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Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2016

Lo sai che? Come evitare di avere una badante inaffidabile

> Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2016

Affidare un malato o un anziano a uno sconosciuto non è semplice. Ecco come scoraggiare chi non è capace di curarlo. E come licenziare chi non è affidabile.

Mettere un estraneo in casa è già, di per sé, un terno al lotto: può risultare una brava persona o può riservare qualche brutta sorpresa. Tutto diventa ancora più delicato quando quell’estraneo si deve fare carico di una persona anziana, debole perché malata o perché non più autosufficiente a causa dell’età. La fiducia non si conquista in cinque minuti. Il rischio, dunque, che la badante sia inaffidabile è concreto. Cosa fare, allora, per non commettere l’imperdonabile errore di mettere una persona cara nelle mani sbagliate? In altre parole, come evitare di avere una badante inaffidabile?

Quando ci si rivolge ad una persona estranea perché accudisca un parente anziano l’obiettivo è triplice: il più importante, che chi ne ha bisogno sia curato e seguito al meglio, cioè che stia bene, compatibilmente con le sue condizioni di salute. Il secondo obiettivo è quello di chiudere dietro sé la porta di casa per andare al lavoro sapendo che si lascia l’anziano o il disabile in buone mani perché la badante scelta è affidabile, si è meritata la fiducia e tratta la persona malata con rispetto. Infine, si cerca anche di spendere il meno possibile (altrimenti tanto vale stare a casa dal lavoro).

Quest’ultimo aspetto è quello che spesso si traduce in una badante inaffidabile: il voler risparmiare a tutti i costi può comportare prendere la prima persona che capita, che magari “gioca” al ribasso – economicamente parlando – pur di ottenere quel lavoro ma che, poi, si rivela incompetente, se non addirittura poco premurosa. Inaffidabile, appunto. Come evitare di avere una badante così?

Evitare badanti inaffidabili: fare le cose in regola

Anche se esistono delle agenzie che si occupano della selezione delle badanti in base alle esigenze di una famiglia, la maggior parte delle persone che hanno bisogno di assistenza trovano direttamente la badante e chiudono con lei un accordo. Qui ci deve essere il primo filtro per assicurarsi che la badante sia una persona seria. Questo primo filtro altro non è che un regolare contratto di lavoro. Niente soldi in nero, insomma, ma una lettera di assunzione chiara e precisa, dove siano ben definiti gli orari e le modalità del lavoro che deve svolgere, anche nel caso in cui la persona assistita finisca in ospedale o in un’altra struttura per un periodo di tempo (spesso c’è bisogno di una presenza di notte, ad esempio).

Sulla lettera di assunzione (e questo può essere un secondo filtro) conviene indicare un periodo di prova: qualche giorno o qualche settimana per vedere come si comporta la badante, quale rapporto riesce ad instaurare sia con l’anziano o il malato sia con la famiglia, quale dedizione dimostra per il lavoro che sta facendo. In altre parole, se la badante è inaffidabile oppure vale la pena di investire su di lei. Quindi, finito quel periodo di prova, si conferma o meno il contratto.

E’ importante che tutto sia messo nero su bianco. Così, le buste paga che verranno consegnate ogni mese alla badante dovranno riportare i codici fiscali di entrambe le parti, i giorni di ferie e lo stipendio accordato. Ferie e paga vanno sempre controfirmate per ricevuta sia dalla badante sia da chi l’ha assunta.

In questo modo non ci saranno equivoci e, soprattutto, la badante avrà la consapevolezza di essere un lavoratore dipendente a tutti gli effetti e non una di famiglia (anche se ci sono delle eccezioni) e che, quindi, una mancanza da parte sua le può costare il posto: bastano 15 giorni di preavviso per mandarla via. Sarà più probabile avere a che fare con delle persone serie, quindi evitare una badante inaffidabile.

Cosa si rischia a licenziare una badante inaffidabile?

Prima di arrivare ai ferri corti, per licenziare una badante inaffidabile conviene usare il guanto di velluto. Vale a dire: trattare, dialogare per arrivare ad una risoluzione consensuale del rapporto, magari anche con un minimo di buona uscita. Quando si vuole allontanare da casa una collaboratrice perché ritenuta una badante inaffidabile, bisogna stare ben attenti. Se si tratta di una persona onesta, ci penserà due volte prima di calare il proprio impegno per ritorsione appena avverte che sta per essere cacciata via: ci andrebbero di mezzo la salute e le condizioni di vita del suo assistito. Non ne sarebbe capace. Ma se ci troviamo davanti, oltre che una badante inaffidabile, anche una persona che non si fa tanti scrupoli, meglio troncare subito.

Ci vuole, però, una giusta causa per licenziare in tronco la badante inaffidabile. La si può trovare in un comportamento o in una negligenza particolarmente gravi. Uno di quei fatti che non consentono la prosecuzione del rapporto di lavoro, nemmeno provvisoria. Cioè, non un giorno in più al capezzale del mio parente malato perché la fiducia è venuta a mancare. In questo caso non sarà obbligatorio nemmeno il versamento del preavviso.

Lo è, invece, quando il datore di lavoro licenzia la badante inaffidabile senza obbligo di motivazione. E’ una possibilità che viene data nel caso dei collaboratori domestici, quindi anche con le badanti. Si può sciogliere un contratto di lavoro per motivi discrezionali o di opportunità. Certo, c’è sempre la possibilità di una causa da parte della badante. E qui torniamo al punto di inizio: se tutto è stato fatto in regola sin dal primo giorno di lavoro, le probabilità di vincere in Tribunale saranno più elevate.

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Autore immagine: Pixabay.com

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