HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Articolo di

Lo sai che? Posso testimoniare a mio favore?

> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Causa civile o penale: come dimostrare un fatto se non ci sono testimoni al di fuori dello stesso soggetto interessato che è parte del giudizio?

È possibile, in un processo civile o penale, testimoniare a proprio favore se non ci sono altri soggetti a conoscenza dei fatti o disponibili a recarsi davanti al giudice e dichiarare quanto hanno visto con i propri occhi? Come ci si fa a difendere se si è subito una truffa o un’altra ingiustizia senza che nessuno fosse presente? A queste domande tenteremo di dare una risposta articolata in questa breve scheda, ma prima la risposta immediata e secca: in una causa civile non è possibile, a chi è parte di questo, testimoniare in proprio favore; invece nel processo penale la vittima può fornire dichiarazioni al giudice che questi può assumere come prova della altrui colpevolezza se risultano verosimili. Ma procediamo con ordine.

Posso testimoniare a mio favore in una causa civile?

Facciamo un esempio. Immaginiamo di esserci accordati con una persona per venderle la nostra auto di seconda mano. Poiché il mezzo è piuttosto vecchio, l’avvisiamo che ci sono alcuni problemi di funzionamento: le spie vanno aggiustate perché fanno contatto, i finestrini si bloccano, la tappezzeria interna presenta alcune macchie e il motore necessita di revisione. Ciò nonostante, allettato dal buon prezzo, l’acquirente accetta l’affare e ci dà il primo dei tre assegni concordati. Senonché poi smette di pagarci le altre rate perché – sostiene – non l’avevamo avvisato circa i difetti del mezzo; insomma, ci contesta un illecito civile, il cosiddetto inadempimento contrattuale e, in forza di ciò, ci chiede una riduzione del prezzo.

Poiché non abbiamo scritto alcun contratto con l’espresso avviso circa i difetti di funzionamento e atteso che, all’atto dell’accordo, non erano presenti altre persone, come potremo dimostrare al giudice di aver ragione e di aver messo in guardia l’acquirente da tutti i problemi riscontrati?

Purtroppo, in questo caso, non possiamo essere testimoni dei fatti di causa. Così prevede il codice di procedura civile che esclude, alle parti costituite, di rilasciare dichiarazioni utilizzabili come prove. Tutto ciò che il giudice può fare è chiedere di sentire le parti perché rilascino informazioni: queste però servono solo a chiarirgli gli aspetti pratici della vicenda, ma non possono essere usate come argomenti di prova.

Ecco perché, in questi casi, è sempre necessario procedere – anche laddove la legge non lo stabilisca come un obbligo – alla firma di un contratto scritto dove possano essere indicati tutti gli aspetti dell’accordo e così avere la prova dell’intesa raggiunta con la controparte. Il contratto è prova documentale che potrà essere contestato solo disconoscendo la propria firma.

La prova testimoniale, nel processo civile, è concessa tuttavia anche ai parenti e ai familiari più stretti, purché questi siano stati presenti personalmente ai fatti (cosiddetti «testimoni oculari»): persino il coniuge, in regime di comunione legale dei beni, può testimoniare. Così dicasi per un collega di lavoro o un proprio dipendente. L’unico limite è per coloro che possono essere interessati a che la causa prenda una piega piuttosto che un’altra perché magari potrebbero essere coinvolti in un giudizio collegato o conseguente.

Non è possibile testimoniare su ciò che “si è sentito dire da altri”. Così, non ha valore la dichiarazione del testimone (cosiddetto testimone indiretto) che riferisca di conoscere un determinato fatto solo perché gli è stato detto da una delle parti in giudizio (altrimenti si travalicherebbe il divieto di legge di consentire la testimonianza ai soggetti coinvolti in causa). Ben potrebbe essere, però, che i fatti gli siano stati riferiti da soggetti terzi, estranei al giudizio; ma in tal caso il giudice dovrà valutare con estrema attenzione l’attendibilità del testimone.

Posso testimoniare a mio favore in una causa civile?

Diverso è il discorso nel processo penale dove la vittima – e solo la vittima – può essere testimone dell’offesa subita. Diversamente non si arriverebbe mai alla punizione di reati che si consumano “a tu per tu” come la violenza sessuale, la concussione, l’estorsione, ecc.

Immaginiamo di aver subito un raggiro da un venditore il quale ci ha chiesto un sostanzioso acconto per la vendita di un bene che, in realtà, non era di sua proprietà. Come possiamo dimostrare di essere stati truffati? Le nostre dichiarazioni, a seguito di denuncia, potranno essere portate all’attenzione del giudice che, valutata l’attendibilità di quanto da noi detto (che non deve essere in contrasto con le altre risultanze del processo) potrà arrivare a un giudizio di colpevolezza solo sulla scorta di tale testimonianza.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK