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Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

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Lo sai che? Detrazioni fiscali: come togliere figlio a carico

> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Detrazione Irpef per figli a carico: quando spetta, deve essere fruita al 50% da entrambi i genitori o può beneficiarne interamente uno solo?

 

Quest’anno ho percepito un reddito molto più alto di quello di mio marito: vorrei sapere se posso mettere nostro figlio a mio carico al 100%.

La detrazione per figli a carico è ripartita, normalmente, al 50% tra padre e madre. Tuttavia, esistono dei casi in cui può spettare a un solo genitore al 100%:

  • dietro accordo, se ha il reddito più alto;
  • se ha l’altro genitore a carico;
  • se risulta affidatario esclusivo (in questo caso è comunque possibile che i genitori decidano di accordarsi per la detrazione al 50%).

Pertanto, nel caso della lettrice, che ha un reddito più alto del marito, la detrazione può essere da lei fruita al 100%, se si accorda con il coniuge.

In caso di più figli, bisogna sottolineare che la detrazione è unica per tutti i figli: non è possibile, cioè, avere a carico un figlio al 100% e gli altri al 50%.

Figlio a carico: quando

Innanzitutto, va detto che un figlio può essere considerato a carico quando il reddito non supera 2.840,51 euro nell’anno. Ciò vuol dire che, anche se il figlio supera questa soglia il 31 dicembre dell’anno, per tutto l’anno non è considerato a carico. In questo caso, dunque, se è stata calcolata la detrazione per il figlio a carico in busta paga, mese per mese, quanto non spettante va restituito in sede di conguaglio annuale o di dichiarazione dei redditi.

Detrazione: che cos’è

Facciamo chiarezza su che cos’è la detrazione: si tratta di un beneficio che consiste nel sottrarre un importo non dal proprio reddito (altrimenti parliamo di deduzione), ma direttamente dall’imposta.

Detrazione per figli a carico: come si calcola

La detrazione per figli a carico si calcola tramite una formula, che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito, del possesso di handicap e del numero dei figli:

  • figlio minore di 3 anni: 1220 × [(95000 – reddito complessivo)/ 95000];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95000 – reddito complessivo)/ 95000].

Per ogni figlio, la cifra da cui sottrarre il reddito complessivo e il divisore (cioè i 95.000 euro) sono aumentati di 15.000 euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 1220 × [(125000 – reddito complessivo)/ 125000] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125000 – reddito complessivo)/ 125000] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95.000 euro sono stati dunque aumentati di 15.000 per il 2° figlio e di ulteriori 15.000 per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125.000 euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro. Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Anche se la percentuale di detrazione è unica per tutti i figli, come abbiamo visto, la formula matematica da applicare non è uguale per tutti i figli ma, come appena esposto, deve essere calcolata una detrazione differente per ogni figlio. Ad esempio, se Tizio ha 3 figli, di cui uno minore di 3 anni, ed uno maggiore di 3 anni portatore di handicap, considerando un reddito complessivo pari a 20.000 euro, ha diritto alle seguenti detrazioni:

  • per il figlio minore di 3 anni la detrazione teorica è pari a 1220 euro ed il coefficiente è pari a 125000 euro (aumento di 15000 per ogni figlio successivo al primo); la detrazione è dunque pari a: 1220 × [(125000 – 20000) / 125000]= 1024,80 euro;
  • per il figlio con più di 3 anni portatore di handicap la detrazione teorica è pari a 950 euro aumentata di 400 euro, dunque pari a 1350 euro ed il coefficiente è pari a 125000 euro (aumento di 15000 per ogni figlio successivo al primo); la detrazione è dunque pari a: 1350 × [(125000 – 20000) / 125000]= 1134 euro.

Pertanto al contribuente spetta una detrazione complessiva per i due figli a carico di 2.158,80 euro: questo importo sarà sottratto all’imposta dovuta.

Detrazione per figli a carico: mesi di spettanza

Come abbiamo detto, basta che il figlio superi la soglia di 2.840,51 euro, anche nel corso dell’anno, perché non sia più considerato a carico. Bisogna però considerare che, in certi casi, le detrazioni per figlio a carico possono spettare solo in alcuni mesi dell’anno.

Quando le detrazioni non spettano in misura uguale per tutto l’anno, vanno proporzionate in base ai mesi in cui è presente il requisito del carico. Facciamo alcuni esempi per capire meglio:

  • se un figlio nasce il 10 novembre, la detrazione spetta per 2 mesi: dunque l’importo della detrazione si deve dividere per 12 e moltiplicare per 2;
  • nell’anno in cui un figlio compie i 3 anni di età, spetta la detrazione maggiorata sino al mese del compleanno: in pratica, se un figlio compie gli anni il 10 maggio, la detrazione maggiorata per figli al di sotto dei 3 anni spetta per 5 mesi, e la detrazione inferiore spetta per i restanti 7 mesi;
  • se invece un figlio a carico si sposa, la detrazione spetta al genitore sino al mese che precede il matrimonio, ed al coniuge dal mese in cui avvengono le nozze in poi: se, dunque, un figlio si sposa il 6 giugno, il genitore ha diritto alla detrazione per 5 mesi, mentre i restanti 7 mesi di detrazione sono fruiti dal coniuge.

Lo stesso discorso non vale, invece, nel caso in cui il figlio superi la soglia di reddito pari a 2.840,51 euro: ai fini del carico, come abbiamo detto, si considera il reddito complessivo dell’anno. Dunque non ha rilevanza il mese in cui il figlio ha superato la soglia di reddito, in quanto, anche se la soglia è superata, per assurdo, il 31 dicembre, al genitore, per l’intero anno, non spetta alcuna detrazione. Se la detrazione è già stata fruita, mese per mese, in busta paga o nei cedolini di pensione o di disoccupazione, il sostituto d’imposta (datore di lavoro o Inps) deve procedere al conguaglio, quindi a trattenere dalla paga tutta la detrazione non spettante.

Se il conguaglio da parte del sostituto d’imposta non è effettuato, la restituzione avviene in sede di dichiarazione dei redditi, con modello Unico o 730.

Detrazione per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle detrazioni già esposte per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose.

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero.

Se il contribuente è incapiente, cioè nel caso in cui la detrazione superi l’imposta da pagare, la detrazione non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, come succede nella generalità dei casi, ma si forma un credito a suo favore pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti. Ad esempio, se l’Irpef a carico del contribuente è pari a 5000 euro, ed ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico pari ad un totale di 4800 euro, con soli 200 euro della detrazione famiglie numerose il tributo si azzera. I restanti 1000 euro possono allora essere utilizzati come credito d’imposta.

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