il percorso per accedere alla domanda è: Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia;
  • tramite contact center, chiamando il numero 803.164, qualora la lavoratrice sia munita di pin dispositivo;
  • tramite patronato.

Nella domanda per l’erogazione del contributo, la lavoratrice deve inserire:

  • i propri dati anagrafici, compresi residenza ed eventuale diverso domicilio;
  • il numero di telefono cellulare e l’indirizzo pec o email per la ricezione delle comunicazioni da parte dell’Inps;
  • i dati relativi al padre del minore per cui si chiede il beneficio, compreso il tipo di rapporto lavorativo, codice fiscale del datore di lavoro, periodi di congedo parentale fruiti;
  • i dati del minore per cui si richiede il beneficio;
  • i dati riguardanti il congedo di maternità relativo al minore indicato;
  • i periodi di congedo parentale già fruiti per il minore stesso;
  • il beneficio prescelto e mensilità di durata;
  • la struttura per l’infanzia, pubblica o privata accreditata (tra quelle presenti nell’elenco pubblicato sul sito www.inps.it), in caso di contributo per l’asilo nido;
  • i dati relativi al proprio datore di lavoro/committente ed al proprio rapporto lavorativo, oppure dichiarazione di non avere datori di lavoro o committenti (solo per le libere professioniste iscritte alla gestione separata);
  • la lavoratrice deve inoltre specificare di aver presentato la dichiarazione Isee e scegliere, in caso di part-time, il rapporto o i rapporti di lavoro per cui si chiede la concessione del beneficio.

Buono nido

Assieme al contributo per l’asilo nido, dal 2017 è attivo anche il buono nido, o bonus nido. Non bisogna confondere le due misure: mentre il contributo, difatti, viene riconosciuto al posto della fruizione del congedo parentale, il buono nido viene dato a prescindere, in tutti i casi in cui il bambino è iscritto a un asilo nido.

Il buono nido, nel dettaglio, è un voucher fino a 1.000 euro l’anno, che viene erogato per 11 mensilità (quindi pari a circa 91 euro al mese) riconosciuto per i primi tre anni del bambino, per affrontare il costo della retta degli asili nido pubblici e privati. Il buono nido consiste in un aiuto, pari a 1000 euro per 11 mensilità (quindi a circa 91 euro mensili), per la frequenza di un asilo nido pubblico o privato.

Per ottenerlo, è necessario presentare all’Inps i documenti comprovanti l’iscrizione del bambino all’asilo nido.

Oltre a essere incumulabile con i voucher babysitter e asilo nido, il buono nido non è cumulabile nemmeno con la detrazione Irpef, pari al 19% sino a un tetto massimo di 632 euro, per le spese legate all’iscrizione e alla frequenza del nido.

Fondo Credito bebè

Il fondo credito bebè è un incentivo per i prestiti agevolati richiesti per coprire  le spese legate all’arrivo di un bebè. Per la precisione, il fondo credito bebè offre una garanzia statale per il prestito agevolato. La misura potrà essere richiesta presso le banche convenzionate.

 

Bonus Irpef crescenti

La legge di Bilancio 2017 non prevede nuove deduzioni o detrazioni per la famiglia, oltre a quelle già esistenti per coniuge, figli e familiari a carico. Le agevolazioni tributarie sono rinviate al 2018 e saranno varate assieme alla riforma dell’Irpef. In particolare, verrà affrontato il tema del Fattore famiglia per riconoscere un trattamento fiscale con vantaggi crescenti in rapporto al numero dei figli.

Testo unico della famiglia

Il Governo, infine, ha intenzione di stabilizzare tutte le misure esistenti per le famiglie e di riordinarle: a tal fine verrà presto presentato il disegno di legge per il Testo unico della famiglia.

Grazie al testo unico le norme saranno più semplici, chiare, conosciute e accessibili.

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