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Miscellanea Pubblicato il 22 dicembre 2016

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Miscellanea Legge di Bilancio 2017 – L. n. 232 del 21 dicembre 2016 [parte 3]

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Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21 dicembre 2016, n. 297 la prima «legge di Bilancio», ossia la legge n. 11 dicembre 2016, n. 232. Ecco il testo [parte 3].

  1. Ferme restando le priorita’ di cui alle lettere a) e b) del

comma 499, qualora l’entita’ delle richieste pervenute dalle regioni e dalle province autonome superi l’ammontare degli spazi disponibili, l’attribuzione e’ effettuata a favore degli enti che presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo di amministrazione.

  1. In sede di prima applicazione, nell’anno 2017, i termini di

cui ai commi 497 e 499 sono, rispettivamente, il 20 febbraio e il 15 marzo.

  1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 9 della legge 24

dicembre 2012, n. 243, e in coerenza con il patto di cui alla legge 23 dicembre 2014, n. 190, al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti, per gli anni dal 2017 al 2030, sono assegnati alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10 della citata legge n. 243 del 2012, spazi finanziari nell’importo di 70 milioni di euro per ciascuna provincia nell’anno 2017 e 50 milioni di euro annui per ciascuna provincia negli anni dal 2018 al 2030.

  1. Il concorso della regione Trentino-Alto Adige e delle province

autonome di Trento e di Bolzano, in termini di saldo netto da finanziare a decorrere dall’esercizio 2017 e in termini anche di indebitamento netto a decorrere dal 2018, previsto dall’articolo 79 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, puo’ essere assicurato attraverso contributi posti a carico dei medesimi enti da corrispondere anche mediante compensazioni a valere su somme dovute dallo Stato a qualsiasi titolo, con esclusione dei residui passivi perenti e compresi i gettiti arretrati inerenti a devoluzioni di tributi erariali, previa intesa tra ciascun ente e il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 30 aprile di ogni anno.

  1. Le disposizioni dei commi 502 e 503 del presente articolo sono

approvate ai sensi e per gli effetti dell’articolo 104 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670.

  1. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di

fabbisogno e di indebitamento netto derivanti dal comma 502, pari a 50 milioni di euro nel 2017, a 73 milioni di euro nel 2018, a 98 milioni di euro nel 2019, a 103 milioni di euro nel 2020, a 101 milioni di euro nel 2021, a 100 milioni di euro annui dal 2022 al 2030, a 65 milioni di euro nel 2031, a 38 milioni di euro nel 2032 e a 12 milioni di euro nel 2033, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

  1. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano

che non sanciscono l’intesa regionale disciplinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 10, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, si applicano, nell’esercizio al quale si riferisce la mancata intesa, le sanzioni di cui al comma 475, lettere c) ed e), del presente articolo.

  1. Qualora gli spazi finanziari concessi in attuazione delle

intese e dei patti di solidarieta’ previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 10, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non siano totalmente utilizzati, l’ente territoriale non puo’ beneficiare di spazi finanziari nell’esercizio finanziario successivo.

  1. Qualora l’ente territoriale beneficiario di spazi finanziari

concessi in attuazione delle intese e dei patti di solidarieta’ previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 10, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non effettui la trasmissione delle informazioni richieste dal medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, non puo’ procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbia adempiuto.

  1. In applicazione del punto 1 dell’Accordo in materia di finanza

pubblica con il Governo, sottoscritto in data 20 giugno 2016, la Regione siciliana garantisce un saldo positivo non inferiore ad euro 577.512.000 per l’anno 2017 e un saldo non negativo a decorrere dall’anno 2018, calcolato secondo le modalita’ di cui al comma 466. In caso di inadempienza, si applicano le sanzioni di cui ai commi 475 e 476. Alla Regione siciliana non si applicano le disposizioni in materia di patto di stabilita’ interno in contrasto con le disposizioni del presente comma.

  1. Al fine di riqualificare la spesa regionale e favorire il

progressivo incremento della spesa destinata agli investimenti, la Regione siciliana provvede, in attuazione del punto 2 dell’Accordo sottoscritto con il Governo in data 20 giugno 2016, a realizzare, per gli anni dal 2017 al 2020, riduzioni strutturali della spesa corrente in misura non inferiore al 3 per cento per ciascun anno rispetto all’anno precedente. Qualora in un anno la riduzione sia maggiore del 3 per cento, la parte eccedente puo’ essere portata in diminuzione della riduzione dell’anno successivo. Resta fermo che la riduzione della spesa corrente non puo’ in nessun caso essere inferiore al 2 per cento annuo. Tale riduzione avviene mediante una compressione degli impegni di parte corrente risultanti dal consuntivo dell’anno precedente, a parita’ di funzioni attribuite alla regione, e al netto delle esclusioni elencate al punto 2 del citato Accordo.

  1. La riduzione della spesa di cui al comma 510 e’ realizzata

attraverso le modalita’ di cui al punto 3 dell’Accordo con la Regione siciliana sottoscritto in data 20 giugno 2016. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato verifica annualmente, previa certificazione regionale, il rispetto dei saldi di bilancio di cui al comma 509 e il rispetto delle riduzioni strutturali della spesa corrente regionale prevista al punto 2 dell’Accordo sottoscritto in data 20 giugno 2016 tra il Governo e la Regione siciliana; con la stessa cadenza la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica verifica, previa certificazione regionale, il rispetto delle misure regionali previste al punto 3 del predetto Accordo.

  1. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo annuale di

riduzione degli impegni di spesa di parte corrente di cui al comma 510, il Ministero dell’economia e delle finanze, anche per il tramite dell’Agenzia delle entrate – Ufficio struttura di gestione, e’ autorizzato a trattenere il corrispettivo importo dello sforamento a valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla Regione siciliana.

  1. La Regione siciliana, ai sensi dell’articolo 31, comma 3, del

decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, nelle more dell’applicazione delle modalita’ attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali di perequazione e di solidarieta’ per le regioni a statuto speciale ai sensi dell’articolo 27, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42, pone in essere le azioni necessarie affinche’ gli enti locali del territorio regionale si sottopongano, anche ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, alle rilevazioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard poste in essere dalla SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico Spa, nelle modalita’ previste dalle norme richiamate a partire dalla prossima rilevazione.

  1. In applicazione delle norme di attuazione dello Statuto della

Regione siciliana in materia finanziaria, approvate dalla Commissione paritetica in data 3 ottobre 2016, viene assegnato alla Regione siciliana un importo pari a 6,74 decimi per l’anno 2017 e pari a 7,10 decimi a decorrere dall’anno 2018 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) determinata con riferimento al gettito maturato nel territorio regionale, mediante attribuzione diretta da parte della struttura di gestione, individuata dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 22 maggio 1998, n. 183, nei modi e nei tempi da definire con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, adottato previa intesa con la Regione.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

effettuare, con proprio decreto, le conseguenti variazioni di bilancio.

  1. A decorrere dall’anno 2018, nel caso in cui il regime di cui

all’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, introdotto dall’articolo 1, comma 629, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, venga prorogato, la Regione siciliana versa, entro il 30 ottobre di ciascun anno e fino alla scadenza della proroga, al capo X, capitolo n. 3465, articolo 1, dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, l’importo di 285 milioni di euro annui. In mancanza del predetto versamento nei termini previsti dai commi da 509 a 534 del presente articolo, il Ministero dell’economia e delle finanze, anche per il tramite dell’Agenzia delle entrate – Ufficio struttura di gestione, e’ autorizzato a trattenere il corrispettivo importo a valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla Regione.

  1. Sono restituiti alla regione Valle d’Aosta gli accantonamenti

effettuati per gli anni dal 2012 al 2015, ai sensi dell’articolo 15, comma 22, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dell’articolo 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e non sono applicati nei confronti della stessa regione gli accantonamenti previsti dalla predetta normativa a decorrere dall’anno 2017.

  1. In attuazione del punto 7 dell’Accordo firmato il 21 luglio

2015 tra il presidente della regione Valle d’Aosta e il Ministro dell’economia e delle finanze, a definitiva compensazione della perdita di gettito subita, per gli anni dal 2011 al 2014, dalla regione Valle d’Aosta nella determinazione dell’accisa di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), della legge 26 novembre 1981, n. 690, e’ attribuito alla medesima regione l’importo complessivo di 448,8 milioni di euro da corrispondere nell’importo di 74,8 milioni di euro per l’anno 2017, di 65,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022 e di 45 milioni di euro per l’anno 2023.

  1. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la regione Friuli

Venezia Giulia procedono, mediante intesa da raggiungere entro il 30 giugno 2017, alla verifica della misura degli accantonamenti effettuati nei confronti della regione Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell’articolo 1, commi 711, 712 e 729, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per gli anni dal 2012 al 2015, per effetto delle modifiche intervenute rispetto all’anno 2010 in materia di imposizione locale immobiliare.

  1. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica e

per la salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica, con l’intesa di cui al comma 519 sono definite le modalita’ alternative di concorso della regione Friuli Venezia Giulia per gli anni dal 2016 al

  1. Nelle more dell’intesa di cui al periodo precedente, in

applicazione del principio di equita’ sostanziale, con riferimento all’incremento del carico fiscale sostenuto nei comuni del restante territorio nazionale, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a recuperare il maggior gettito comunale connesso alle modifiche intervenute rispetto all’anno 2010 in materia di imposizione locale immobiliare, provvisoriamente quantificato nell’importo pari a 72 milioni di euro annui salvo conguaglio, mediante corrispondente riduzione delle somme a qualsiasi titolo spettanti alla regione.

  1. Il comma 456 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.

190, e’ sostituito dal seguente: «456. In considerazione degli effetti positivi sul proprio disavanzo, derivante dal trasferimento dei debiti di cui al comma 454, nel titolo primo della spesa del bilancio della regione Piemonte e’ costituito un fondo, allocato su un apposito capitolo di spesa del bilancio gestionale, con una dotazione annua di 151 milioni di euro per l’anno 2015, di 222.500.000 euro per l’anno 2016 e di 218.309.385 euro a decorrere dall’anno 2017 e fino all’esercizio 2045, per il concorso agli oneri assunti dalla gestione commissariale».

  1. Il comma 521 determina oneri pari a 4.190.615 euro per

ciascuno degli anni dal 2017 al 2045.

  1. Al comma 458 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.

190, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:

«e risulti pagata l’ultima rata dell’ammortamento delle anticipazioni di liquidita’»;

  1. b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Le risorse

residue al 31 dicembre 2016 sulla contabilita’ speciale della gestione commissariale derivanti dall’applicazione del comma 456 e inerenti al contributo ivi disciplinato, sono trasferite al bilancio della regione Piemonte. A valere sulle relative entrate la regione consegue un valore positivo del saldo di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243».

  1. Nel caso in cui il pagamento dei debiti certi, liquidi ed

esigibili alla data del 31 dicembre 2013 risulti inferiore rispetto alle anticipazioni di liquidita’ ricevute a tal fine dalle regioni beneficiarie ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, nonche’ dalla gestione commissariale istituita dall’articolo 1, commi da 452 a 458, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le risorse eccedenti possono essere utilizzate per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

  1. Ciascuna amministrazione pubblica interessata fornisce formale

certificazione al Tavolo tecnico di cui all’articolo 2 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, dell’avvenuto pagamento dei rispettivi debiti di cui al comma 524 del presente articolo e delle relative registrazioni contabili entro il 28 febbraio 2017.

  1. Le somme ricevute a titolo di anticipazione di liquidita’ per

il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013 e alla data del 31 dicembre 2014, non rendicontate entro il 31 marzo 2017, costituiscono oggetto di estinzione anticipata entro la data del 30 giugno 2017, da parte delle regioni e delle province autonome.

  1. Al comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014,
  2. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.

89, al primo e al terzo periodo, la parola: «2019» e’ sostituita dalla seguente: «2020».

  1. Al comma 680 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.

208, al primo periodo, le parole: «2018 e 2019» sono sostituite dalle seguenti: «2018, 2019 e 2020» e, al secondo periodo, dopo le parole: «modalita’ di acquisizione delle risorse da parte dello Stato,» sono inserite le seguenti: «inclusa la possibilita’ di prevedere versamenti da parte delle regioni interessate,».

  1. Al comma 13-duodecies dell’articolo 8 del decreto-legge 19

giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «Il riparto del contributo fra le regioni e le province autonome e’ effettuato sulla base della proposta formulata dalle regioni e dalle province autonome in sede di auto-coordinamento, anche tenendo conto delle elaborazioni fornite dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle finanze, da approvare entro il 30 settembre di ciascun anno mediante intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano».

  1. Le anticipazioni di tesoreria, concesse, per gli esercizi 2013

e precedenti, alle regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 77-quater del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per assicurare mensilmente il finanziamento della spesa sanitaria e non regolate alla data di entrata in vigore della presente legge a valere sulle somme della compartecipazione all’IVA assegnate alle regioni per i medesimi esercizi, si intendono trasferimenti definitivi alle regioni a titolo di compartecipazione all’IVA, nei limiti dell’importo dei residui passivi perenti relativi a trasferimenti per la compartecipazione all’IVA iscritti nel conto del patrimonio al 31 dicembre 2016.

  1. Alle sistemazioni contabili derivanti dall’applicazione del

comma 530 provvede, per lo Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze con proprio decreto. Le relative registrazioni contabili sono riportate nel rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2016.

  1. Le sistemazioni contabili derivanti dall’applicazione del

comma 530 del presente articolo sono registrate dalle regioni nelle scritture contabili dell’esercizio 2016, e non rilevano ai fini del saldo individuato dall’articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

  1. All’articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo il

comma 8 sono inseriti i seguenti: «8-bis. Al fine di favorire il monitoraggio del ciclo completo delle entrate e delle spese, le amministrazioni pubbliche ordinano gli incassi e i pagamenti al proprio tesoriere o cassiere esclusivamente attraverso ordinativi informatici emessi secondo lo standard Ordinativo Informatico emanato dall’Agenzia per l’Italia digitale (AGID), per il tramite dell’infrastruttura della banca dati SIOPE gestita dalla Banca d’Italia nell’ambito del servizio di tesoreria statale. Le modalita’ con cui enti e tesorieri scambiano gli ordinativi informatici con l’infrastruttura SIOPE sono definite da apposite regole di colloquio definite congiuntamente con l’AGID e disponibili nelle sezioni dedicate al SIOPE del sito internet istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. I tesorieri e i cassieri non possono accettare disposizioni di pagamento con modalita’ differenti da quelle descritte nel periodo precedente. 8-ter. Con decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, sentite la Conferenza unificata e l’AGID, sono stabiliti le modalita’ e i tempi per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 8-bis».

