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Lo sai che? Pubblicato il 18 dicembre 2016

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Lo sai che? Si può divorziare senza separazione?

> Lo sai che? Pubblicato il 18 dicembre 2016

Divorzio immediato; i casi in cui marito e moglie possono chiedere il divorzio senza doversi prima separare; la mancata consumazione del matrimonio ossia la mancanza di rapporti sessuali tra coniugi.

Esistono alcuni casi eccezionali in cui è possibile chiedere direttamente il divorzio senza prima separarsi. Tra questi il più noto è la «mancata consumazione del matrimonio»: non devono, cioè, esservi stati rapporti sessuali tra marito e moglie. Altri casi riguardano la condanna del coniuge per reati particolarmente gravi (anche se c’è stata l’assoluzione per vizio totale di mente). Inoltre è possibile chiedere il divorzio diretto a seguito della sentenza di modifica del sesso di uno dei due coniugi. In tutti questi casi di parla di divorzio immediato. Ma procediamo con ordine e prima di vedere più nel dettaglio tutti i casi in cui si può fare il divorzio senza la separazione, vediamo come e quando si può chiedere il divorzio.

Quando si può chiedere il divorzio?

Perché marito e moglie possano divorziare è necessario:

  • che si siano prima separati: la separazione può essere stata di comune accordo (cosiddetta separazione consensuale) oppure a seguito di una vera e propria causa (cosiddetta separazione giudiziale). La separazione consensuale, a sua volta, può avvenire: I) davanti al sindaco (solo se la coppia non ha figli ancora minorenni o portatori di handicap o maggiorenni non autosufficienti, e sempre che, oltre all’assegno di mantenimento, non siano previsti, tra gli accordi, trasferimenti di beni mobili o immobili); II) con la negoziazione assistita, ossia con un accordo firmato dai rispettivi avvocati; III) in tribunale, in una sola udienza davanti al Presidente del Tribunale;
  • che sia decorso un determinato lasso di tempo di riflessione tra la separazione e la domanda di divorzio (si parla, con vocaboli più tecnici, di «domanda di scioglimento del matrimonio» nel caso di precedente matrimonio civile; si parla invece di «domanda di cessazione degli effetti civile del matrimonio» nel caso di precedente matrimonio religioso, fatto cioè in chiesa).

Questo tempo è di 6 mesi se la separazione è stata consensuale (il termine decorre dalla data di firma dell’accordo in Comune o davanti agli avvocati oppure dall’udienza davanti al Presidente) oppure di 1 anno se la separazione è stata giudiziale (il termine decorre dalla prima udienza che, anche in questo caso, si svolge davanti al Presidente del Tribunale).

È possibile l’interruzione di tale termine. In particolare, il decorso del termine di separazione personale necessario per il divorzio si interrompe:

– in caso di riconciliazione tra i coniugi separati;

– con qualunque fatto interruttivo, sia esso una dichiarazione espressa o un comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione. Ad esempio la convivenza può interrompere il termine solo se non è temporanea, ma idonea a ricostituire concretamente il preesistente vincolo coniugale, nella sua essenza materiale e spirituale.

Il termine inizia nuovamente a decorrere da una nuova separazione legale.

Quando è possibile divorziare senza prima separazione

Oltre al caso di divorzio a seguito di precedente separazione legale protrattasi ininterrottamente per almeno 6 mesi (in caso di separazione consensuale) o 1 anno (in caso di separazione giudiziale), è possibile divorziare senza separarsi nei seguenti casi:

  • per mancata consumazione del matrimonio;
  • se si verificano determinate situazioni di carattere penale (che a breve vedremo);
  • a seguito di annullamento o scioglimento del matrimonio celebrato all’estero;
  • in caso di rettifica di attribuzione di sesso.

Mancata consumazione del matrimonio

Il più frequente caso in cui si può divorziare senza prima separarsi è quando uno dei due coniugi riesce a dimostrare di non avere mai avuto rapporti sessuali con l’altro da quando i due si sono sposati. Nell’ipotesi, invece, in cui i rapporti sessuali, prima sussistenti, si siano successivamente diradati sino a venire via via totalmente meno, ci si deve prima separare; tuttavia, se la mancanza dei rapporti è stata causata dalla volontà di uno dei due coniugi, si può chiedere a suo carico il cosiddetto addebito.

Se i rapporti sessuali non sono mai avvenuti sin dalla prima notte di nozze – a prescindere dai motivi, se fisici, psicologici o di volontà – si può chiedere lo scioglimento diretto del matrimonio, senza previa separazione e senza necessità di aspettare il decorso di alcun termine.

La richiesta di divorzio può essere avanzata anche dopo numerosi anni poiché non ci sono limiti di tempo per agire.

