HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2017

Articolo di

Lo sai che? Pensione col cumulo gratuito dei contributi nella Cassa Forense

> Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2017

Possibilità di sommare gratuitamente i contributi previdenziali versati in fondi diversi per ottenere la pensione anche per gli avvocati.

Pensione più facile per gli avvocati che possiedono contributi previdenziali versati in casse diverse, compresa la Gestione Separata: gli iscritti alla Cassa Forense, difatti, dal 2017 possono ottenere la pensione di vecchiaia, di anzianità, d’inabilità e ai superstiti sommando gratuitamente i contributi presenti in fondi differenti, grazie al nuovo cumulo gratuito istituito dalla Legge di bilancio.

Grazie al cumulo, difatti, la contribuzione presente in gestioni diverse è considerata unitariamente ai fini del diritto alla pensione; per quanto riguarda l’ammontare della pensione, invece, ogni cassa liquida la sua quota, in base ai contributi presenti. Il cumulo esisteva già da tempo, ma era utilizzabile solo per raggiungere la pensione di vecchiaia, d’inabilità e indiretta: non era possibile fruirne per i professionisti, o per chi già possedeva 20 anni di contributi in un unico fondo.

Diventa così, anche per gli avvocati, più semplice raggiungere la pensione, senza bisogno di utilizzare, per riunire i contributi, né la totalizzazione, che è gratuita ma comporta il ricalcolo contributivo dell’assegno, né la ricongiunzione, che prevede la riunione dei contributi in un’unica cassa, ma è notevolmente onerosa.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sul funzionamento di cumulo, totalizzazione e ricongiunzione e delle particolarità per gli avvocati.

Cumulo gratuito per gli avvocati

Il cumulo gratuito, per gli avvocati, consentirà, come abbiamo già detto, di raggiungere la pensione di vecchiaia, di anzianità, d’inabilità e ai superstiti. Grazie al cumulo, i contributi vengono sommati gratuitamente ai fini del diritto alla pensione, mentre, ai fini della misura ogni gestione deve liquidare la propria quota di pensione, in base alla contribuzione che risulta accreditata.

Ad esempio, se un avvocato vuole raggiungere la pensione di vecchiaia, ha necessità di un’età minima di 68 anni e di almeno 33 anni di contributi, nel biennio 2017-2018 (salvo facoltà di anticipo con penalizzazione): ipotizzando che l’interessato, avente il requisito d’età, possieda 23 anni di contributi nella Cassa Forense e 10 anni nell’Inps Fpld (fondo pensione lavoratori dipendenti), può ottenere la pensione di vecchiaia nella Cassa Forense. La cassa degli avvocati liquiderà la pensione in base ai 23 anni di contribuzione accreditata, mentre l’Inps liquiderà la pensione in base ai 10 anni lavorati come dipendente.

Cumulo gratuito: calcolo della pensione

Il cumulo non richiede il ricalcolo contributivo dell’assegno, ma il calcolo segue le regole proprie della gestione, considerando, però, tutta la contribuzione presente complessivamente in tutte le casse.

Ad esempio, se l’interessato possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, considerando sia i contributi Inps che quelli versati nella cassa professionale, ha diritto, nell’Inps, al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011.

Ricordiamo che il calcolo retributivo della pensione si basa sulla media delle ultime annualità di stipendio o reddito e sulle settimane di contribuzione accreditate sino al 31 dicembre 1992 (per la quota A di pensione) e sino al 31 dicembre 1995 (per i soggetti al calcolo misto, cioè per coloro che possiedono meno di 18 anni di contributi accreditati alla stessa data) o sino al 31 dicembre 2011 (per i cosiddetti retributivi puri, che possiedono oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995); le retribuzioni sono rivalutate secondo l’indice Foi. Il calcolo retributivo risulta molto più favorevole rispetto al calcolo contributivo, che invece si basa sui contributi effettivamente accreditati, trasformati in pensione da un coefficiente che cresce all’aumentare dell’età pensionabile, con una rivalutazione notevolmente più bassa.