  1. In virtu’ dell’articolo 51, secondo comma, della legge

costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e’ attribuita alla regione Friuli-Venezia Giulia, a decorrere dal 1º gennaio 2017, l’imposta sulle formalita’ di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richieste al pubblico registro automobilistico, avente competenza nel territorio regionale, di cui all’articolo 56 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e ad essa sono versate le relative entrate. La regione Friuli-Venezia Giulia puo’ disciplinare, nei limiti previsti dal decreto legislativo n. 446 del 1997, l’imposta di cui al periodo precedente, ivi compresa la denominazione della medesima. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina regionale continua a trovare applicazione la normativa vigente in ciascuna provincia, con attribuzione del gettito direttamente alla regione Friuli-Venezia Giulia.

  1. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le

imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 6, dopo il comma 15 e’ aggiunto il seguente:

«15-bis. Le autobotti e le bettoline utilizzate per il trasporto di prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo sono munite di sistemi di tracciamento della posizione e di misurazione delle quantita’ scaricate. Con determinazione del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono stabiliti i termini e le modalita’ di applicazione della predetta disposizione»;

  1. b) all’articolo 8, comma 1, primo periodo, sono aggiunte, in

fine, le seguenti parole: «presso il proprio deposito. I prodotti sottoposti ad accisa ricevuti in regime sospensivo sono separatamente detenuti e contabilizzati rispetto a quelli assoggettati ad accisa ricevuti nel medesimo deposito»;

  1. c) all’articolo 12, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente

periodo: «Alle autobotti e alle bettoline utilizzate per il trasporto di prodotti assoggettati ad accisa si applicano le disposizioni dell’articolo 6, comma 15-bis»;

  1. d) all’articolo 18, comma 1, dopo le parole: «e presso i

destinatari registrati» sono inserite le seguenti: «nonche’ presso gli altri impianti soggetti a denuncia» e dopo le parole: «del destinatario registrato» sono inserite le seguenti: «ovvero degli altri soggetti obbligati alla denuncia»;

  1. e) l’articolo 23 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 23 (Depositi fiscali di prodotti energetici). – 1. Il regime del deposito fiscale e’ consentito:

  1. a) per le raffinerie e per gli altri stabilimenti di produzione

dove si ottengono i prodotti energetici di cui all’articolo 21, comma 2, ovvero i prodotti energetici di cui all’articolo 21, comma 3, ove destinati a carburazione e combustione, nonche’ i prodotti sottoposti ad accisa ai sensi dell’articolo 21, commi 4 e 5;

  1. b) per gli impianti petrolchimici.
  2. L’esercizio degli impianti di cui al comma 1 e’ subordinato al

rilascio della licenza di cui all’articolo 63.

  1. La gestione in regime di deposito fiscale puo’ essere

autorizzata, laddove sussistano effettive necessita’ operative e di approvvigionamento dell’impianto, per i depositi commerciali di gas di petrolio liquefatti di capacita’ non inferiore a 400 metri cubi e per i depositi commerciali di altri prodotti energetici di capacita’ non inferiore a 10.000 metri cubi.

  1. La gestione in regime di deposito fiscale puo’ essere, altresi’,

autorizzata per i depositi commerciali di gas di petrolio liquefatti di capacita’ inferiore a 400 metri cubi e per i depositi commerciali di altri prodotti energetici di capacita’ inferiore a 10.000 metri cubi quando, oltre ai presupposti di cui al comma 3, ricorra almeno una delle seguenti condizioni:

  1. a) il deposito effettui forniture di prodotto in esenzione da

accisa o ad accisa agevolata o trasferimenti di prodotti energetici in regime sospensivo verso Paesi dell’Unione europea ovvero esportazioni verso Paesi non appartenenti all’Unione europea, in misura complessiva pari ad almeno il 30 per cento del totale delle estrazioni di un biennio;

  1. b) il deposito sia propaggine di un deposito fiscale ubicato

nelle immediate vicinanze appartenente allo stesso gruppo societario o, se di diversa titolarita’, sia stabilmente destinato ad operare al servizio del predetto deposito.

  1. L’esercizio dei depositi fiscali autorizzati ai sensi dei commi

3 e 4 e’ subordinato al rilascio della licenza di cui all’articolo 63.

  1. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e’ negata ai soggetti nei

cui confronti, nel quinquennio antecedente la richiesta, sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, ovvero sentenza definitiva di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati di natura tributaria, finanziaria e fallimentare e per i delitti non colposi previsti dai titoli II, V, VII, VIII e XIII del libro secondo del codice penale, per i quali sia prevista la pena della reclusione. La predetta autorizzazione e’ altresi’ negata ai soggetti nei confronti dei quali siano in corso procedure concorsuali o siano state definite nell’ultimo quinquennio, nonche’ ai soggetti che abbiano commesso violazioni gravi e ripetute, per loro natura od entita’, alle disposizioni che disciplinano l’accisa, l’imposta sul valore aggiunto e i tributi doganali, in relazione alle quali siano state contestate sanzioni amministrative nell’ultimo quinquennio.

  1. L’istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione di cui ai

commi 3 e 4 e’ sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza conclusiva del procedimento penale, qualora nei confronti del soggetto istante sia stato emesso, ai sensi dell’articolo 424 del codice di procedura penale, decreto che dispone il giudizio per uno dei reati indicati nel comma 6.

  1. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 puo’ essere sospesa

dall’Autorita’ giudiziaria, anche su richiesta dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nei confronti del depositario autorizzato per il quale sia stato emesso, ai sensi dell’articolo 424 del codice di procedura penale, decreto che dispone il giudizio per reati di natura tributaria, finanziaria e fallimentare. L’autorizzazione di cui al primo periodo e’ in ogni caso sospesa dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli laddove venga pronunciata nei confronti del depositario autorizzato sentenza di condanna non definitiva, con applicazione della pena della reclusione, per reati di natura tributaria, finanziaria e fallimentare. Il provvedimento di sospensione ha effetto fino alla emissione della sentenza irrevocabile.

  1. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e’ revocata ai soggetti

nei cui confronti e’ stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, ovvero sentenza definitiva di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati di natura tributaria, finanziaria e fallimentare, per i quali sia prevista la pena della reclusione.

  1. La licenza di cui al comma 2 e’ negata, sospesa e revocata

allorche’ ricorrano rispettivamente le condizioni di cui ai commi 6, 8 e 9 e l’istruttoria per il rilascio e’ sospesa allorche’ ricorrano le condizioni di cui al comma 7.

  1. Nel caso di persone giuridiche e di societa’, l’autorizzazione

e la licenza sono negate, revocate o sospese, ovvero il procedimento per il rilascio delle stesse e’ sospeso, allorche’ le situazioni di cui ai commi da 6 a 10 ricorrano, alle condizioni ivi previste, con riferimento a persone che ne rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione, nonche’ a persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo.

  1. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli verifica la permanenza

delle condizioni previste dal comma 4 e, nel caso esse non possano ritenersi sussistenti, l’autorizzazione di cui al medesimo comma viene sospesa fino a quando non ne sia comprovato il ripristino entro il termine di un anno, alla scadenza del quale viene revocata. Contestualmente all’emissione del provvedimento di sospensione di cui al periodo precedente, viene rilasciata, su richiesta dell’esercente il deposito, la licenza di cui all’articolo 25, comma 4.

  1. Per il controllo della produzione, della trasformazione, del

trasferimento e dell’impiego dei prodotti energetici, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli puo’ prescrivere l’installazione di strumenti e apparecchiature per la misura e per il campionamento delle materie prime e dei prodotti semilavorati e finiti; puo’, altresi’, adottare sistemi di verifica e di controllo con l’impiego di tecniche telematiche ed informatiche.

  1. Negli impianti di cui ai commi 1, 3 e 4 dotati di un idoneo

sistema informatizzato di controllo in tempo reale del processo di gestione della produzione, detenzione e movimentazione dei prodotti, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli procede al controllo dell’accertamento e della liquidazione dell’imposta avvalendosi dei dati necessari alla determinazione della quantita’ e della qualita’ dei prodotti energetici rilevati dal sistema medesimo con accesso in modo autonomo e diretto.

