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Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2016

Lo sai che? Certificato medico di malattia: si può uscire la domenica?

> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2016

Il lavoratore deve restare a casa 7 giorni su 7 per un’eventuale visita fiscale. Ma cosa rischia se non rispetta la reperibilità? Può essere licenziato?

In malattia da lunedì a venerdì e al mare il fine settimana? Se il sabato e la domenica sono compresi nel periodo di malattia per cui è stato rilasciato il certificato medico, la reperibilità del lavoratore presso il suo domicilio deve essere completa, cioè 7 giorni su 7, pena la decurtazione dello stipendio o, in alcuni casi, il licenziamento.

Quindi, quando è stato chiesto ed ottenuto un certificato medico di malattia non si può uscire la domenica ma bisogna restare a disposizione di un’eventuale visita fiscale dell’Inps, che – teoricamente – può suonare al citofono del lavoratore malato anche nei giorni festivi.

Come si ottiene il certificato medico di malattia

Il lavoratore, al momento in cui si presenta la malattia, deve effettuare una visita di controllo presso il proprio medico di base per ottenere il certificato medico di malattia. Se il periodo in cui il dipendente si dovrà assentare dal lavoro è inferiore a 10 giorni, il certificato viene rilasciato da un qualsiasi medico curante, anche privato. Se invece il periodo di malattia è superiore a 10 giorni, il certificato deve essere rilasciato da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

Il certificato medico di malattia viene inviato dal dottore telematicamente all’Inps. Il dipendente dovrà avere a disposizione il numero di protocollo identificativo, qualora gli venisse chiesto dall’azienda. Ma non dovrà avere copia cartacea del certificato in quanto, appunto, viene inviato telematicamente dal medico curante all’Inps e dall’Istituto al datore di lavoro. A meno che il certificato sia stato rilasciato da un medico non abilitato all’invio telematico, come il caso del Pronto soccorso, per citare il più comune.

A questo punto, il lavoratore è tenuto a restare a casa durante il periodo di malattia anche la domenica. Il suo datore di lavoro, infatti, può chiedere all’Inps di effettuare una visita fiscale in qualsiasi momento, compreso il week end. Non solo nel caso in cui non si fidi del lavoratore ma anche per verificare, sempre online, le condizioni di salute del dipendente e l’avanzamento della sua guarigione.

Malattia: gli orari della visita fiscale

Gli orari della visita fiscale non sono gli stessi per i dipendenti pubblici e per quelli privati.

I lavoratori statali hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7 (quindi la domenica non si può uscire) negli orari compresi tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18.

I dipendenti privati devono farsi trovare a casa per un’eventuale visita fiscale dell’Inps 7 giorni su 7 (anche qui salta la domenica al mare) tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19.

Non hanno obbligo di reperibilità i dipendenti con patologie gravi che richiedano terapie salvavita, che hanno avuto un infortunio sul lavoro, che soffrono di malattie per le quali è riconosciuta la causa di servizio, o i dipendenti per i quali nel periodo considerato hanno già avuto una visita fiscale.

La persona incaricata della visita fiscale esamina il certificato medico di malattia ed effettua una visita al lavoratore. In seguito a questa visita, può prolungare il periodo di malattia per un massimo di altre 48 ore oppure può prescrivere un’ulteriore visita medica specialistica.

Conclusa la visita fiscale, viene compilato un verbale informatico da trasmettere in tempo reale all’Inps e da rendere disponibile al datore di lavoro che ha richiesto la visita (l’azienda può chiederne fino a 50 e sin dal primo giorno di malattia se coincide con un giorno immediatamente successivo o antecedente una giornata non lavorativa). Una copia viene rilasciata anche al lavoratore.

Visita fiscale: che succede se il medico non mi trova in casa

Appurato che quando si ha un certificato medico di malattia non si può uscire la domenica, che succede se proprio quel giorno l’Asl o l’Inps bussano alla porta del dipendente ma non lo trovano in casa? Cosa rischia il lavoratore?

Innanzitutto, il medico incaricato della visita fiscale lascia ad una persona presente in casa del lavoratore oppure nella cassetta della posta un avviso con l’invito a presentarsi il giorno successivo (non festivo) per una visita ambulatoriale. Successivamente, comunica  l’assenza del dipendente all’Inps, il quale, a sua volta, farà altrettanto con il datore di lavoro.

Se il lavoratore non si presenta alla visita ambulatoriale, l’Inps lo fa sapere immediatamente al datore di lavoro ed il dipendente avrà 10 giorni di tempo per giustificare il suo comportamento.

Il datore di lavoro può applicare una sanzione disciplinare, se prevista dal contratto nazionale di categoria. Ma, addirittura, il lavoratore può essere licenziato per inadempienza agli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro [1].

Il lavoratore perde il diritto al 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia. In pratica, in quel periodo di tempo non viene pagato. In caso di assenza alla seconda visita fiscale, oltre alla sanzione appena citata, lo stipendio dei giorni successivi viene decurtato del 50% (in pratica dall’11esimo giorno di malattia). Se il dipendente è ancora recidivo e non si fa trovare ad una terza visita fiscale, perde l’indennità economica da parte dell’Inps da quel momento fino al termine del periodo di malattia [2].

note

[1] Cass. sez. lavoro, sent. n. 3226/2008.

[2] Corte Cost., sent. n. 78/1988.

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