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Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2016

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Lo sai che? L’auto che non paga il bollo radiata dal Pra d’ufficio

> Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2016

Bollo auto non pagato, radiazione dal Pra assicurata; il fisco locale rispolvera una procedura prevista dal 1992 ma mai utilizzata.

Le auto che non hanno pagato il bollo verranno radiate dal Pra. Ma c’è sempre possibilità di fare ricorso perché la procedura, in realtà, non è perfettamente in regola con la legge che, seppur prevede tale possibilità, non è mai stata attuata con un decreto ministeriale. Questa la sorte che si profila per circa 420.000 automobili, di cui molte ormai vendute dall’iniziale intestatario. Ma procediamo con ordine.

Bollo auto non pagato, radiazione dal Pra automatica

In pochi sanno che è possibile la radiazione d’ufficio dal Pra per le automobili non in regola con il bollo auto. In realtà, affinché il mezzo venga cancellato dal pubblico registro automobilistico, l’omesso versamento del bollo auto deve durare per almeno tre anni consecutivi. In tali casi, il mezzo viene definitivamente cancellato dal Pra e non può più circolare, perché è come se non esistesse più. Il proprietario rischierebbe sanzioni molto serie, ben superiori al sequestro dell’auto: una multa da 419 a 1.682 euro e la definitiva confisca del veicolo, che non potrà più ritornare nella disponibilità del proprietario.

La possibilità della radiazione automatica è prevista dal codice della strada [1] in base al quale «ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’A.C.I., qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.R.A., che ne dà comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione.

Contro il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze».

Ebbene, dopo circa 15 anni in cui tale procedura non è mai stata utilizzata (la stessa è stata prevista nel 1992), ora il fisco tenta di recuperarla: un po’ per recuperare l’evasione fiscale di una delle tasse più invise agli italiani; un po’ per tagliare i costi degli avvisi bonari, accertamenti e cartelle di pagamento che non andranno mai a buon fine. Ma c’è anche la finalità di ripulire gli archivi del Pra, che spesso contengono veicoli non più circolanti.

L’ultima radiazione d’ufficio dal Pra per bollo auto non pagato risale al lontano 2004, data in cui il sistema è entrato a regime. Ora, la radiazione partirà dalle regioni Lazio, Lombardia e Piemonte.

Come fare ricorso?

Contro la radiazione automatica dal Pra per bollo auto non pagato c’è tuttavia la possibilità di fare ricorso, ragione per cui non tutte le Regioni sono intenzionate ad attivare questa procedura. Difatti, la norma del codice della strada stabilisce che le modalità per la radiazione siano definite con un decreto ministeriale (Ministero dell’Economia, sentito il Ministero delle Infrastrutture), che non solo non è mai stato emanato ma neanche lo sarà perché il ministero si dice ormai incompetente. Perché mai? Perché questa norma del codice della strada è stata scritta nel 1992, quando il bollo auto era totalmente di competenza statale e la sua gestione era affidata in monopolio all’Aci. Successivamente però, a partire dal 1999, la gestione è passata alle Regioni (anche se il tributo finisce ugualmente allo Stato). E siccome la radiazione – secondo il ministero – è un’attività di gestione, anche la sua attuazione dovrebbe essere regolata dalle Regioni stesse.

Pertanto, chi subirà in questi mesi la radiazione d’ufficio dal Pra per non aver pagato il bollo auto, potrà presentare ricorso entro 30 giorni al Ministero dell’Economia oppure presentare un normale ricorso al Giudice.

note

[1] Art. 96 cod. str.

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1 Commento

  1. Queste procedure descrivono soltanto una sicurezza maggiore sul fatto che il veicolo non possa venir radiato, ma, se non ho capito male, non c’entrano col fatto con un’eventuale pignoramento del veicolo stesso, o dei conti correnti che (lo Stato? Equitalia?) possa eseguire per il recupero delle somme non versate nei 3 anni, è corretto?

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