  1. Nei recinti dei depositi fiscali non possono essere detenuti

prodotti energetici di cui all’articolo 21, comma 2, ad imposta assolta, eccetto quelli strettamente necessari per il funzionamento degli impianti, stabiliti per quantita’ e qualita’ dal competente ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

  1. Per i prodotti immessi in consumo che devono essere sottoposti

ad operazioni di miscelazione o a rilavorazioni in un impianto di lavorazione o di deposito, gestito in regime di deposito fiscale, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 13.

  1. La presente disposizione non si applica al gas naturale (codici

NC 2711 11 00 e 2711 21 00), al carbone (codice NC 2701), alla lignite (codice NC 2702) e al coke (codice NC 2704)».

  1. Per i depositi commerciali gestiti in regime di deposito

fiscale, di cui all’articolo 23 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come sostituito dal comma 535, lettera e), del presente articolo, le disposizioni del comma 4 del citato articolo 23, come sostituito dal comma 535, lettera e), del presente articolo, hanno effetto a decorrere dal terzo anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge.

  1. All’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente: «3-bis. Lo scontrino fiscale e la ricevuta fiscale contengono l’indicazione del numero di codice fiscale del cessionario o committente, se richiesto dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione».

  1. In attuazione di quanto disposto dal comma 537, con successivo

provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono adeguati i decreti che disciplinano il contenuto dello scontrino fiscale e della ricevuta fiscale.

  1. La disposizione di cui al comma 537 si applica alle operazioni

effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2018.

  1. A decorrere dal 1º gennaio 2018 i contribuenti, persone

fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, arte o professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale. Per partecipare all’estrazione e’ necessario che i contribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo le modalita’ di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

  1. La partecipazione all’estrazione a sorte di cui al comma 540

e’ consentita anche con riferimento a tutti gli acquisti di beni o servizi, effettuati fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, arte o professione, documentati con fattura, a condizione che i dati di quest’ultima siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010,

  1. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.

122, ovvero ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

  1. Al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento

elettronici da parte dei consumatori, la probabilita’ di vincita dei premi di cui al comma 540 e’ aumentata del 20 per cento, rispetto alle transazioni effettuate mediante denaro contante, per le transazioni effettuate attraverso strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito, di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

  1. Nelle more dell’attuazione delle misure di cui al comma 540, a

decorrere dal 1º marzo 2017, la lotteria nazionale e’ attuata, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, in via sperimentale limitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, arte o professione, effettuati dai contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito, di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

  1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di

concerto con il Ministro dello sviluppo economico, e’ emanato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento disciplinante le modalita’ tecniche relative alle operazioni di estrazione, l’entita’ e il numero dei premi messi a disposizione, nonche’ ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione della lotteria.

  1. Al fine di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale,

nonche’ di assicurare la tutela dei consumatori e garantire l’ordine pubblico, la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attivita’ di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o convenzione, dei sistemi per la loro emissione e’ punita, salvo che il fatto non costituisca reato, con l’inibizione della condotta e con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro, nonche’, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica, secondo le modalita’ stabilite dal comma 546, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi piu’ gravi, con l’oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione e’ stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e le altre autorita’ competenti effettuano i necessari accertamenti e interventi, agendo d’ufficio ovvero su segnalazione degli interessati. Non e’ comunque sanzionata la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attivita’ di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purche’ senza finalita’ commerciali.

  1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di

concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da emanare, sentite l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e la Societa’ italiana degli autori ed editori, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate, nel rispetto della normativa dell’Unione europea, le specificazioni e regole tecniche attuative del comma 545, in particolare al fine di aumentare l’efficienza e la sicurezza informatica delle vendite dei titoli di accesso mediante i sistemi di biglietterie automatizzate, nonche’ di assicurare la tutela dei consumatori.

  1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 23, comma 1, lettera g), dopo le parole: «non

residenti» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ quelli di cui all’articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo»;

  1. b) dopo l’articolo 55 e’ inserito il seguente:

«Art. 55-bis (Imposta sul reddito d’impresa). – 1. Il reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilita’ ordinaria, determinato ai sensi del presente capo, e’ escluso dalla formazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazione separata con l’aliquota prevista dall’articolo 77. Dal reddito d’impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate, a carico dell’utile di esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito del periodo d’imposta e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassazione separata al netto delle perdite residue computabili in diminuzione dei redditi dei periodi d’imposta successivi, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.

  1. In deroga all’articolo 8, comma 3, le perdite maturate nei

periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi. Le perdite non ancora utilizzate al momento di fuoriuscita dal regime di cui al presente articolo sono computabili in diminuzione dai redditi ai sensi dell’articolo 8, comma 3, considerando l’ultimo anno di permanenza nel regime come anno di maturazione delle stesse. Nel caso di societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice tali perdite sono imputate a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

  1. Le somme prelevate a carico dell’utile dell’esercizio e delle

riserve di utili, nei limiti del reddito dell’esercizio e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassazione separata e non ancora prelevati, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci costituiscono reddito d’impresa e concorrono integralmente a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.

  1. Gli imprenditori e le societa’ in nome collettivo e in

accomandita semplice in regime di contabilita’ ordinaria possono optare per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo. L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta, e’ rinnovabile e deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui e’ riferita la dichiarazione.

  1. L’applicazione del presente articolo esclude quella

dell’articolo 5 limitatamente all’imputazione e alla tassazione del reddito indipendentemente dalla sua percezione.

  1. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle

somme prelevate a carico delle riserve formate con utili dei periodi d’imposta precedenti a quello dal quale ha effetto tale articolo; le riserve da cui sono prelevate le somme si considerano formate prioritariamente con utili di tali periodi d’imposta»;

  1. c) all’articolo 116:

1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Opzioni per le societa’ a ristretta base proprietaria»; 2) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. In alternativa a quanto disposto dai commi 1 e 2, le societa’ ivi previste possono esercitare l’opzione per l’applicazione del regime di cui all’articolo 55-bis. Gli utili di esercizio e le riserve di utili derivanti dalle partecipazioni nelle societa’ che esercitano l’opzione di cui all’articolo 55-bis si considerano equiparati alle somme di cui al comma 3 dello stesso articolo».

  1. Per i soggetti che applicano le disposizioni di cui

all’articolo 55-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 547 del presente articolo, l’ammontare del contributo annuo dovuto dai soggetti di cui all’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233, e’ determinato senza tenere conto delle disposizioni di cui al citato articolo 55-bis.

  1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 84, comma 3, alinea, dopo il secondo periodo e’

inserito il seguente: «La limitazione si applica anche alle eccedenze oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96, relativamente agli interessi indeducibili, nonche’ a quelle di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativamente all’aiuto alla crescita economica»;

  1. b) all’articolo 88, comma 4-ter, il secondo periodo e’ sostituito

dal seguente: «In caso di concordato di risanamento, di accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del citato regio decreto n. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese, o di procedure estere a queste equivalenti, la riduzione dei debiti dell’impresa non costituisce sopravvenienza attiva per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo, di cui all’articolo 84, senza considerare il limite dell’ottanta per cento, la deduzione di periodo e l’eccedenza relativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e gli interessi passivi e gli oneri finanziari assimilati di cui al comma 4 dell’articolo 96 del presente testo unico»;

  1. c) all’articolo 172, comma 7, il quinto periodo e’ sostituito dal

seguente: «Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96 del presente testo unico, nonche’ all’eccedenza relativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;

  1. d) all’articolo 173, comma 10, dopo le parole: «Alle perdite

fiscali» sono inserite le seguenti: «, agli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96 del presente testo unico, nonche’ all’eccedenza relativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,»;

  1. e) all’articolo 181, comma 1, dopo le parole: «le perdite

fiscali» sono inserite le seguenti: «, l’eccedenza di interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96 del presente testo unico, nonche’ l’eccedenza relativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,».

