Notifiche di cartelle esattoriali: tutti i giudici sono contro Equitalia
Angelo Greco

Angelo Greco

Formato all'università L.U.I.S.S. di Roma, attualmente esercita la professione di avvocato a Cosenza. Già collaboratore presso la Columbia University di New York e presso l'Università della Calabria, è altresì autore di numerose pubblicazioni. Blogger, ospite settimanale di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche, dirige il portale "La L

 
 

Notifiche di cartelle esattoriali: tutti i giudici sono contro Equitalia

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Una nuova, ennesima, sentenza condanna Equitalia per aver notificato le cartelle esattoriali a mezzo della classica posta (raccomandata a.r.), anziché a cura degli ufficiali della riscossione, così come invece imposto dalla legge. La conseguenza, come abbiamo già avuto modo di riferire in una serie di articoli simili (confronta quaqua e qua) è che tutte le cartelle che sta notificando l’ente di riscossione sono inesistenti e, di conseguenza, sono illegittimi anche tutti i relativi procedimenti esecutivi e gli atti preparatori (per ipoteca, espropriazione di immobili, fermi amministrativi, ecc.).

 

Questa volta, a condannare Equitalia, è stata la Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso [1], la quale ha ribadito come le norme oggi vigenti non consentano alla società di riscossione di notificare le famigerate cartelle attraverso semplici raccomandate a.r., servendosi cioè del comune servizio postale. Essa, al contrario, dovrebbe valersi di:

1) Ufficiali della riscossione;

2) Agenti della Polizia Municipale;

3) Messi Comunali, previa convenzione tra Comune e Concessionario;

4) altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge.

 

Per non essere ripetitivi, rinviamo, per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, agli articoli appena citati su questo stesso portale.

 

In questa sede, ancora una volta, ci interroghiamo sul ruolo concretamente svolto da un Ente che dovrebbe essere il presidio della legalità e del rispetto collettivo delle norme tributarie. Tutti devono essere trattati allo stesso modo, ed è questo il principio cardine della contribuzione fiscale. Perciò meraviglia e indigna il comportamento, tenuto proprio da parte di quest’ente, che – pur ripetutamente condannato per lo stesso illecito – si ostina a perpetrare nell’illegalità, a danno di quei cittadini che invece dovrebbe tutelare.

 

Che intervenga il Governo, con un chiarimento preciso, serio e diretto: affinché spieghi all’Esattore dello Stato come ci si comporta.

 

 

[1] Comm. Prov. Trib. Campobasso, sent. n. 113 del 12.07.2012.

 

 

 

 

 

 

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1 Commento

elena

01-08-2012

ma i postini ora hanno la firma in comune come messi notificatori del concessionario, cosa vuol dire? sono atti consegnati sempre con raccomandata ma sono regolari?

 
 

Commenti

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