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Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

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Lo sai che? Avvocato: conviene sospendersi dall’albo?

> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

Cosa può fare l’avvocato sospeso volontariamente dall’albo: incompatibilità e obblighi.

La legge professionale forense [1] permette all’avvocato di chiedere la sospensione dall’albo professionale,  senza necessità di fornire motivazioni né di indicare la durata della sospensione.

La sospensione volontaria, differentemente dalla cancellazione, comporta la permanenza dell’iscrizione nell’albo professionale ma impedisce, per tutta la durata della sospensione stessa, l’esercizio della professione forense.

La sospensione non legittima però l’avvocato a svolgere quegli impieghi che restano comunque incompatibili con l’iscrizione all’albo [2]. In particolare, pur se volontariamente sospeso, l’avvocato non può:

  • svolgere continuativamente o professionalmente alcuna attività di lavoro autonomo, escluse quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale. E’ comunque consentita l’iscrizione nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili o nell’albo dei consulenti del lavoro;
  • esercitare attività di notaio;
  • svolgere attività di impresa commerciale in nome proprio o in nome o per conto altrui. È fatta salva la possibilità di assumere incarichi di gestione e vigilanza nelle procedure concorsuali o in altre procedure relative a crisi di impresa;
  • essere socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone, aventi quale finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in qualunque forma costituite;
  • essere amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, o presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione. L’incompatibilità non sussiste se l’oggetto della attività della società è limitato esclusivamente all’amministrazione di beni, personali o familiari, nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico;
  • svolgere qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato.

Dunque, l’avvocato che voglia svolgere una delle predette attività deve procedere non alla sospensione bensì alla cancellazione dall’albo.

Oltre a rispettare le cause di incompatibilità, l’avvocato, pur se volontariamente sospeso dall’albo, deve:

  • provvedere al pagamento dei contributi per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo;
  • assolvere gli obblighi formativi;
  • rispettare i doveri deontologici (egli resta soggetto alla potestà disciplinare del Consiglio Distrettuale di Disciplina).

Per quanto riguarda, invece, gli obblighi nei confronti della Cassa Forense, in caso di sospensione volontaria dall’Albo ordinario, l’avvocato viene cancellato dalla Cassa con esonero dalla contribuzione a partire dal primo anno successivo a quello della sospensione, fermo restando il pagamento dei contributi obbligatori relativi al periodo maturato in costanza di iscrizione alla Cassa.

note

[1] Art. 20 L. 247/2012.

[2] Art. 18 L. 247/2012.

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