  1. All’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

«2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ valutato mediante applicazione dell’aliquota percentuale di cui al comma 3 alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010»;

  1. b) il comma 2-bis e’ abrogato;
  2. c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. Dall’ottavo periodo d’imposta l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ fissata al 2,7 per cento. In via transitoria, per il primo triennio di applicazione, l’aliquota e’ fissata al 3 per cento; per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015, al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 l’aliquota e’ fissata, rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per cento, al 4,75 per cento e al 2,3 per cento»;

  1. d) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Per i soggetti diversi dalle banche e dalle imprese di assicurazione la variazione in aumento del capitale proprio non ha effetto fino a concorrenza dell’incremento delle consistenze dei titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni rispetto a quelli risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2010»;

  1. e) il comma 7 e’ sostituito dal seguente:

«7. Il presente articolo si applica anche al reddito d’impresa di persone fisiche, societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilita’ ordinaria».

  1. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212,

le disposizioni di cui al comma 550, lettere d) ed e), del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2015.

  1. Per i soggetti di cui all’articolo 1, comma 7, del

decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come sostituito dalla lettera

  1. e) del comma 550 del presente articolo, a partire dal periodo

d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2015, rileva, come incremento di capitale proprio, anche la differenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e il patrimonio netto al 31 dicembre 2010.

  1. La determinazione dell’acconto dovuto ai fini dell’imposta sui

redditi delle societa’ relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e’ effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui al comma 550.

  1. All’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002,
  2. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,
  3. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
  4. a) al primo periodo, le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituite

dalle seguenti: «1º gennaio 2017»;

  1. b) al secondo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sono

sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017»;

  1. c) al terzo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sono sostituite

dalle seguenti: «30 giugno 2017».

  1. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in

mercati regolamentati e dei terreni, edificabili o con destinazione agricola, rideterminati con le modalita’ e nei termini indicati dal comma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, come modificato dal comma 554 del presente articolo, le aliquote delle imposte sostitutive di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe all’8 per cento e l’aliquota di cui all’articolo 7, comma 2, della medesima legge e’ raddoppiata.

  1. I soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e

b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, possono, anche in deroga all’articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia, rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio e’ diretta l’attivita’ di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2015.

  1. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o

rendiconto dell’esercizio successivo a quello di cui al comma 556, per il quale il termine di approvazione scade successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

  1. Il saldo attivo della rivalutazione puo’ essere affrancato, in

tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla societa’ di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e di eventuali addizionali nella misura del 10 per cento da versare con le modalita’ indicate al comma 561.

  1. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione

si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione e’ stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16 per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni non ammortizzabili.

  1. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai

soci, di destinazione a finalita’ estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione e’ stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.

  1. Le imposte sostitutive di cui ai commi 558 e 559 sono versate

in un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione e’ eseguita. Gli importi da versare possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

  1. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli

articoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 13 aprile 2001, n. 162, nonche’ le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 aprile 2002,

  1. 86, e dei commi 475, 477 e 478 dell’articolo 1 della legge 30

dicembre 2004, n. 311.

  1. Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in

bilancio ai sensi dell’articolo 14 della legge 21 novembre 2000, n. 342, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1º dicembre 2018.

  1. Le previsioni di cui all’articolo 14, comma 1, della legge 21

novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, anche con riferimento alle partecipazioni, in societa’ ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell’articolo 85, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per tali soggetti, per l’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva di cui al comma 559, e’ vincolata una riserva in sospensione d’imposta ai fini fiscali che puo’ essere affrancata ai sensi del comma 558.

  1. Le disposizioni dell’articolo 1, commi da 115 a 120, della

legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle assegnazioni, trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30 settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017. I versamenti rateali dell’imposta sostitutiva di cui al comma 120 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

  1. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 121, della legge 28

dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle esclusioni dal patrimonio dell’impresa dei beni ivi indicati, posseduti alla data del 31 ottobre 2016, poste in essere dal 1º gennaio 2017 al 31 maggio

  1. I versamenti rateali dell’imposta sostitutiva di cui al comma

121 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno

  1. Per i soggetti che si avvalgono della presente disposizione gli

effetti dell’estromissione decorrono dal 1º gennaio 2017.

  1. All’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 2, dopo le parole: «rescissione e simili» sono

inserite le seguenti: «o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del medesimo regio decreto

  1. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese»;
  2. b) al comma 8, le parole: «ai commi 2, 3, 4 e 5» sono sostituite

dalle seguenti: «ai commi 2, 3 e 5»;

  1. c) al comma 12, alinea, le parole: «Ai fini del comma 4, lettera

b),» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del comma 2»;

  1. d) i commi 4, 6 e 11 sono abrogati e il secondo periodo del comma

5 e’ soppresso.

  1. Al fine di favorire lo sviluppo dei servizi e delle tecnologie

di tipo a banda larga e di garantire una maggiore efficienza nell’uso dello spettro, i diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza al 30 giugno 2018 possono, su domanda dei titolari, essere oggetto di revisione delle condizioni tecniche e di proroga con decorrenza dal 1º luglio 2017 nel rispetto del principio di neutralita’ tecnologica.

  1. Ai sensi di quanto previsto dal comma 568, i titolari dei

diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza al 30 giugno 2018 possono richiedere l’autorizzazione al cambio della tecnologia sull’intera banda attribuita a far data dal 1º luglio 2017 e contestualmente la proroga alle nuove condizioni tecniche al 31 dicembre 2029 della durata dei suddetti diritti d’uso, previa presentazione di un’unica istanza ai sensi dell’articolo 25, comma 6, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, da presentare entro il 15 febbraio 2017, corredata di un dettagliato piano tecnico finanziario.

  1. La proroga di cui all’articolo 25 del codice delle

comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, comporta il pagamento anticipato e in un’unica soluzione dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze di cui all’articolo 35 del medesimo codice, da effettuare entro e non oltre il 30 settembre 2017. La misura dei suddetti contributi, rapportati alla quantita’ di banda e alla durata, e’ data dal valore fissato per le suddette frequenze dalle delibere dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni 541/08/CONS del 17 settembre 2008 e 282/11/CONS del 18 maggio 2011, maggiorato del 30 per cento.

  1. Il contributo di cui al comma 570 e’ attualizzato al tasso di

rendimento dei buoni del Tesoro poliennali decennali registrato alla data dell’ultima asta dei buoni del tesoro poliennali antecedente alla data di presentazione dell’istanza.

  1. In caso di accoglimento dell’istanza di cui al comma 569, il

Ministero dello sviluppo economico provvede a rilasciare i nuovi diritti d’uso con decorrenza dal 1º luglio 2017 e con scadenza al 31 dicembre 2029 con recupero degli eventuali importi gia’ versati e dovuti per il primo semestre del 2017 per le autorizzazioni al cambio della tecnologia sulle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza al 30 giugno 2018.

