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Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2017

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Lo sai che? Cosa sono le residenze sanitarie assistenziali?

> Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2017

Le residenze assistenziali sanitarie vengono, spesso, confuse con le case di riposo. Ma non è proprio così. Vediamo a chi sono destinate e quali sono i servizi offerti.

 

 

Rsa: cosa sono le Residenze assistenziali sanitarie?

Le residenze assistenziali sanitarie (Rsa) sono strutture di ospitalità a tempo indeterminato o temporaneo. In sostanza, si tratta di istituti di ricovero, pubblici o privati. Si distinguono, quindi, sia dall’ospedale sia dalla casa di cura – i quali sono rivolti a pazienti sofferenti di una patologia acuta – ma anche dalla casa di riposo, che è destinata ad anziani almeno parzialmente autosufficienti.

Accolgono persone anziane non autosufficienti che, pertanto, non sono più in grado di rimanere al proprio domicilio, a causa delle loro condizioni di salute e della mancanza di autonomia. I ricoveri possono essere temporanei o a tempo indeterminato.

Rsa: cosa offrono le Residenze assistenziali sanitarie ?

La Rsa devono, secondo la normativa vigente, offrire alcuni servizi di base:

  • una sistemazione residenziale ma con un’impronta il più possibile domestica, organizzata in modo da rispettare il bisogno individuale di riservatezza e di privacy, stimolando al tempo stesso la socializzazione tra gli ospiti: in parole semplici, il paziente ricoverato deve, pur trovandosi in una struttura paramedica, sentirsi a casa, conducendo uno stile di vita che sia il più possibile somigliante a quello che aveva presso la sua abitazione;
  • tutti gli interventi medici, infermieristici e riabilitativi necessari a prevenire e curare le malattie croniche e le loro eventuali riacutizzazioni;
  • un’assistenza individualizzata, orientata alla tutela e al miglioramento dei livelli di autonomia, al mantenimento degli interessi personali e alla promozione del benessere.

Rsa: come sono organizzate le Residenze assistenziali sanitarie?

I modelli di organizzazione variano soprattutto in base alla regione, anche sulla base di precise indicazioni del ministero della Salute, secondo il quale devono essere realizzate preferibilmente all’interno del tessuto urbano esistente, in zone ben collegate dai mezzi pubblici, per evitarne l’isolamento.

La loro capacità ricettiva deve variare da 20 a 120 posti, suddivisi in nuclei (o moduli) da 20 ospiti ciascuno [1].

Un quarto dei moduli disponibili va riservato alle demenze. Alcune Rsa dispongono di un «Nucleo Alzheimer», cioè di un’area dedicata a soggetti con disturbi cognitivi e del comportamento: esso viene strutturato con criteri particolari, in modo da costruire intorno al paziente un ambiente che faciliti l’orientamento.

Rsa: come si accede?

Le Rsa possono essere:

  • pubbliche (del Comune o della Asl),
  • private convenzionate,
  • private.

Per richiedere l’accesso ad una Rsa pubblica o convenzionata, bisogna rivolgersi alla Asl o al Servizio sociale del quartiere di residenza i quali si occupano di riconoscere la condizione di non autosufficienza. L’ammissione nella struttura è subordinata al rilascio di una richiesta del medico di base o del medico ospedaliero, seguita dalla sottoposizione ad una visita dell’Unità Valutativa Geriatrica (è una commissione multidisciplinare che ha il compito di rilasciare la dichiarazione di non autosufficienza dell’anziano, di valutarne i bisogni e di elaborare un progetto individualizzato che stabilisce le forme di intervento più adeguate per ogni singolo caso, valutando anche l’esistenza dei requisiti per il ricovero in struttura dell’anziano) e dall’inserimento in un’apposita lista di attesa.

Il costo delle prestazioni fornite dalla Rsa pubblica o accreditata è a carico del Ssn e varia a seconda del livello di assistenza prestato. Tuttavia, può essere previsto, a carico dell’utente, il pagamento di una quota ulteriore per il servizio alberghiero il cui importo varia a seconda delle disposizioni normative regionali.

Il pagamento della retta dipende dal reddito della persona e del suo nucleo familiare: non a caso, se le condizioni economiche del paziente sono precarie, vengono debitamente accertate e il Comune di residenza può intervenire e farsi carico del pagamento totale o parziale della retta. Ad ogni modo, il paziente che fruisce di assegno di accompagnamento lo mantiene durante il periodo del ricovero.

Rsa: chi ci lavora?

Le figure principali che lavorano nelle Rsa sono:

  • il responsabile sanitario della struttura che ha compiti di coordinamento;
  • il medico di medicina generale che assicura l’assistenza medica, la quale può anche essere prestata dal medico di base scelto dall’assistito;
  • l’infermiere professionale;
  • l’assistente domiciliare e dei servizi tutelari per l’assistenza alla persona;
  • ci possono essere fisioterapisti, terapisti occupazionali e animatori;
  • altre figure professionali sanitarie (fisiatra, geriatra, psicologo, ecc…) che possono essere messe a disposizione dalla Asl.

note

[1] D.P.C.M. 22.12.1989.

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