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Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

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Lo sai che? La polizia può perquisirmi o entrare in casa mia?

> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

I poteri dei poliziotti in tema di perquisizioni e accesso nell’abitazione di persone in caso di sospetto di reato.

Bandite le scene da film in cui la polizia, senza alcun mandato, sfonda la porta di casa a calci o a spallate e fa irruzione: la nostra legge vieta ai poliziotti di perquisire una persona o di entrare in casa sua se non ha ottenuto, prima, l’autorizzazione del giudice (comunemente, anche se in modo improprio, viene chiamata «mandato»).

L’autorizzazione del giudice alla perquisizione o all’acceso in casa va esibita al cittadino prima della perquisizione o dell’accesso nella sua abitazione.

Prima di poter perquisire una persona o la sua dimora, la polizia deve avvisarlo della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia. Si deve trattare di persone facilmente reperibili; la polizia non è quindi tenuta ad aspettare, ad esempio, diverse ore in attesa che il legale provenga da un luogo particolarmente distante.

La perquisizione o l’accesso in casa non possono avvenire anche se non ci sono sospetti di un crimine, in modo indistinto e con finalità di preventivo controllo. Per evitare abusi, discriminazioni o persecuzioni da parte delle autorità ai danni dei cittadini, la legge stabilisce che tali atti di “intrusione” nell’altrui privacy possono avvenire solo in presenza di alcune ipotesi:

  • se c’è il fondato sospetto che il soggetto in questione stia o abbia appena commesso un reato o una evasione (fuga);
  • quando bisogna dar corso a un’ordinanza di custodia cautelare o un ordine di carcerazione o un fermo [1];
  • la polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) può perquisire le persone, i locali, le macchine, i bagagli e gli effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga [2]
  • o se ha fondato motivo di credere che ci siano armi, munizioni o esplosivi, qualcuno cercato dalla polizia che si nasconde, un evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo [3].

Al di fuori di tali casi la polizia non ha diritto di entrare nelle case dei cittadini. I quali, in caso di controlli, hanno diritto a chiedere immediatamente le ragioni della perquisizione. La polizia non può glissare e mantenere il segreto.

All’esito della perquisizione la polizia deve redigere un verbale, una cui copia deve essere rilasciata all’interessato, anche se è stato effettuato alcun sequestro. Nel verbale vanno indicate, per filo e per segno, tutte le operazioni svolte, le ragioni per cui tale perquisizione è stata disposta, i nomi degli agenti, la descrizione degli eventuali oggetti sequestrati.

Nei casi di urgenza, è possibile procedere alla perquisizione senza bisogno del mandato del giudice, ma tali motivi devono essere indicati al verbale.

Le perquisizioni in casa possono essere fatte solo in determinati orari: dalle ore 7 alle 20. Fuori da tale forbice temporale, la perquisizione è possibile solo se c’è un’autorizzazione del giudice che va mostrata prima al soggetto perquisito.

Se la polizia si presenta a casa tua senza mandato il cittadino non è obbligato a farla entrare nel proprio domicilio. Un esempio tipico è quello in cui una persona abbia organizzato una festa e i vicini, disturbati dal rumore, abbiano chiamato i poliziotti i carabinieri. Questi ultimi, qualora ritengano che sussistano gli estremi del reato di disturbo alla quiete delle persone, possono intervenire, stilare un verbale, ma non possono fare accesso o irruzione all’interno dell’abitazione e il proprietario della dimora può rifiutarsi di fare entrare gli agenti senza che da ciò ne possa per lui derivare l’incriminazione per qualche reato.

Se un agente di polizia fa una perquisizione su strada a un passante o entra in casa di una persona senza mandato può essere denunciata all’autorità giudiziaria penale. La denuncia-querela va presentata nei tre mesi successivi al reato: può essere sporta personalmente dalla vittima o con l’assistenza del suo avvocato.

note

[1] Art. 352 cod. proc. pen.

[2] Art. 103 dpr n. 309/1990.

[3] Art. 41 tulps e art. 25 d.l. 8.6.1992, n. 306.

Autore immagine: 123rf com

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