  1. In caso di accoglimento dell’istanza di cui al comma 569, fino

al 30 giugno 2018 i gestori radiomobili autorizzati al cambio della tecnologia sono, comunque, tenuti al rispetto degli obblighi di cui alle rispettive licenze di global system for mobile communications (GSM) e in considerazione di tale onere i contributi di cui al comma 570 sono decurtati di un importo pari al 30 per cento in misura proporzionale alla percentuale di banda utilizzata sul territorio nazionale con tecnologia GSM fino alla suddetta data.

  1. I diritti d’uso delle frequenze per i quali il Ministero dello

sviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe sono messi a gara pubblica entro il 30 giugno 2017 e assegnati entro il 31 ottobre 2017, secondo i criteri adottati dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni entro e non oltre il 31 marzo 2017, con importo minimo di base d’asta pari ad almeno il valore dei contributi previsto dal comma 570, ulteriormente maggiorato del 10 per cento.

  1. I maggiori introiti per il 2017 derivanti dai commi da 568 a

574 sono quantificati in 2.010 milioni di euro. Al fine di garantire la realizzazione integrale dei predetti maggiori introiti, con riferimento ai diritti d’uso delle frequenze per i quali il Ministero dello sviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe, il Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base delle informazioni comunicate dal Ministero dello sviluppo economico, provvede entro il 15 aprile 2017 ad accantonare e rendere indisponibili le corrispondenti somme con le modalita’ di cui all’articolo 17, comma 12-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Qualora, a seguito degli esiti della gara di cui al comma 574, come comunicati tempestivamente dal Ministero dello sviluppo economico, gli introiti di cui al periodo precedente non dovessero realizzarsi in tutto o in parte, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze si provvede alla riduzione degli stanziamenti accantonati in misura corrispondente per assicurare la copertura delle minori entrate accertate per il 2017. Nel caso in cui gli stanziamenti da ridurre siano di importo tale da recare pregiudizio alla funzionalita’ e all’operativita’ delle amministrazioni interessate, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, ai sensi dell’articolo 17, comma 13, della citata legge n. 196 del 2009, ad assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, assumendo tempestivamente le conseguenti iniziative legislative. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause dello scostamento e all’adozione delle misure di cui al presente comma.

  1. Per garantire la tutela degli interessi pubblici nelle

attivita’ di raccolta del gioco, nel rispetto dei principi di cui alla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, nonche’ dell’articolo 30 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, la gestione di tali attivita’ e’ affidata a uno o piu’ soggetti scelti mediante procedure aperte, competitive e non discriminatorie. Conseguentemente, in vista della scadenza della concessione vigente, la gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, dei giochi complementari e opzionali e delle relative forme di partecipazione a distanza, nonche’ di ogni ulteriore gioco numerico basato su un unico totalizzatore a livello nazionale, e’ affidata in concessione aggiudicata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei principi e delle regole europei e nazionali, a una qualificata impresa con pregresse esperienze nella gestione o raccolta di gioco ovvero in possesso di una capacita’ tecnico-infrastrutturale non inferiore a quella richiesta dal capitolato tecnico, con sede legale in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, munita di idonei requisiti di affidabilita’ tecnica ed economica, scelta mediante procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria. La procedura e’ indetta alle seguenti condizioni essenziali:

  1. a) durata della concessione di nove anni, non rinnovabile;
  2. b) selezione basata sul criterio dell’offerta economicamente piu’

vantaggiosa e, quanto alla componente del prezzo, base d’asta, per le offerte al rialzo, di 100 milioni di euro;

  1. c) versamento del prezzo indicato nell’offerta del concorrente

risultato primo in graduatoria, nella misura del 50 per cento all’atto dell’aggiudicazione e della quota residua all’atto dell’effettiva assunzione del servizio del gioco da parte dell’aggiudicatario;

  1. d) aggio per il concessionario pari al 5 per cento della raccolta

con offerta al ribasso;

  1. e) espressa previsione, negli atti di gara, delle pratiche o dei

rapporti negoziali consentiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73;

  1. f) facolta’ per il concessionario aggiudicatario di utilizzare la

rete di telecomunicazioni per prestazioni, dirette o indirette, di servizi diversi dalla raccolta del gioco, previa autorizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in ragione della loro compatibilita’ con la raccolta stessa;

  1. g) obbligo di aggiornamento tecnologico del sistema della rete e

dei terminali di gioco secondo standard qualitativi che garantiscano la massima sicurezza e affidabilita’, secondo il piano d’investimento che costituisce parte dell’offerta tecnica;

  1. h) obbligo per il concessionario di versamento annuale all’erario

delle somme comunque eventualmente non investite secondo il piano di cui alla lettera g) e delle somme addebitate in violazione delle previsioni dei bandi di gara ai sensi della lettera e).

  1. Al fine di rendere effettiva l’assunzione del servizio del

gioco da parte dell’aggiudicatario, con riferimento alla devoluzione della rete allo Stato, prevista dall’articolo 1, comma 90, lettera e), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli puo’ disporre il passaggio diretto del diritto d’uso della rete tra il concessionario uscente e l’aggiudicatario, fermo restando che il diritto d’uso ha termine alla scadenza della nuova concessione.

  1. Alle fondazioni bancarie di cui al decreto legislativo 17

maggio 1999, n. 153, e’ riconosciuto, per l’anno 2017, un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 100 per cento dei versamenti volontari effettuati, nell’ambito della propria attivita’ istituzionale, in favore dei fondi speciali istituiti presso le regioni ai sensi dell’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266.

  1. Il contributo di cui al comma 578 e’ assegnato, fino a

esaurimento delle risorse disponibili, pari a 10 milioni di euro, secondo l’ordine temporale con cui le fondazioni comunicano all’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa (ACRI) l’impegno a effettuare i versamenti di cui al comma 578. Al fine di consentire la fruizione del credito d’imposta, l’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle fondazioni finanziatrici per le quali sia stata riscontrata la corretta delibera d’impegno in ordine cronologico di presentazione. Il riconoscimento del credito d’imposta e’ comunicato dall’Agenzia delle entrate a ogni fondazione finanziatrice e per conoscenza all’ACRI.

  1. Il credito d’imposta puo’ essere utilizzato esclusivamente in

compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso e’ stato riconosciuto. Il credito d’imposta di cui al presente comma e’ cedibile dai soggetti di cui al comma 578, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codice civile e previa adeguata dimostrazione dell’effettivita’ del diritto al credito medesimo, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi. La cessione del credito d’imposta e’ esente dall’imposta di registro. Al credito d’imposta non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007,

  1. 244, e all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le disposizioni applicative necessarie, comprese le procedure per la concessione del contributo nel rispetto del limite di spesa stabilito.

  1. Al fine di consentire la partecipazione italiana a centri di

ricerca europei e internazionali e alle iniziative promosse dai gruppi intergovernatori informali, dalle istituzioni e dagli organismi dell’Unione europea e dalle banche e dai fondi di sviluppo e di investimento europei, comunque denominati, nonche’ per assicurare l’adempimento degli oneri connessi alla partecipazione italiana ai predetti soggetti, anche in esecuzione di accordi internazionali approvati e resi esecutivi, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 e di 20 milioni di euro per l’anno 2019.

  1. Al fine di ridurre il debito fiscale delle fondazioni

lirico-sinfoniche e di favorire le erogazioni liberali assoggettate all’agevolazione fiscale di cui all’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e’ autorizzata la spesa, in favore di tali enti, di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le regole tecniche di ripartizione delle risorse di cui al precedente periodo, anche in modo da erogare prioritariamente a ciascun ente una quota pari, o comunque proporzionalmente commisurata, all’ammontare dei rispettivi contributi provenienti da soggetti privati, dalle regioni e dagli enti locali.

