Donna e famiglia Pubblicato il 17 dicembre 2016

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Donna e famiglia Pensione anticipata opzione donna, quanto tempo ho per decidere?

> Donna e famiglia Pubblicato il 17 dicembre 2016

Proroga della pensione con il regime sperimentale donna: c’è un limite massimo per inviare la domanda di pensione se sono già maturati i requisiti?

Grazie alla proroga dell’opzione donna ho maturato i requisiti per pensionarmi prima, ma sono indecisa perché la penalizzazione sulla pensione è alta: c’è un limite entro cui inviare la domanda?

Non esiste nessun limite massimo per presentare la domanda di pensione con opzione donna, se sono già stati maturati i requisiti, grazie all’applicazione della cosiddetta cristallizzazione dei requisiti: è quanto ha confermato l’Inps, con una recente nota [1].

In pratica, l’Inps ha chiarito che, anche se cambia la legge, l’opzione donna può essere comunque esercitata da chi ha maturato i requisiti; pertanto, chi è indecisa sul da farsi ha ancora tempo a sufficienza per decidere se aspettare a pensionarsi con i requisiti dell’ordinaria pensione di vecchiaia o anticipata, senza penalizzazioni, oppure se pensionarsi prima con l’opzione donna, subendo, però, il ricalcolo contributivo dell’assegno, fortemente penalizzante.

Qual è la scelta migliore? Non esiste una risposta univoca per tutte: dal punto di vista economico, sicuramente conviene di più attendere la pensione “ordinaria” senza penalizzazioni, perché, nella maggior parte dei casi, il taglio dell’assegno causato dal ricalcolo contributivo è notevole. Tuttavia, in determinate situazioni, per la lavoratrice, può essere indispensabile pensionarsi prima: pensiamo, ad esempio, a chi non può conciliare famiglia e lavoro, oppure a chi è stata licenziata e si trova senza stipendio né pensione.

Ma come funziona l’opzione donna e a quanto ammonta la penalizzazione? Vediamolo subito.

Opzione donna: i requisiti

I nuovi requisiti per pensionarsi con opzione donna sono:

  • un minimo di 57 anni e 7 mesi di età per le lavoratrici dipendenti;
  • un minimo di 58 anni e 7 mesi di età per le lavoratrici autonome;
  • 35 anni di contributi, in entrambi i casi.

I requisiti devono essere maturati entro il 31 luglio 2016.

Una volta maturati i requisiti, per ottenere la pensione si deve attendere un periodo, detto finestra, pari a:

  • 12 mesi per le dipendenti;
  • 18 mesi per le autonome.

La domanda di pensione, comunque, in base al già esposto principio di cristallizzazione dei requisiti, può essere inviata, una volta trascorsa la finestra, quando si vuole, senza limiti massimi di tempo.

Opzione donna: perché è considerata penalizzante?

In cambio del pensionamento anticipato, la lavoratrice accetta il ricalcolo contributivo della pensione. Il contributivo è un sistema di calcolo che comporta un assegno notevolmente più basso, rispetto al retributivo, dato che la quantificazione della pensione si basa sui contributi accreditati e non sulla media degli ultimi stipendi, come avviene col calcolo retributivo.

Non esiste una penalizzazione fissa, perché questa dipende dalla carriera lavorativa svolta: tuttavia, è stata registrata una decurtazione media di circa il 25-30%, rispetto alle pensioni calcolate col retributivo. Una differenza non da poco, che non va sottovalutata.

Allora, ben venga la possibilità di attendere e di riflettere, anche a lungo, sulla decisione, che deve essere ponderata anche con l’aiuto di un consulente in grado di offrire un confronto tra la pensione con opzione donna e la pensione di vecchiaia o anticipata.

note

[1] Inps nota n.145949/2015.

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