Professionisti Pubblicato il 17 dicembre 2016

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Professionisti Lo scioglimento della comunione tra marito e moglie

> Professionisti Pubblicato il 17 dicembre 2016

Cause di scioglimento della convenzione matrimoniale tra coniugi: morte, divorzio, annullamento del matrimonio, separazione personale o giudiziale, mutamento della convenzione, fallimento.

Scioglimento della comunione

Alcuni fatti naturali o giuridici possono rendere incompatibile il perdurare della comunione: sono le cause di scioglimento della comunione stessa.

 

Le cause dello scioglimento

La comunione legale si scioglie in presenza di una delle seguenti cause (art. 191):

  • morte di uno dei coniugi;
  • sentenza di divorzio;
  • dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi;
  • annullamento del matrimonio;
  • separazione personale;
  • separazione giudiziale dei beni, che può essere ottenuta:
    • in caso di interdizione o inabilitazione di uno dei coniugi;
    • in caso di cattiva amministrazione;
    • quando uno dei coniugi non contribuisce ai bisogni della famiglia in misura proporzionale alle proprie sostanze e capacità di lavoro;
  • mutamento convenzionale del regime patrimoniale: quando, mediante convenzione, i coniugi attuano un regime patrimoniale diverso dalla comunione;
  • pronuncia di fallimento di uno dei coniugi.

Nel caso di separazione personale la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione (art. 191 c.c., modificato dalla L. 55/2015 sul divorzio breve).

L’azienda coniugale può essere sciolta per accordo dei coniugi, da stipulare con atto pubblico a pena di nullità.

 

Gli effetti dello scioglimento

Verificatasi una delle cause anzidette, lo scioglimento produce i seguenti effetti:

  • determina la cessazione della comunione legale;
  • costituisce il presupposto per l’attuazione ex lege dei trasferimenti previsti dalla comunione de residuo;
  • conduce alla divisione del patrimonio comune.

La divisione dei beni della comunione legale si effettua ripartendo in parti uguali l’attivo e il passivo. Per il procedimento, trovano applicazione i principi generali di cui agli artt. 713 e ss. Il giudice, in relazione alle necessità della prole e all’affidamento di essa, può costituire a favore di uno dei coniugi l’usufrutto su una parte dei beni spettante all’altro coniuge (art. 194).

 

Effetti della riconciliazione sul regime patrimoniale dei coniugi

La separazione personale costituisce causa di scioglimento della comunione, che è rimossa dalla riconciliazione dei coniugi, dalla quale deriva il ripristino del regime di comunione originariamente adottato. Tuttavia, in applicazione dei principi costituzionali di tutela della buona fede dei contraenti e della correttezza del traffico giuridico (art. 2 e 41 Cost.), occorre distinguere tra effetti interni ed effetti esterni del ripristino della comunione legale e, conseguentemente, in mancanza di un regime di pubblicità della riconciliazione, la ricostituzione della comunione legale derivante dalla riconciliazione non può essere opposta al terzo in buona fede che abbia acquistato a titolo oneroso un immobile dal coniuge che risultava unico ed esclusivo titolare del medesimo, benché lo avesse acquistato successivamente alla riconciliazione (Cass. 21001/2008, 18619/2003).

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