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Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2016

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Lo sai che? Maglietta o pantaloni scoloriti: garanzia per 2 anni

> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2016

Vestiti che perdono colore anche dopo numerosi lavaggi: se si perde lo scontrino il venditore è tenuto a fornire ai consumatori la garanzia per prodotti difettosi.

Se hai acquistato un indumento non più tardi di due anni fa e questo si è scolorito senza che tu ne abbia colpa, ti è dovuta la sostituzione con un capo identico o, se non più esistente, di pari valore (sempre che tu non preferisca ottenere la restituzione dei soldi). È questo uno dei tanti effetti della normativa sulla garanzia sui prodotti difettosi, che spesso i consumatori ignorano e che viene loro nascosta dai venditori.

Mettiamo di acquistare una maglietta o un pantalone e, nei vari lavaggi, seguiamo le istruzioni riportate sulla targhetta attaccata al capo stesso. Rispettiamo dunque la temperatura dell’acqua che ci viene suggerita dal produttore, non utilizziamo saponi particolarmente aggressivi e non lo mettiamo a contatto con altri capi che potrebbero stingere. Se, ciò nonostante, l’indumento, nel corso dei lavaggi, perde il suo colore, stinge o, comunque, si scolorisce anche di poco abbiamo diritto alla sostituzione.

A questo punto possiamo recarci dal venditore che sarà tenuto a rispettare la cosiddetta garanzia per prodotti difettosi: ossia dovrà rimborsarci il prezzo speso per il vestito se non ha più il capo che a noi interessa o la taglia corrispondente alle nostre misure.

Il venditore non può chiederci di “vedercela” con la casa produttrice, invitandoci a spedire il capo di abbigliamento a quest’ultima e a inoltrare il relativo reclamo. Per legge, infatti, a rispondere nei confronti dell’acquirente, in caso di prodotti difettosi, è sempre il venditore (il quale poi avrà diritto a rivalersi contro la casa madre).

Né il venditore può subordinare la concessione della garanzia alla conservazione dello scontrino che, verosimilmente, dopo diversi mesi sarà stato buttato o smarrito. Come infatti abbiamo chiarito nell’articolo Garanzia anche senza scontrino, la garanzia richiede una prova di acquisto che può essere anche di tipo diverso dal documento fiscale. La legge, infatti, attribuisce allo scontrino non la funzione di formalizzare il contratto, contratto che, nel caso di specie, può anche essere orale. Dunque, la prova di aver acquistato il prodotto presso quello specifico esercizio commerciale potrà essere fornita anche in modo diverso dallo scontrino come, ad esempio, la movimentazione bancaria conseguente a pagamento con assegno, carta di credito o bancomat. In ultima analisi, il giudice potrebbe autorizzare il consumatore a provare l’acquisto anche a mezzo di testimoni.

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Autore immagine: 123rf com

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