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Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

Lo sai che? Come bloccare un fermo amministrativo

> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

Ecco tutti i possibili rimedi per bloccare un fermo amministrativo eseguito dall’agente della riscossione.

Il fermo amministrativo su veicoli e motocicli è uno degli strumenti più utilizzati dall’esattore per spingere i contribuenti a pagare.

Trascorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento senza alcun pagamento, il concessionario può inviare al contribuente moroso una comunicazione preventiva al fermo. Dopo altri trenta giorni, in assenza di pagamenti, viene automaticamente iscritto il fermo sui beni del contribuente.

In alternativa al pagamento, la legge prevede altri rimedi per bloccare l’iscrizione del fermo amministrativo. Vediamo quali sono e come richiederli.

Qual è il termine per bloccare un fermo amministrativo?

Nel caso di mancato pagamento di una cartella di pagamento, l’agente della riscossione può disporre il fermo di alcuni beni del debitore, cioè di automobili, motocicli, autoscafi e aeromobili [1].

La procedura di iscrizione del fermo inizia con la notifica al debitore di una comunicazione preventiva, con la quale il destinatario viene informato che, in caso di mancato pagamento del debito entro trenta giorni, verrà iscritto il fermo nel pubblici registri, senza ulteriori avvisi.

Il veicolo sottoposto al fermo non può circolare. Se il veicolo viene utilizzato nonostante il fermo, si rischia una multa da 776 a 3.111 euro e la confisca del veicolo [2].

Quindi il termine per bloccare l’iscrizione del fermo è di trenta giorni dalla notifica.

Decorsi trenta giorni, il fermo viene iscritto e se ne possono solo sospendere gli effetti. In altre parole il fermo formalmente rimane iscritto, ma il veicolo può circolare.

Per una guida generale sul fermo leggi l’articolo Fermo amministrativo di Equitalia: i limiti.

Sospensione legale della riscossione

In determinati casi previsti dalla legge, il contribuente può ottenere la sospensione legale della procedura esattoriale, e quindi anche del fermo, mediante l’invio di una semplice istanza diretta al concessionario [3].

Questa istanza, che va documentata, determina automaticamente la sospensione della riscossione quando è dovuta a:

  • prescrizione e decadenza del credito vantato dall’esattore;
  • precedente provvedimento di sospensione o sgravio emesso dall’ente creditore (comuni, Agenzia delle Entrate, Inps);
  • sentenza che annulla il debito o provvedimento di sospensione giudiziale;
  • pagamento del debito.

Il contribuente dunque può evitare la iscrizione del fermo amministrativo sui suoi beni inviando al concessionario l’istanza per la sospensione legale.

Istanza di rateazione dei debiti esattoriali

Il contribuente che voglia evitare l’iscrizione del fermo da parte dell’esattore, può presentare una istanza di rateazione dei debiti che sono presupposto del fermo stesso.

Infatti, dopo la richiesta di rateazione del debito [3], l’agente della riscossione non può proseguire le azioni cautelari ed esecutive.

Ciò comporta che, se la richiesta di rateazione viene presentata entro trenta giorni dalla notifica del preavviso di fermo, il fermo non può essere iscritto. Vengono invece fatti salvi i fermi già iscritti, ma gli effetti sono sospesi: con il veicolo si può circolare.

L’agente della riscossione ha nuovamente il potere di iscrivere il fermo se:

  • la richiesta di rateazione non viene accolta;
  • il debitore decade dalla rateazione, a causa del mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive.

Veicolo strumentale alla attività di impresa o professionale

Equitalia non può iscrivere il fermo quando il debitore dimostra, entro trenta giorni dalla notifica del preavviso, che il veicolo è strumentale alla attività di impresa o della professione.

Quindi, ad esempio, può evitare l’iscrizione del fermo:

  • l’agente di commercio per l’autovettura usata per lo svolgimento della attività;
  • una impresa edile per un escavatore utilizzato in cantiere.

Spetta al contribuente provare che il bene è strumentale, fornendo all’agente della riscossione documenti idonei quali la fattura di acquisto del mezzo e il registro dei beni ammortizzabili. Per un approfondimento su questa ipotesi consulta l’articolo Come togliere il fermo amministrativo.

Presentare ricorso-reclamo

Il preavviso di fermo amministrativo è un atto impugnabile.

Il ricorso va proposto alla commissione tributaria se il debito ha natura fiscale, al giudice del lavoro se l’esattore agisce per conto dell’Inps e al giudice di pace se la procedura riguarda multe stradali [5].

Nel caso dei debiti tributari di importo inferiore a 20.000 euro, il ricorso ha anche gli effetti di un reclamo e apre la fase cosiddetta di mediazione tributaria [6].

Ebbene, anche la presentazione del ricorso-reclamo comporta automaticamente il blocco delle misure cautelari e esecutive, tra le quali è compreso il fermo amministrativo.

Rottamazione delle cartelle

Infine, il fermo amministrativo può essere bloccato grazie alla presentazione dell’istanza di rottamazione delle cartelle, che paralizza tutte le procedure di Equitalia [7].

Anche in questo caso, l’agente della riscossione ha il divieto di iscrivere il fermo se la domanda di rottamazione viene presentata entro trenta giorni dalla notifica del preavviso di fermo. Se presentata oltre tale termine, il fermo non viene cancellato ma i suoi effetti vengono sospesi, con possibilità di circolare con il veicolo.

Per una guida completa alla rottamazione vai all’articolo Rottamazione cartelle Equitalia 2016-2017, cosa cambia.

note

[1] Art. 86 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[2] Art. 214 D.Lgs. 30.04.1992 n. 285.

[3] Art. 1 commi 537-543 L. 24.12.2012 n. 228.

[4] Art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[5] Cass. sent. n. 11816/2015 dell’08.06.2015.

[6] Art. 17-bis D.Lgs. 31.12.546 n. 546.

[7] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

Cassazione civile, sez. VI, 08/06/2015,  n. 11816

La cognizione dell’opposizione a cartella esattoriale relativa alla riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie riconducibili a violazioni del codice della strada, configurata come opposizione all’esecuzione (nella specie proposta per sopravvenuta prescrizione del diritto all’esazione), spetta alla competenza del giudice di pace, così come la cognizione dell’opposizione al verbale di accertamento presupposto, non rilevando la circostanza che la parte abbia proposto l’opposizione dopo aver ricevuto il preavviso di fermo amministrativo.

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