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Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

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Lo sai che? Se il Comune abbellisce il quartiere pago più tasse sulla casa?

> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

L’Agenzia delle Entrate può riclassare l’immobile se la zona è stata valorizzata grazie a opere di urbanizzazione e di sviluppo della città.

Non è detto che un quartiere popolare lo sia per sempre: gli interventi di rivalutazione del centro storico o delle zone di periferia delle città possono riqualificare aree un tempo degradate. Che succede in questi casi? I proprietari che avevano a suo tempo comprato l’immobile confidando in un valore che, ai fini fiscali, li metteva al riparo da imposizioni fiscali esorbitanti, sono costretti a pagare di più in termini di tasse? La risposta data da una recente sentenza della Commissione tributaria di Roma è positiva [1].

L’Agenzia delle Entrate può riclassare gli immobili rivalutati

Immaginiamo di aver comprato un appartamento, tanto tempo fa, in una zona lontana dal centro, ma che negli anni, a seguito dell’urbanizzazione, non solo è diventata centrale, ma è anche sede di numerosi uffici, delegazioni comunali, negozi, shopping, zona di passeggio e di incontri culturali. Alla fine, il nostro appartamento, che prima valeva una modica cifra, ora vale molto di più. Questo però, che in teoria dovrebbe renderci felici – perché, di fatto, il nostro patrimonio immobiliare è diventato più “ricco” – ci pregiudica, almeno nel breve periodo. Ciò in quanto, non avendo alcuna intenzione di vendere la casa, le tasse che andremo a pagare su di essa saranno più alte, in quanto calcolate sul nuovo valore. Difatti, puntuale come un orologio svizzero, arriva l’Agenzia delle Entrate che effettua quello che tecnicamente viene chiamato riclassamento dell’immobile.

A questo punto, c’è poco da fare per noi e ci dovremo rassegnare a pagare di più. Secondo la sentenza in commento, può essere riclassata la casa ubicata in un quartiere che ha assunto, negli anni, un maggior pregio per lo sviluppo urbano complessivo.

Cosa fa aumentare di valore la mia casa?

Sono svariati i fattori che possono incidere sull’aumento di valore di un appartamento. Il dato, in definitiva, che risulta decisivo è il maggior pregio assunto negli anni: pregio che può dipendere anche solo dalla centralità acquisita dal quartiere in seguito allo sviluppo urbano complessivo, fatto che interessa quasi tutte le nostre città. Insomma, l’evoluzione della zona ove è ubicato l’immobile del contribuente consente al Fisco di presumere l’incremento di pregio delle varie unità immobiliari.

Si tratta però di una semplice “presunzione” che può essere contrastata con prove contrarie fornite dal proprietario. Ad esempio, «particolari caratteristiche costruttive o di collocazione di singoli immobili possono ridurre o al limite escludere la rilevanza della evoluzione complessiva».

Come difendersi dal riclassamento del fisco?

Quindi, in definitiva, se l’Agenzia delle Entrate riclassa la nostra casa, sulla scorta di un presunto maggior pregio acquisito nel tempo dall’intero quartiere, dovremo dimostrare, invece, che il nostro immobile è invecchiato, ha perso valore per via dello stato di cattiva manutenzione o che, magari, le rifiniture sono di minor qualità rispetto all’ambiente circostante. Perché è ben possibile che, all’interno dello stesso quartiere, ci siano edifici con valori tra loro molto dissimili, alcuni costruiti in un’epoca lontana e mai ristrutturati, altri invece più moderni e nel rispetto delle normative antisismiche ed energetiche.

note

[1] Ctr Roma, sent. n. 8263/16.

Immagine tratta da: Pixabay.com

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