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Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2016

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Lo sai che? Devo far passare nella mia proprietà le tracce Telecom?

> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2016

La legge impone ai proprietari di consentire il passaggio di cavi telefonici, per soddisfare l’interesse dell’intera collettività. Vediamo come nel dettaglio.

Il proprietario di un immobile ha l’obbligo di far passare le tracce Telecom nulla sua proprietà. Il dovere in questione deriva direttamente dalla legge e, in particolare, dal Codice delle comunicazioni elettroniche, che disciplina dettagliatamente la questione. Il codice tratta anche del passaggio nelle proprietà private degli impianti della fibra ottica, che negli ultimi anni sta collegando tutta Italia. Il gestore del servizio, in ogni caso, non può arrecare alcun danno all’edificio coinvolto, né impedire il libero utilizzo di quest’ultimo.

Il passaggio delle tracce Telecom nella proprietà privata

Il Codice delle comunicazioni elettroniche impone precisi obblighi al proprietario, che è costretto a consentire il passaggio di tracce telefoniche all’interno del suo immobile [1]. In particolare, la legge afferma espressamente che i fili e i cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra degli edifici pubblici e privati sia ai lati degli stessi (nelle parti in cui non ci sono finestre o altre aperture di vario genere). In pratica, il diritto di proprietà del singolo cittadino viene limitato direttamente dalla legge stessa. Lo scopo è quello di garantire un servizio di pubblica utilità, quale quello svolto dagli enti gestori delle reti telefoniche (come la Telecom). La proprietà privata, quindi, viene limitata per il vantaggio di tutta la collettività.

Il proprietario inoltre (così come il condominio):

  • non può opporsi all’appoggio di antenne e sostegni oppure al passaggio di condutture, fili o altri impianti che siano necessari a soddisfare le richieste degli inquilini o degli altri condomini (in pratica, se l’affittuario o il condomino richiede determinati servizi alla Telecom, il proprietario dell’immobile o il condominio devono consentire l’installazione di tutti gli impianti necessari);
  • deve consentire al personale dell’ente gestore di entrare nella sua proprietà per installare, riparare o provvedere alla manutenzione degli impianti.

L’obbligo di far passare la fibra ottica

Negli ultimi anni, in tutta Italia si sta provvedendo all’installazione della rete in fibra ottica, che permette di raggiungere una connessione internet molto più veloce e stabile del normale. Al giorno d’oggi, quindi, sono frequenti i casi di proprietari costretti a fare i conti con questa nuova esigenza collettiva. Nel 2015, un intervento legislativo [2] ha introdotto nuove disposizioni nel Codice delle comunicazioni elettroniche, affermando che:

  • per garantire lo sviluppo della propria rete di fibra ottica, il personale dell’ente (ad esempio della Telecom) può accedere a tutte le parti comuni del condominio per «installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee e simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza»;
  • l’ente che eroga il servizio può installare a sue spese tutti gli elementi necessari allo sviluppo della rete in fibra ottica (fili, cavi, ecc.) esternamente, internamente o in appoggio agli immobili di proprietà privata, a condizione che non venga pregiudicato l’aspetto estetico dell’edificio e, ovviamente, che non sia causato alcun danno.

Le tutele per il proprietario

In tutti i casi (sia che si tratti di fibra ottica o di cavi telefonici normali) la Telecom (o qualsiasi altro operatore) può agire in giudizio per far cessare qualsiasi comportamento del proprietario che ostacoli l’installazione, la riparazione e la manutenzione degli impianti. Il proprietario, inoltre, non ha diritto ad alcuna indennità per tutto quanto si è detto. Tuttavia, la legge lo tutela affermando che:

  • l’ente gestore del servizio deve provvedere a sue spese a riportare le parti dell’edificio nello stato in cui si trovavano prima dell’intervento; inoltre lo stesso gestore si accolla tutti gli oneri per la riparazione dell’immobile, qualora sia stato causato un danno;
  • i cavi, i fili e tutti gli impianti non possono in alcun modo impedire il libero uso dell’immobile privato o condominiale.

La servitù di passaggio delle tracce telefoniche

Al di fuori dei casi appena descritti, la legge afferma che il passaggio con appoggio di fili, cavi ed impianti viene esercitato previa costituzione di un vero e proprio diritto di servitù sull’immobile privato, con concessione di un’indennità al proprietario dello stesso. La servitù può essere costituita:

  • con accordo scritto tra la Telecom (o un altro gestore) e il proprietario;
  • coattivamente, tramite un provvedimento amministrativo o una sentenza del giudice che imponga al privato di far passare le tracce telefoniche.

In ogni caso, comunque, l’esercizio della servitù deve essere il meno pregiudizievole possibile per il proprietario dell’immobile. Inoltre, quest’ultimo può chiedere al gestore la rimozione o lo spostamento degli impianti telefonici (cavi, fili, antenne, ecc.), qualora voglia provvedere ad innovazioni o riparazioni sul proprio edificio. Ad esempio, se il privato vuole abbattere un muro o fare qualunque innovazione nella propria casa, può chiedere alla Telecom di rimuovere o spostare gli impianti di telefonia o della fibra ottica che passano nella sua proprietà.

note

[1] Artt. 90, 91 e 92, D.Lgs. n. 259/2003.

[2] Art. 6-ter, comma 1, D.L. n. 133/2014, conv. in L. n. 164/2014: sono stati così introdotti i commi 4-bis e 4-ter dell’art. 91, D.Lgs. n. 259/2003.

Il proprietario di un immobile ha l’obbligo di far passare le tracce telefoniche o la rete in fibra ottica all’interno della sua proprietà.

In ogni caso, non potrà subire alcun danno né essere pregiudicato nell’utilizzo dell’immobile stesso.

Se vuole fare innovazioni sul proprio edificio, può chiedere alla Telecom di rimuovere o spostare gli impianti che passano nella sua proprietà.

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