  1. Al fine di assicurare il pieno ed efficace svolgimento delle

attivita’ strumentali alle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale esercitate dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, alla societa’ ALES – Arte lavoro e servizi Spa non si applicano le norme di contenimento delle spese previste a legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi nell’elenco dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

  1. Per il supporto alle attivita’ del Commissario straordinario

per l’attuazione dell’Agenda digitale di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, e’ autorizzata la spesa di 11 milioni di euro per l’anno 2017 e di 20 milioni di euro per l’anno 2018. Le risorse di cui al primo periodo sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri con autonoma evidenza contabile.

  1. Al finanziamento delle iniziative di cui al comma 585 possono

concorrere ulteriori risorse per l’anno 2017, fino a complessivi 9 milioni di euro, a valere sulle risorse dei pertinenti programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020.

  1. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero degli

affari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo da ripartire con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per l’anno 2017, di 30 milioni di euro per l’anno 2018 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiane all’estero.

  1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su

proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, sono individuati gli interventi da finanziare con il fondo di cui al comma 587.

  1. A favore degli italiani nel mondo e’ autorizzata la spesa di 4

milioni di euro a decorrere dall’anno 2017 per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, con particolare riferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiane all’estero.

  1. Al fine di assicurare il sostegno alle famiglie che hanno

concluso le procedure di adozione internazionale, il Fondo per le adozioni internazionali, di cui al comma 411 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementato di 5 milioni di euro per l’anno 2017.

  1. E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2017,

di 32 milioni di euro per l’anno 2018 e di 42 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2022, quale contributo al nuovo contratto di programma – Parte investimenti 2017-2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa, con destinazione al finanziamento della nuova linea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella.

  1. Allo scopo di favorire la promozione della lingua e della

cultura italiane nel mondo attraverso la stampa italiana all’estero, per l’anno 2017 e’ autorizzata la spesa di:

  1. a) 300.000 euro, in favore delle agenzie specializzate per i

servizi stampa dedicati agli italiani residenti all’estero;

  1. b) 1 milione di euro, a integrazione della dotazione finanziaria

per i contributi diretti in favore della stampa italiana all’estero di cui all’articolo 1-bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103.

  1. E’ assegnato al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) un

contributo annuo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, destinato allo sviluppo dei settori giovanili delle societa’ di pallacanestro e al sostegno degli investimenti per l’impiantistica dedicata alla pallacanestro.

  1. All’articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Fatti salvi gli investimenti a reddito da effettuare in via indiretta in Abruzzo ai sensi dell’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, le restanti risorse sono destinate dai predetti enti previdenziali all’acquisto di immobili, anche di proprieta’ di amministrazioni pubbliche, come individuate dall’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, adibiti o da adibire ad ufficio in locazione passiva alle amministrazioni pubbliche, secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia del demanio sulla base del piano di razionalizzazione di cui al comma 3. Con riferimento agli immobili di proprieta’ di amministrazioni pubbliche, possono essere compresi nelle procedure di acquisto di cui al presente comma solo gli immobili di proprieta’ delle medesime per i quali non siano in corso contratti di locazione a terzi. L’Agenzia del demanio esprime apposito parere di congruita’ in merito ai singoli contratti di locazione da porre in essere o da rinnovare da parte degli enti di previdenza pubblici. Eventuali opere e interventi necessari alla rifunzionalizzazione degli immobili sono realizzati a cura e spese dei medesimi enti sulla base di un progetto elaborato dall’Agenzia del demanio. Ai contratti di locazione degli immobili acquistati ai sensi del presente comma non si applicano le riduzioni del canone previste dall’articolo 3 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma, nel rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica».

  1. La societa’ Italia Lavoro Spa assume la denominazione di

«ANPAL Servizi Spa».

  1. L’articolo 2195 del codice dell’ordinamento militare, di cui

al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ sostituito dal seguente: «Art. 2195 (Contributi a favore di Associazioni combattentistiche). – 1. Al fine di sostenere le finalita’ istituzionali e le attivita’ di promozione sociale e di tutela degli associati delle Associazioni combattentistiche, sottoposte alla vigilanza del Ministero della difesa, di cui alla legge 31 gennaio 1994, n. 93, e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019».

  1. Al fine di ridurre il debito dell’Ente strumentale alla Croce

Rossa italiana nei confronti del sistema bancario, inclusa l’anticipazione bancaria, in essere al 28 febbraio 2017, e’ autorizzata la spesa massima di 80 milioni di euro per l’anno 2017, da iscrivere in un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

  1. All’erogazione della somma di cui al comma 597 si provvede per

l’importo risultante da istanza congiunta del presidente e dell’amministratore dell’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana, presentata al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del tesoro, corredata di specifica deliberazione del medesimo Ente, approvata dal Ministero della salute ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e certificazione della posizione debitoria netta nei confronti del sistema bancario, inclusa l’anticipazione bancaria, asseverata dal collegio dei revisori dei conti.

  1. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito

un fondo per l’incremento degli assegni al nucleo familiare in presenza di quattro o piu’ figli da corrispondere al cittadino italiano lavoratore in un Paese membro dell’Unione europea, con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro per l’anno 2017 e di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalita’ di erogazione dell’agevolazione di cui al presente comma.

  1. Il fondo per la concessione di un assegno sostitutivo ai

grandi invalidi di guerra o per servizio, di cui all’articolo 2 della legge 27 dicembre 2002, n. 288, e’ incrementato di 300.000 euro a decorrere dal 1º gennaio 2017.

  1. La dotazione finanziaria del Fondo per l’attuazione del piano

nazionale per le citta’, di cui all’articolo 12, comma 5, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’ incrementata per l’anno 2017 di euro 7 milioni.

  1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da

adottare entro il 30 giugno 2017, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono individuate le iniziative urgenti di elevata utilita’ sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, anche con riferimento alle sinergie tra i servizi sanitari regionali e l’INAIL, valutabili da quest’ultimo ente nell’ambito dei propri piani triennali di investimento immobiliare.

  1. Per le finalita’ di cui al comma 602, l’INAIL, allo scopo di

definire le risorse finanziarie necessarie, tiene anche conto dello stato di attuazione degli investimenti attivati per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2015, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 317, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

  1. Ai fini delle necessita’ di adeguamento della rete viaria

interessata dai progetti sportivi delle finali di coppa del mondo di sci del marzo 2020 e dei campionati mondiali di sci alpino del febbraio 2021, e’ autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2021.

  1. I finanziamenti di cui all’articolo 1, comma 43, della legge

27 dicembre 2013, n. 147, disposti per il triennio 2014-2016 dalla delibera del CIPE 1º agosto 2014, n. 34, sono prorogati per il quadriennio 2017-2020. Il CIPE, in sede di riparto delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione a valere sulle disponibilita’ relative al periodo di programmazione 2014-2020, provvede con propria delibera all’assegnazione delle risorse nel limite massimo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2020.

  1. Per la partecipazione italiana ai programmi di ricerca e

sviluppo dell’Unione europea e per il rafforzamento della ricerca nel campo della meteorologia e della climatologia, nonche’ per la realizzazione delle infrastrutture necessarie a sostenerne il relativo progetto di localizzazione, e’ autorizzata una spesa pari a 15 milioni di euro per l’anno 2017, a 20 milioni di euro per l’anno 2018, a 15 milioni di euro per l’anno 2019 e a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono attribuite le risorse necessarie per la realizzazione delle infrastrutture di cui al periodo precedente e sono definiti gli ulteriori interventi previsti dal medesimo periodo.

