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Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2016

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Lo sai che? Bollo auto: come sapere se è prescritto?

> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2016

Ecco come calcolare i termini di prescrizione del bollo auto: regole ed esempi.

Il bollo auto si prescrive dopo tre anni purché, entro tale termine, non sia stato notificato al contribuente un sollecito di pagamento dalla Regione (o dall’Agenzia delle Entrate) o una cartella da Equitalia. Ma da quando decorre il termine di prescrizione? Il termine triennale non decorre dal momento in cui la tassa è dovuta, bensì dal 1° gennaio dell’anno successivo. Per esempio: per il calcolo della prescrizione del bollo 2016, occorre partire dal 1° gennaio 2017; di conseguenza i tre anni scadono il 31 dicembre 2019.

Atti interruttivi della prescrizione del bollo auto

Affinché il bollo auto possa considerarsi prescritto e quindi non dovuto, è però necessario che durante l’arco temporale di tre anni, la Regione o l’Agenzia delle Entrate non abbiano notificato al contribuente alcuna richiesta di pagamento, la quale avrebbe altrimenti l’effetto di interrompere la prescrizione e farla decorrere da capo a partire dal giorno successivo.

Per esempio: se il bollo auto 2016 si prescrive il 31 dicembre 2019, ma la Regione invia un sollecito di pagamento o un avviso di accertamento nel 2017, la prescrizione si compie nel 2020.

Dunque l’avviso di accertamento della Regione o la cartella esattoriale di Equitalia devono essere notificate al contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

La notifica oltre tale termine comporta la nullità dell’atto per intervenuta prescrizione e quindi estinzione del tributo.

Calcolo prescrizione bollo auto: data di spedizione o notifica della cartella?

Per capire se la Regione o Equitalia hanno rispettato il termine di prescrizione, bisogna guardare alla data in cui hanno notificato l’atto o a quella in cui esso è stato ricevuto dal contribuente? La risposta è in una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso [1], secondo cui ai fini del computo della prescrizione, non rileva il momento della consegna dell’avviso di accertamento all’ufficio postale, bensì la data di ricezione del plico da parte del destinatario.

In altri termini, la Regione non può dire di aver rispettato i termini di prescrizione solo perché ha consegnato l’atto all’ufficio postale prima della scadenza dei tre anni.

L’atto di accertamento del bollo auto non soggiace alla regola prevista per gli atti processuali, secondo cui la notifica si perfeziona per il notificante nella data di consegna dell’atto all’ufficiale postale o all’ufficiale giudiziario, e per il destinatario nella data di ricezione dello stesso.

Secondo i giudici, infatti, ai fini della prescrizione, «l’unico termine da considerare è quello del giorno in cui il plico è giunto al destinatario». D’altronde è questo l’unico momento in cui il contribuente è messo nella condizione di conoscere l’esistenza dell’eventuale credito, per cui, se l’atto gli arriva quando il credito è già estinto, è evidente come lo stesso non possa più ritenersi dovuto.
Per esempio: se il bollo auto 2016 scade il 31 dicembre 2019 e la Regione spedisce l’avviso di accertamento il 29 dicembre ma l’atto perviene al destinatario il 1 gennaio 2020, sono decorsi i termini di prescrizione e il bollo auto non è più dovuto.

note

[1] CTP Campobasso, sent. n. 726/01/16.

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