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Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

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Lo sai che? Termine per impugnare la decisione dell’assemblea di condominio

> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

Se la raccomandata inviata dall’amministratore, contenente la copia del verbale, viene lasciata alla posta, il termine decorre dopo 10 giorni dall’avviso di giacenza.

Chi non è stato presente alla assemblea di condominio ha 30 giorni di tempo per contestare le decisioni prese dagli altri condomini: termine che inizia a decorrere dal giorno in cui riceve, dalle mani del postino, la raccomandata inviatagli dall’amministratore contenente il verbale della predetta assemblea. Ma che succede se il condomino non è a casa proprio nel momento in cui arriva il postino e questi – come normalmente succede in caso di momentanea assenza – lascia, nella sua cassetta delle lettere, il cosiddetto avviso di giacenza? Sappiamo, in questi casi, il termine di 30 giorni da quando inizia a decorrere?

Il termine di 30 giorni per impugnare la decisione dell’assemblea di condominio non può iniziare a decorrere da quando il postino ha bussato alla porta e ha lasciato l’avviso di giacenza, poiché altrimenti si finirebbe per scaricare sul povero condòmino la colpa per la sua temporanea assenza da casa, così togliendogli giorni preziosi per trovare un avvocato, spiegargli la situazione e farsi difendere.

Non può neanche decorrere da quando il condòmino va a ritirare la raccomandata alla posta, perché altrimenti si attribuirebbe a quest’ultimo il potere di spostare, a suo piacimento, più in là nel tempo, l’inizio del termine; insomma, egli avrebbe più giorni per poter presentare ricorso, a differenza di chi, invece, era presente al momento dell’arrivo del postino.

Quando contestare la raccomandata con il verbale dell’assemblea

La soluzione corretta tra le due posizioni è quella suggerita dalla Cassazione con una sentenza di ieri [1], posizione ormai condivisa dalla giurisprudenza e che, peraltro, trova fondamento nella legge [2]. Il termine di 30 giorni entro cui impugnare la decisione dell’assemblea decorre:

  • dal giorno in cui il destinatario della raccomandata ritira il plico alla posta se si attiva subito, ossia se va all’ufficio postale nei primi 10 giorni dalla data di immissione dell’avviso di giacenza nella sua cassetta delle lettere;
  • dall’undicesimo giorno successivo a quello di ricevimento dell’avviso di giacenza se l’interessato va a ritirare la raccomandata dopo il 10° giorno.

Questa scelta è stata ritenuta una giusta via di mezzo per non pregiudicare, da un lato, la tutela del condòmino assente nel momento in cui arriva il postino, e dall’altro quella del condomìnio, che non può rimanere, per troppo tempo, con il fiato sospeso nell’attesa di sapere se qualcuno impugnerà la decisione (circostanza che potrebbe anche pregiudicare la solerte attuazione delle delibere assembleari).

Secondo la Suprema Corte, la comunicazione del verbale di assemblea si ha per eseguita passati dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza oppure dalla data del ritiro del piego, se anteriore. Da quel momento scatta il termine per impugnare.

note

[1] Cass. sent. n. 25791/16 del 14.12.2016.

[2] In base a un’interpretazione analogica delle norme di cui alla legge 890/82 sulle notifiche a mezzo posta.

Immagine tratta da: Pixabay.com

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