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Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

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Lo sai che? Assicurazione auto scaduta: incidente nei primi 15 giorni

> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Che succede se l’assicurazione non viene rinnovata dopo i primi 15 giorni e in questo arco di tempo il conducente compie un incidente stradale per il quale ha colpa?

Se la polizza assicurativa rc auto scade, essa resta ugualmente valida fino a 15 giorni dalla scadenza, sia che l’automobilista la rinnovi, sia che non lo faccia. Pertanto, se l’automobilista non assicurato compie un incidente stradale entro i primi 15 giorni dalla scadenza del contratto, questi è ugualmente coperto dall’assicurazione anche se, in quest’arco di tempo, non provvede a rinnovare la polizza. A chiarirlo è una sentenza di poche ore fa della Cassazione [1].

La legge prevede una “ultrattività” dell’assicurazione sull’auto di 15 giorni. In altri termini, una volta scaduto il contratto di assicurazione, la polizza resta valida per altri 15 giorni onde dare all’automobilista il tempo per provvedere al rinnovo. A questo punto possono verificarsi due diverse ipotesi:

  • se, durante tali 15 giorni, l’automobilista compie un incidente, la parte danneggiata viene indennizzata dall’assicurazione del responsabile che (ancora) non ha rinnovato la polizza;
  • se invece l’incidente si verifica dal 16 giorno successivo alla scadenza del contratto, l’automobilista non è più coperto dall’assicurazione e gli eventuali danni provocati dall’incidente sono a suo carico. O meglio: la parte danneggiata viene pagata dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada e il Fondo, a sua volta, si rivale nei confronti dell’automobilista responsabile e senza assicurazione.

Assicurazione scaduta, anche se non la rinnovi più, nei primi 15 giorni sei coperto

La sentenza della Cassazione in commento chiarisce qualcosa che, spesso, sfugge. L’ultrattività della polizza nei primi 15 giorni opera a prescindere dal fatto che, in tale periodo, il proprietario del mezzo rinnovi il contratto. Egli potrebbe anche non farlo. Se non lo fa, si ha che:

  • tutti gli incidenti nei primi 15 giorni restano ugualmente coperti dall’assicurazione;
  • mentre quelli dal 16mo giorno in poi non lo sono più.

La Suprema Corte non fa che interpretare l’articolo del codice civile [2] dedicato proprio al mancato pagamento del premio dell’assicurazione. Articolo che distingue svariate ipotesi. Osserviamole singolarmente.

Mancato pagamento del primo premio o dell’unica rata

Il codice stabilisce:

«Se il contraente non paga il premio o la prima rata di premio stabilita dal contratto, l’assicurazione resta sospesa fino alle ore 24 del giorno in cui il contraente paga quanto è da lui dovuto».

Questa ipotesi si riferisce ai casi in cui l’automobilista non paghi la prima rata della polizza rc auto o dell’intero premio nel caso di pagamento in un’unica soluzione. In tal caso il contratto di assicurazione resta sospeso fino alle ore 24 del giorno in cui ha effettuato il versamento.

Per esempio: il 1° febbraio, Tizio si reca all’assicurazione a firmare una polizza rc auto; concorda un pagamento in due rate semestrali. Senonché non paga la prima rata. Vi provvede solo il 15 febbraio. In tal caso l’assicurazione inizia a valere dal 16 febbraio e tutti gli incidenti avvenuti prima di questa data sono “scoperti”: in pratica devono essere pagati dall’automobilista con il suo portafogli.

Mancato pagamento delle rate successive alla prima

Il codice stabilisce:

«Se alle scadenze convenute il contraente non paga i premi successivi [al primo, ndr], l’assicurazione resta sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza».

