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Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

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Lo sai che? Si può difendere il diritto d’autore su giochi elettronici e app

> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

Come tutelare il diritto d’autore su giochi elettronici e app prodotte in un paese Ue. Come acquisire diritti d’autore per vidogiochi prodotti da altri.

Il diritto d’autore su app e videogiochi

Secondo la legge, in generale, il diritto d’autore si estende anche ai videogiochi, come definiti dalla Corte di Cassazione [1].

Le norme di riferimento sono il codice civile [2], la legge speciale sul diritto d’autore [3] ed il regolamento di esecuzione [4]. Tuttavia la materia è in corso di riforma integrale a seguito della emanazione della Direttiva Crm – Collective right management – o Direttiva Barnier [5], la quale doveva essere recepita entro il 10 Aprile 2016 anche in Italia, mentre il disegno di legge ancora oggi è in corso di discussione nelle commissioni parlamentari competenti.

La nuova norma prevede che i titolari di opere protette possano scegliere liberamente il soggetto a cui affidare la gestione dei propri diritti d’autore, conferendo mandato ad un qualsiasi organismo di gestione collettiva – Cmo ovvero Collective management organization – o ad altro ente di gestione indipendente stabilito nell’Unione Europea.

Le leggi nazionali di recepimento, già approvate in alcuni paesi europei, devono affidare ad un copyright office governativo il coordinamento e la supervisione degli enti di gestione collettiva, per dare uniformità di utilizzo della normativa a tutti i soggetti interessati: enti collettivi, titolari dei diritti, utilizzatori, Isp, consumatori.

 

Disciplina europea uniforme per il diritto d’autore su opere informatiche

Il diritto d’autore sarà disciplinato uniformemente in tutta Europa, tuttavia al momento esiste già una legislazione vigente in alcuni paesi Ue, mentre in Italia ancora non è stata definita compiutamente.

In assenza di una norma italiana, per il momento, la soluzione per tutelare il diritto di autore su videogiochi e app prodotti in un paese Ue, potrebbe essere quella di creare una società operativa nel paese di produzione, cui cedere i diritti d’autore dei videogiochi creati e che poi li affidi ad un ente di gestione collettiva, come per altro già fatto anche da famosi artisti italiani.

Un secondo problema è quello delle modalità di acquisizione di diritti d’autore, che, ovviamente, potranno essere acquisiti solo attraverso la tipologia giuridica del contratto di cessione dei diritti d’autore, che, al momento, in Italia, gode di particolare favore a livello fiscale, anche se sarebbe sempre opportuno, qualora i diritti d’autore da acquisire fossero posizionati all’estero, confrontarsi con le legislazioni estere di riferimento, prima di procedere alla stipula definitiva.

Articolo tratto da una consulenza del dr. Mauro Finiguerra.

note

[1] Cass. sent. n. 1204/1999.

[2] Artt. 2575- 2583.

[3] L. n. 633/1941.

[4] Contenuto nel R.D. n. 1369 del 1942.

[5] Direttiva 2014/26/UE.

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