Professionisti Pubblicato il 16 dicembre 2016

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Professionisti Comitati di Ministri e Comitati interministeriali

> Professionisti Pubblicato il 16 dicembre 2016

CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio), CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica).

Concetto

Vi sono settori della pubblica amministrazione che rientrano nelle competenze di più Ministri. In questi casi, per assicurare un sufficiente grado di coordinamento, possono essere istituiti dei Comitati composti da tutti i Ministri interessati. Si tratta, in ogni caso, di organi non necessari, vale a dire non previsti dalla Costituzione, ma che svolgono una consistente mole di lavoro.

I Comitati possono distinguersi in:

  • Comitati di Ministri, istituiti con decreto dal Consiglio dei Ministri o dal Presidente del Consiglio, che hanno compiti di studio e di preparazione in vista delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri. Tali Comitati, che hanno rilievo interno, sono organismi di lavoro spesso temporanei, svolgono attività di carattere puramente istruttorio e non hanno alcuna competenza esterna. Le loro deliberazioni e le loro responsabilità sono fatte proprie dal Consiglio dei Ministri o dai singoli Ministri interessati;
  • Comitati interministeriali, istituiti con legge dal Parlamento, cui sono attribuite specifiche competenze di indirizzo e di amministrazione. Tali Comitati si distinguono in:
    • Comitati con funzioni istruttorie o consultive che, nonostante abbiano rilievo esterno e forniscano pare- ri obbligatori (ma non vincolanti), non hanno competenza ad emanare atti con rilievo esterno;
    • Comitati con specifiche competenze di indirizzo e di amministrazione attiva, comprendenti l’emanazione di atti amministrativi, autorizzazioni, approvazioni, regolamenti etc.

Secondo MAZZIOTTI i Comitati interministeriali sarebbero organi collegiali intermedi fra i singoli Ministri ed il Consiglio dei Ministri, investiti di responsabilità politica, e che quindi sfiorano l’incostituzionalità, perché usurpano funzioni riservate dalla Costituzione al Consiglio dei Ministri che, invece, colloca tutti i Ministri sullo stesso piano e con paritetici poteri collegiali (vedi art. 95 Cost.).

Le obiezioni alle accuse di incostituzionalità dei Comitati interministeriali rafforzano, in realtà, le perplessità della dottrina.

Se si subordina, infatti, la legittimità della previsione dei Comitati alla salvaguardia delle competenze dei singoli Ministri e del Consiglio, nonché delle prerogative del Presidente del Consiglio (CIRIELLO), non si può che convenire con chi ne contesta l’utilità sul piano pratico. D’altronde l’attività dei Comitati rischia di confondersi con l’istituto del concerto tra Ministri, vale a dire la collaborazione che prevede, nella fase preparatoria di un atto, un’intesa fra autorità diverse per la parte dell’atto che rientra nelle competenze di ciascuna.

È stato affermato (CIARLO) che il Comitato dovrebbe svolgere una funzione stabile di coordinamento, tendenzialmente idonea ad assorbire lo strumento previsto per ipotesi particolari (concerto). Ma l’utilizzo diffuso di quest’ultimo dimostra proprio il fallimento della sede permanente.

Classificazione

I Comitati interministeriali in attività nel nostro ordinamento sono:

  1. il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), che svol- ge i seguenti compiti:
    • predispone gli indirizzi della politica economica nazionale;
    • indica, su relazione del Ministro per il bilancio e la programmazione economica, le linee generali per la elaborazione del programma economico nazionale e, su relazione del Ministro per il tesoro, le linee generali per la impostazione dei progetti di bilancio annuali e pluriennali di previsione dello Stato, nonché le direttive generali intese all’attuazione del programma economico nazionale ed a promuovere e coordinare a tale scopo l’attività della pubblica Amministrazione e degli enti pubblici;
    • esamina la situazione economica generale ai fini della adozione di provvedimenti congiunturali;
    • approva, entro il 15 settembre, la relazione previsionale e programmatica, le relazioni programmatiche di settore e le linee di impostazione dei progetti di bilancio annuale e pluriennale;
    • promuove l’azione necessaria per l’armonizzazione della politica economica nazionale con le politiche economiche degli altri Paesi dell’Unione europea;
  2. il CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio), che si occupa della vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Per la validità delle sue sedute è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi membri, mentre le deliberazioni vanno assunte con il consenso della maggioranza assoluta dei partecipanti;
  3. il CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica), che svolge funzioni di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza (comma 1); inoltre elabora gli indirizzi generali e gli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica dell’informazione per la sicurezza, delibera sulla ripartizione delle risorse finanziarie tra il DIS e i servizi di informazione per la sicurezza e sui relativi bilanci preventivi e consuntivi (comma 2). Il CISR ha ereditato le competenze prima esercitate dal CIS (Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza);
  4. il CIAE (Comitato Interministeriale per gli affari europei), che opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di concordare le linee politiche del Governo nel processo di formazione della posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti dell’Unione europea e di consentire il puntuale adempimento dei compiti assegnatigli, tenendo conto degli indirizzi espressi dal Parlamento;
  5. il CIPU (Comitato interministeriale per le politiche urbane), con il compito di coordinare le politiche urbane attuate dalle amministrazioni centrali interessate e di concertarle con le regioni e con le autonomie locali, nella prospettiva della crescita, dell’inclusione sociale e della coesione territoriale;
  6. il CICS (Comitato interministeriale per la Cooperazione allo sviluppo), che si occupa in particolare dell’approvazione di tutte le iniziative di cooperazione di valore superiore a due milioni di euro, di deliberare le singole iniziative da finanziare, di definire la programmazione annuale con riferimento a Paesi e aree di intervento;
  7. il Comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica, che si occupa, in particolare, di coordinare l’azione del Governo e le politiche volte all’analisi e al riordino della spesa pubblica.

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