Qui il codice si riferisce a quanto abbiamo chiarito nell’articolo: l’assicurazione resta in vita per i successivi 15 giorni dalla scadenza del contratto, sia che l’automobilista provveda – in tale termine – a pagare il premio, sia che non lo faccia. Se non lo fa, però, gli incidenti dal 16mo giorno in poi sono a suo carico

Mancato pagamento entro 6 mesi dalla scadenza del contratto

In ultimo il codice stabilisce quanto segue:

«Nelle ipotesi previste dai due commi precedenti il contratto è risoluto di diritto se l’assicuratore, nel termine di sei mesi dal giorno in cui il premio o la rata sono scaduti, non agisce per la riscossione; l’assicuratore ha diritto soltanto al pagamento del premio relativo al periodo di assicurazione in corso e al rimborso delle spese. La presente norma non si applica alle assicurazioni sulla vita».

note

[1] Cass. sent. n. 26104/16 del 19.12.2016.

[2] Art. 1901 cod. civ.

Autore immagine: Laleggepertutti.it/Palumbo

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 20 luglio - 19 dicembre 2016, n. 26104 Presidente Chiarini – Relatore Scrima

Svolgimento del processo

Nel 2008 P. Z., in proprio e nella sua qualità di legale rappresentante della P.Z. Impianti s.n.c., conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Brescia, INA Assitalia S.p.A., deducendo che: aveva concluso con la società convenuta una polizza di responsabilità civile il 22 febbraio 2002, con scadenza al 17 novembre 2002; il 20 novembre 2003, all'interno di un cantiere dove operava la P.Z. Impianti era avvenuto un grave incidente in cui era deceduto il lavoratore M. V.; lo Z., quale "titolare della ditta P.Z. s.n.c." era stato ritenuto colpevole del reato di omicidio colposo e condannato dal giudice penale a versare alle parti civili una provvisionale di euro 150.000,00 e all'INAIL l'importo di euro 170.000,00. Tanto premesso, l'attore chiedeva l'accertamento della validità ed efficacia della polizza e di essere tenuto indenne dall'INA Assitalia da tutte le pretese risarcitorie dei terzi. La società assicuratrice convenuta si costituiva, eccependo che la polizza non era operativa perché scaduta il 17 novembre 2003. In corso di causa l'attore sosteneva che il contratto era efficace, in quanto il sinistro era avvenuto entro i quindici giorni dalla scadenza, durante la sospensione ex art. 1901 c.c. mentre la convenuta evidenziava che il pagamento del premio era avvenuto non nei quindici giorni di sospensione, bensì il 26 maggio 2004, quando la garanzia non era più operativa. Il Tribunale adito, con sentenza depositata il 29 settembre 2010, rilevava che, non trattandosi del pagamento del primo premio bensì di quello dell'annualità successiva, si era verificata la sospensione dell'efficacia del contratto ex art. 1901 c.c., l'incidente era avvenuto nel termine di ultrattività del contratto ma il pagamento del premio da parte di P.Z. Impianti era avvenuto dopo che erano trascorsi sei mesi dalla scadenza, di talché il contratto si era risolto ex lege e rigettava la domanda. Avverso tale decisione P. Z., in proprio e nella dedotta qualità, proponeva gravame, cui resisteva INA Assitalia S.p.A.. La Corte di appello di Brescia, con sentenza depositata il 15 ottobre 2013, rigettava l'impugnazione e condannava gli appellanti in solido alle spese di quel grado di giudizio. Avverso la sentenza della Corte di merito la P.Z. Impianti S.r.l. in persona dell'amministratore unico legale rappresentante P. Z. nonché quest'ultimo in proprio hanno proposto ricorso per cassazione, illustrato da memoria, sulla base di quattro, recizus cinque, motivi (essendo stata omessa la numerazione in relazione al motivo di cui a p. 16 del ricorso). L'intimata INA Assitalia S.p.A. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo i ricorrenti censurano la sentenza impugnata nella parte in cui la Corte di merito, pur riconoscendo la validità del primo periodo di polizza e che il sinistro si è verificato entro i quindici giorni successivi e, quindi, nel periodo di ultrattività della polizza, "discostandosi da una corretta interpretazione della disciplina in materia, e con ciò traendo delle conseguenze giuridiche che contraddicono la corretta interpretazione della norma", avrebbe fatto "discendere dagli accadimenti successivi del contratto l'inefficacia anche del periodo di ultrattività del primo periodo, che nell'interpretazione della Corte ... verrebbe travolto dalla risoluzione di diritto del contratto conseguente al mancato pagamento del successivo periodo assicurativo". Ad avviso dei ricorrenti l'interpretazione operata dalla Corte territoriale si porrebbe in contrasto con il contenuto dell'art. 1901 c.c., che prevederebbe che il primo periodo di vigenza della polizza abbia, dopo la sua scadenza naturale, una ultrattività di quindici giorni e solo dopo tale periodo si determinerebbero gli effetti stabiliti dal secondo comma di detta norma, fermo restando che i quindici giorni di ultrattività sarebbero comunque "sotto garanzia, perché riferiti alla validità del primo periodo, e non alle sorti di quello successivo". Tale interpretazione, secondo i ricorrenti, sarebbe confermata da quanto previsto dall'art 3 delle condizioni di polizza nonché dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui, in caso di risoluzione del contratto a norma del terzo comma dell'art. 1901 c.c., l'effetto retroattivo della risoluzione si produce non dalla scadenza del premio ma dallo spirare del periodo di tolleranza. In conclusione, ad avviso dei ricorrenti, la Corte di merito avrebbe dovuto ritenere sussistente la copertura assicurativa di polizza, "essendosi il sinistro verificato nel periodo di ultrattività del primo periodo di polizza, valido ed efficace, in applicazione della corretta interpretazione dell'art 1901 cod. civ., dell'art. 1458 cod. civ. e dell'art. 3 co. 2 Condizioni Generali e Particolari di polizza, così come interpretate dalle sentenze di legittimità" richiamate in ricorso. 1.1. Il motivo è fondato. Questa Corte già con la sentenza. 13/10/1975, n. 3310 ha affermato che il mancato pagamento, da parte dell'assicurato, di un premio successivo al primo determina, ai sensi dell'art 1901, secondo comma, c.c., la sospensione della garanzia assicurativa non immediatamente, ma dopo il decorso del cosiddetto periodo di tolleranza o di rispetto e, cioè, di quindici giorni dalla scadenza del premio medesimo; questo principio opera indipendentemente dal verificarsi del pagamento del premio dovuto entro l'indicato periodo, ed anche in caso di protrarsi dell'inadempienza dell'assicurato e di eventuale successiva risoluzione di diritto del contratto, a norma dell'art 1901, terzo comma c.c., nel senso che l'effetto retroattivo di tale risoluzione si produrrà non dalla scadenza del premio, ma dallo spirare del periodo di tolleranza. Tale principio è stato successivamente confermato con le sentenze di legittimità, n. 25 del 5/01/1981, n. 17 del 08/01/1987 (v. anche Cass. n. 18525 del 3/09/2007) e, in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, con le sentenze n. 5882 del 13/11/1979, n. 9572 del 01/10/1997 e n. 15801 del 06/07/2009. Ritiene la Corte che da tale orientamento non vi è motivo di discostarsi e rileva che nel caso all'esame anche l'art. 3 delle condizioni generali di polizza, riportato testualmente nell'illustrazione del motivo, è in linea con l'interpretazione operata in questa sede della norma di cui al secondo comma dell'art. 1901 c.c.. 2. Dall'accoglimento del primo motivo di ricorso resta assorbito l'esame degli ulteriori motivi proposti. 3. Va pertanto accolto il primo motivo del ricorso, va dichiarato assorbito l'esame degli altri motivi; la sentenza impugnata va cassata in relazione al motivo accolto e la causa va rinviata, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Brescia, in diversa composizione, che si atterrà al principio sopra riportato.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, dichiara assorbito l'esame degli altri motivi; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Brescia, in diversa composizione.

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