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Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

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Lo sai che? Come dimostrare l’esistenza di un debito

> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

O meglio… Come dimostrare l’esistenza di un credito, visto che la prova della morosità deve essere fornita dal creditore e non dal debitore.

Ci ha scritto un lettore chiedendoci «come dimostrare l’esistenza di un debito». In verità, chi ritiene di non avere alcun debito non è tenuto a dimostrare di aver già pagato o di non aver pendenze. È piuttosto il creditore a dover provare l’esistenza del proprio diritto se vuol ottenere, attraverso il tribunale, tutela.

Facciamo un esempio per chiarirci meglio le idee.

Immaginiamo che una persona chieda a un imbianchino di intonacargli il salotto. Al termine del lavoro, il proprietario dell’appartamento gli consegna un assegno a pagamento dell’importo concordato. Senonché, dopo un po’ di tempo, arriva una lettera da parte dell’avvocato dell’artigiano, il quale sostiene che il proprio cliente non è stato pagato per intero e che avanza ancora una trance. Se il debitore dovesse resistere alla richiesta, spetterebbe all’imbianchino andare dal giudice e dimostrare che l’accordo, stretto tra le parti, prevedeva il pagamento di una somma superiore a quella riportata sull’assegno. In assenza di tali prove, il presunto creditore perderà la causa e dovrà anche pagare le spese processuali.

Se però il creditore dovesse, ad esempio, dimostrare di aver svolto, due settimane prima, un lavoro per la casa al mare dello stesso committente e che l’assegno gli era stato in verità consegnato a copertura di tale incarico, le cose cambiano. Allora, spetterà al debitore dimostrare le proprie ragioni come, ad esempio, di aver già pagato i precedenti lavori oppure che – negli accordi tra le parti – l’assegno si riteneva a copertura della pittura del salotto della casa in città.

La regola che abbiamo appena spiegato va sotto il nome dell’onere della prova. In buona sostanza, chi chiede la tutela di un proprio diritto (ad esempio, il diritto di credito) deve dimostrare i fatti a fondamento dello stesso. Se ci riesce, spetta all’altro soggetto in causa provare ulteriori fatti che estinguono o modificano il diritto dimostrato dall’avversario.

 

Come dimostrare un credito?

Detto ciò, la giusta impostazione del problema del recupero crediti è quella di mettersi dalla parte del creditore poiché è a questi che spetta la patata bollente dell’onere della prova. Come dimostrare il proprio credito? La prova privilegiata è certamente un documento scritto che può essere un contratto o una dichiarazione del debitore in cui ammette (espressamente o in modo tacito) il proprio debito. Si pensi ad esempio al caso in cui, ricevuta una diffida da parte del creditore, il debitore chieda più tempo per poter adempiere: in tal moto quest’ultimo ha implicitamente riconosciuto la morosità perché non l’ha espressamente contestata.

Ma nella gran parte dei casi, i contratti (specie quelli di modico valore) non vengono stipulati per iscritto, ma avvengono oralmente, pratica certamente lecita e riconosciuta dall’ordinamento. A questo punto, il credito deve essere dimostrato in altro modo, come ad esempio con testimoni o con altre presunzioni (ad esempio, il fatto che il debitore abbia utilizzato l’oggetto venduto o la prestazione eseguita dal creditore).

Se, tuttavia, il creditore è in possesso di una prova scritta, può ottenere un decreto ingiuntivo, un ordine di pagamento del tribunale che obbliga il debitore a pagare entro 40 giorni. La prova scritta può essere anche la stessa fattura emessa dal creditore. Chiaramente, trattandosi di un atto emesso in modo unilaterale da chi ha eseguito la prestazione o ha venduto il bene, il debitore potrà opporsi (opposizione che può essere esercitata entro 40 giorni dalla sua notifica).

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

stefano reggiani

9 gennaio 2017 alle 13:43

Interessante. . . .

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