Nella Cassa Forense, la quota modulare viene calcolata col sistema contributivo; la quota base della pensione è calcolata con un metodo simile al sistema retributivo utilizzato dall’Inps. In pratica, viene considerata la media dei redditi professionali (entro la soglia massima pensionabile), escluso l’ultimo (i redditi sono rivalutati per l’indice Foi dell’Istat), moltiplicata per il coefficiente 1,40% e per il numero di anni di contribuzione alla Cassa.

Cumulo gratuito: criticità

Il fatto che il cumulo non sia assoggettato al calcolo contributivo è senz’altro positivo per i lavoratori, ma diversi chiarimenti operativi devono ancora essere forniti, soprattutto in merito ai calcoli delle quote a carico delle casse professionali, a causa della difficile sostenibilità dei costi.

Inoltre, per quanto riguarda le tipologie di pensioni che possono essere ottenute, anche se diversi comunicati asseriscono che la pensione di anzianità, nella Cassa Forense, può essere raggiunta col cumulo, bisogna ricordare che il testo della Legge di bilancio parla delle seguenti pensioni:

  • vecchiaia;
  • inabilità;
  • pensione indiretta ai superstiti (la reversibilità, nel senso stretto del termine, non può essere ottenuta perché presuppone che la pensione sia già stata liquidata in capo al dante causa);
  • pensione anticipata.

In base al dettato della norma, dunque, non è possibile utilizzare il cumulo per le pensioni di anzianità, difatti è stata già esclusa, dagli esperti, la possibilità di accedere all’opzione donna (un vecchio regime sperimentale, ancora utilizzabile, che consente alle sole donne di accedere alla pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 57 anni e 7 mesi di età- 58 anni e 7 mesi per le autonome- se i requisiti sono maturati entro luglio 2016) fruendo di questo nuovo istituto.

In attesa di chiarimenti normativi, vediamo allora come funzionano ricongiunzione e totalizzazione nella Cassa Forense.

Ricongiunzione nella Cassa Forense

La ricongiunzione è della possibilità di riunire i contributi versati in fondi diversi in un’unica gestione. Non sono, però, semplicemente sommate quote diverse di pensione (come nel cumulo e nella totalizzazione) per il diritto al trattamento, ma tutti i contributi dell’interessato confluiscono nella gestione prescelta, come se fossero da sempre stati accreditati nel fondo di destinazione.

Ricongiunzione Cassa Forense: quota retributiva

Per calcolare il costo della ricongiunzione è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione, poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto.

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione, maggiorati degli interessi al 4,5%. Il costo della ricongiunzione può essere liquidato in un’unica soluzione o rateizzato, con l’applicazione degli interessi.

Totalizzazione Cassa forense

Con la totalizzazione, i contributi presenti in gestioni diverse sono sommati ai soli fini del diritto alla pensione, che si raggiunge, per tutte le casse, coi seguenti requisiti:

  • per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età più 20 anni di contributi; è applicata una finestra di 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti;
  • per la pensione  di anzianità: 40 anni e 7 mesi di contributi: è applicata una finestra di 21 mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Ogni gestione liquida, con il metodo interamente contributivo, la propria quota di trattamento. Si ha diritto al calcolo retributivo, non rivalutato, solo se si raggiunge un autonomo diritto alla pensione in una gestione facente capo all’Inps.

Ricongiunzione e totalizzazione: possibilità di recedere

La Legge di bilancio concede la possibilità, per chi ha una rateazione in corso per ricongiunzione, di recedere e ottenere la restituzione dei contributi versati; lo stesso vale per chi ha una domanda di totalizzazione non perfezionata. Chi, dunque, ha una ricongiunzione in corso e intende avvalersi del cumulo dovrà inviare alla cassa domanda di recesso ed otterrà la restituzione delle rate pagate. Devono però essere ancora definite le modalità operative per poter esercitare questa nuova facoltà.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK