Professionisti Pubblicato il 17 dicembre 2016

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Professionisti Il fondo patrimoniale

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La tutela della casa dei coniugi dai creditori: gli articoli 167 e 176 del codice civile.

Il fondo patrimoniale è un complesso di beni immobili, beni mobili registrati o titoli di credito destinato a soddisfare i bisogni della famiglia.

Il fondo patrimoniale non sostituisce ma affianca, integrandolo, il regime patrimoniale primario adottato dai coniugi (comunione, separazione o regime convenzionale).

I beni del fondo patrimoniale costituiscono un patrimonio giuridico di destinazione. In particolare si tratta di un patrimonio separato, perché i beni che lo compongono sono sottratti al principio sancito dall’art. 2740 per i quale il debitore risponde per l’adempimento delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni.

Ai sensi dell’art. 170, l’esecuzione sui beni e sui frutti del fondo patrimoniale è consentita soltanto per debiti contratti per far fronte a esigenze familiari.

Per debiti contratti nell’interesse della famiglia si devono intendere, oltre alle spese di gestione del fondo, le obbligazioni assunte per l’amministrazione ordinaria e straordinaria, il miglioramento e l’incremento dei beni costituiti in fondo, spese volte a salvaguardare e a potenziare la capacità produttiva dei beni e il conseguente soddisfacimento degli interessi cui i beni sono destinati e vincolati. Quindi, non solo debiti per le esigenze connesse al ménage domestico-familiare secondo le condizioni economiche e sociali della famiglia, ma anche per quelle volte al pieno mantenimento e all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa (Cass. 15886/2014).

Vi sono ricompresi, ad esempio, i debiti per gli oneri condominiali, relativi a beni immobili facenti parte del fondo patrimoniale costituenti spese per la loro gestione (Cass. 23163/2014).

Invece, non rientrano nel concetto di «bisogni della famiglia» le obbligazioni assunte per finalità non meritevoli di tutela, quali, ad esempio, i debiti contratti per una relazione extra-coniugale di uno dei coniugi, i debiti derivanti da attività illecita, il pagamento di debiti di gioco, le spese relative ai beni personali di ciascun componente la famiglia, quelle che hanno fonte in obbligazioni assunte prima della celebrazione del matrimonio e le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi.

Il fondo deve essere costituito mediante atto pubblico. Autori del conferimento possono essere uno o entrambi i coniugi oppure un terzo; se il fondo è costituito da uno solo dei coniugi o da un terzo l’atto, secondo la teoria preferibile, ha natura di liberalità non donativa.

Nel caso di costituzione del fondo da parte di un terzo, la convenzione matrimoniale ha struttura trilaterale e si perfeziona con l’accettazione da parte dei coniugi.

Nel caso di costituzione da parte del terzo, inoltre, il fondo patrimoniale può costituirsi anche per testamento.

La titolarità dei beni può spettare:

  • a entrambi i coniugi;
  • a uno solo di essi (quando il coniuge che costituisce il fondo patrimoniale se ne riserva la proprietà ovvero la attribuisce volontariamente all’altro coniuge);
  • a un terzo, nel caso in cui l’atto di costituzione sia stato compiuto da un terzo che si è riservato la proprietà del fondo stesso. I frutti del fondo devono essere impiegati per i bisogni della famiglia e amministrati secondo le regole della comunione legale (art. 168).

Per quanto riguarda l’alienazione dei beni del fondo, l’art. 169 distingue due ipotesi:

  • se vi sono figli minori, è necessaria l’autorizzazione del Tribunale, da accordare solo in caso di necessità o utilità evidente salvo che nell’atto di costituzione non sia espressamente considerato sufficiente il solo consenso dei coniugi (art. 169);
  • se non vi sono figli minori, l’alienazione è subordinata al consenso di entrambi i coniugi, salvo che i beni siano stati già dichiarati alienabili all’atto della costituzione del fondo patrimoniale.

La destinazione del fondo termina a seguito dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Se vi sono figli minori, il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio. In tal caso il giudice può dettare, su istanza di chi vi abbia interesse, norme per l’amministrazione del fondo.

Considerate le condizioni economiche dei genitori e dei figli e ogni altra circostanza, il giudice può altresì attribuire ai figli, in godimento o in proprietà, una quota dei beni del fondo (art. 171).

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo se è stata annotata a margine dell’atto di matrimonio, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità (Cass. S.U. 21658/2009).

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