Non basta che marito e moglie dichiarino davanti al giudice di non aver mai avuto rapporti sessuali, ma devono anche provarlo. Ciò al fine di evitare che l’intesa tra i due possa servire per bypassare la legge.

Sicuramente il mezzo di prova più efficace è la verginità della moglie o l’incapacità del marito ad avere rapporti sessuali (cosiddetta impotenza coeundi): in entrambi i casi sarà necessaria una perizia medica.

Anche in assenza di tali prove, la dimostrazione dell’assenza di rapporti può essere fornita con ogni altro mezzo, anche per presunzioni che siano gravi precise e concordanti.

Sono possibili anche le testimonianze di terzi, sebbene questi non possano essere stati presenti nei momenti di intimità tra marito e moglie. Gli indizi desumibili dalle testimonianze riportate dalle persone informate dall’attore (testimoni de relato) vanno valutate insieme a diverse altre circostanze obiettive e soggettive, idonee a suffragarne il contenuto.

Un altro tipo di prova ritenuta rilevante è la dimostrazione della lontananza fisica tra i coniugi. La sola mancata coabitazione è un semplice indizio dell’inconsumazione del matrimonio.

Condanna per reati particolarmente gravi

Il primo caso di divorzio senza separazione riguarda l’ipotesi in cui uno dei due coniugi sia stato condannato per fatti penali rilevanti. In particolare l’altro coniuge può chiedere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, quando l’altro coniuge sia stato condannato per alcuni reati individuati precisamente dalla legge.

  1. I) dopo il matrimonio il coniuge è condannato con sentenza passata in giudicato (sia che tali fatti siano stati commessi prima o dopo il matrimonio):
  • all’ergastolo;
  • a una pena superiore a 15 anni, anche con più sentenze per uno o più delitti non colposi. Sono esclusi i reati politici e quelli commessi per particolari motivi di valore morale e sociale (valutazione che fa il giudice);
  1. II) il coniuge è condannato con sentenza passata in giudicato a qualsiasi pena detentiva per uno dei seguenti reati:
  • incesto;
  • violenza sessuale;
  • atti sessuali con minorenne;
  • corruzione di minorenne;
  • induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione;
  • omicidio volontario di un figlio o tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;

III) il coniuge è condannato con sentenza passata in giudicato a qualsiasi pena detentiva per uno dei seguenti delitti:

  • lesioni volontarie gravissime in danno del coniuge o dei figli;
  • violazione degli obblighi di assistenza familiare;
  • maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli;
  • circonvenzione di incapaci in danno del coniuge o di un figlio;
  1. IV) è pronunciata nei confronti del coniuge accusato di uno dei reati indicati al punto II) una sentenza di non luogo a procedere per estinzione se il tribunale chiamato a pronunciarsi sul divorzio ritiene che nei fatti commessi sussistono gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità;
  1. I) è pronunciata nei confronti del coniuge accusato di incesto una sentenza di proscioglimento o assoluzione per mancanza di pubblico scandalo.

In tutti i predetti casi il tribunale può pronunciare immediatamente il divorzio, senza passare per la fase della separazione.

Non si può però più chiedere il divorzio se:

  • è stato condannato per concorso in uno dei reati
  • oppure se ha ripreso a convivere con il coniuge condannato.

Nel caso in cui il coniuge colpevole sia stato però assolto o prosciolto per vizio totale di mente per i reati indicati al punto II), per poter procedere al divorzio il tribunale deve accertare l’inidoneità a mantenere o ricostruire la convivenza familiare.

Annullamento o scioglimento del matrimonio celebrato all’estero

Uno dei coniugi può domandare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio quando l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all’estero nuovo matrimonio.

Tale causa di divorzio, utilizzata spesso in passato, è venuta via via meno dopo l’introduzione del principio di riconoscimento automatico in Italia delle sentenze straniere, essendo possibile domandare agli uffici dello stato civile l’annotazione delle sentenze straniere di divorzio. Essa viene ancora utilizzata per quelle ipotesi di divorzio che, pur efficaci nello Stato in cui il coniuge straniero è cittadino, non possono essere riconosciute in Italia in base a quanto previsto dalle norme sul riconoscimento delle sentenze e dei provvedimenti stranieri.

Rettificazione dell’attribuzione di sesso

L’ultimo caso in cui è possibile chiedere il divorzio senza separazione è quando sia divenuta definitiva una sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso nei confronti di uno dei due coniugi, sulla base dell’attribuzione a uno di essi di un sesso diverso da quello che risultava nell’atto di nascita.

In tal caso, tuttavia, il divorzio non è automatico perché, se l’altro coniuge è d’accordo, il matrimonio può essere trasformato in un’unione civile tra persone dello stesso sesso (si legga Se cambio sesso durante il matrimonio, che succede?).

note

Autore immagine: 123rf com

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