  1. Le somme delle quali sia eventualmente disposta la confisca ai

sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nell’ambito di procedimenti penali per reati ambientali o connessi all’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale nei confronti delle societa’ del Gruppo ILVA e delle persone giuridiche che, prima del commissariamento di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89, abbiano esercitato attivita’ di gestione, amministrazione o direzione e coordinamento di tali societa’, sono destinate al finanziamento di interventi di decontaminazione e di bonifica ambientale degli stabilimenti di interesse strategico nazionale delle medesime societa’. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  1. Ai fini dell’attuazione della direttiva (UE) 2016/681 del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi, e nelle more del suo recepimento, e’ autorizzata la spesa di 5,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 16 milioni di euro per l’anno 2018 per la realizzazione della piattaforma informatica necessaria e di 4,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019 per la gestione e la manutenzione della stessa. Le risorse di cui al periodo precedente sono assegnate al Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza e iscritte nello stato di previsione del medesimo Ministero nella missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia».

  1. All’articolo 1, comma 6-bis, del decreto-legge 4 dicembre

2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º febbraio 2016, n. 13, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) le parole: «maggiorato di uno spread pari al 3 per cento» sono

sostituite dalle seguenti: «maggiorato di uno spread pari al 4,1 per cento»;

  1. b) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I finanziamenti

statali concessi ai sensi del presente comma e non erogati cessano di avere efficacia a decorrere dalla data di sottoscrizione delle obbligazioni emesse ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20».

  1. All’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n.

1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, dopo le parole: «alla realizzazione del piano delle misure e delle attivita’ di tutela ambientale e sanitaria dell’impresa in amministrazione straordinaria» sono inserite le seguenti: «, previa restituzione dei finanziamenti statali di cui all’articolo 1, comma 6-bis, del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º febbraio 2016, n. 13, per la parte eventualmente erogata,».

  1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata provvede alla predisposizione della strategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati alla criminalita’ organizzata, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche di coesione, in coerenza con le indicazioni adottate dal Programma nazionale di riforma contenuto nel Documento di economia e finanza per l’anno 2015 e per l’anno 2016. Il documento di strategia nazionale, con allegati le strategie di area e i relativi piani di azione territoriali, e’ sottoposto all’approvazione del CIPE, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In coerenza con la strategia nazionale approvata dal CIPE, i soggetti titolari di programmi cofinanziati da fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020 pianificano, con le modalita’ di cui al comma 194 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, specifiche azioni volte alla valorizzazione dei predetti beni e aziende. Entro il 30 settembre di ciascun anno, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata presenta al CIPE una relazione annuale sull’attuazione della strategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati alla criminalita’ organizzata, nella quale da’ evidenza dei risultati conseguiti e dell’utilizzo delle relative risorse assegnate. I fondi di cui al comma 196 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 possono essere incrementati con risorse previste dai Programmi operativi nazionali e regionali cofinanziati dalla Commissione europea 2014/2020, dai programmi operativi complementari di cui alla delibera CIPE 28 gennaio 2015, n. 10, nonche’ dal Fondo per lo sviluppo e la coesione attraverso i Piani operativi e i Patti per il Sud, previa verifica di coerenza con le priorita’ e gli obiettivi riportati nei suddetti strumenti.

  1. Al fine di assicurare il sostegno alle aziende sequestrate e

confiscate alla criminalita’ organizzata l’autorizzazione di spesa di cui al comma 195 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementata di ulteriori 10 milioni di euro per l’anno 2019, incremento che confluisce nelle apposite sezioni dei Fondi di cui al comma 196 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015, con le modalita’ dallo stesso riportate e con la medesima ripartizione delle risorse tra le sezioni.

  1. Al fine di realizzare un Piano strategico nazionale della

mobilita’ sostenibile destinato al rinnovo del parco degli autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, alla promozione e al miglioramento della qualita’ dell’aria con tecnologie innovative, in attuazione degli accordi internazionali nonche’ degli orientamenti e della normativa dell’Unione europea, il Fondo di cui all’articolo 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementato di 200 milioni di euro per l’anno 2019 e di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033. Per la promozione dello sviluppo e della diffusione di autobus ad alimentazione alternativa, il Fondo puo’ essere destinato anche al finanziamento delle relative infrastrutture tecnologiche di supporto. Nell’ambito del Piano strategico nazionale e’ previsto un programma di interventi finalizzati ad aumentare la competitivita’ delle imprese produttrici di beni e di servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico su gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto, attraverso il sostegno agli investimenti produttivi finalizzati alla transizione verso forme produttive piu’ moderne e sostenibili, con particolare riferimento alla ricerca e allo sviluppo di modalita’ di alimentazione alternativa, per il quale e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2017 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.

  1. A valere sulle risorse di cui al comma 613, ultimo periodo, il

Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, puo’ immediatamente stipulare convenzioni con l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa-Invitalia e con dipartimenti universitari specializzati nella mobilita’ sostenibile per analisi e studi in ordine ai costi e ai benefici degli interventi previsti e ai fabbisogni territoriali, al fine di predisporre il Piano strategico nazionale e il programma di interventi di cui al comma 613, ultimo periodo.

  1. Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ approvato entro il 30 giugno 2017 il Piano strategico nazionale della mobilita’ sostenibile. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31 dicembre 2017, sono disciplinati gli interventi di cui al comma 613, ultimo periodo, in coerenza con il Piano strategico nazionale.

  1. All’articolo 1-quinquies del decreto-legge 29 marzo 2016, n.

42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89, il comma 1 e’ sostituito dai seguenti: «1. A decorrere dall’anno 2017 e’ corrisposto un contributo alle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, che accolgono alunni con disabilita’, nel limite di spesa di 23,4 milioni di euro annui. 1-bis. Il contributo di cui al comma 1 e’ ripartito secondo modalita’ e criteri definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, tenendo conto, per ciascuna scuola paritaria, del numero degli alunni con disabilita’ accolti e della percentuale di alunni con disabilita’ rispetto al numero complessivo degli alunni frequentanti».

  1. All’articolo 15, comma 1, lettera e-bis), del testo unico

delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «400 euro» sono sostituite dalle seguenti: «564 euro per l’anno 2016, a 717 euro per l’anno 2017, a 786 euro per l’anno 2018 e a 800 euro a decorrere dall’anno 2019».

  1. All’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n.

190, le parole: «2017/2018» sono sostituite dalle seguenti: «2019/2020».

  1. Per l’anno 2017 e’ assegnato alle scuole materne paritarie un

contributo aggiuntivo di 50 milioni di euro. Il contributo e’ ripartito secondo modalita’ e criteri definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il contributo e’ erogato entro il 31 ottobre dell’anno scolastico di riferimento.

  1. All’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il

comma 148 sono inseriti i seguenti: «148-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 148, le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti effettuate in favore delle scuole paritarie sono effettuate su un conto corrente bancario o postale intestato alle scuole paritarie beneficiarie stesse, con sistemi di pagamento tracciabili. In tal caso le scuole beneficiarie sono tenute a:

  1. a) comunicare mensilmente al Ministero dell’istruzione,

dell’universita’ e della ricerca l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento, provvedendo altresi’ a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonche’ della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse tramite il proprio sito internet istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e sul portale telematico del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

  1. b) versare, entro trenta giorni dal ricevimento delle erogazioni

liberali di cui alla lettera a), il 10 per cento nel fondo di cui al comma 148 stesso per le finalita’ di cui al terzo periodo del medesimo comma. 148-ter. All’attuazione del comma 148-bis si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato».

  1. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero degli

affari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo con una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro per l’anno 2017, per interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie.

  1. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguenti

modificazioni:

  1. a) all’articolo 8:

1) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Una quota del fondo rotativo di cui al comma 1, stabilita dal Comitato interministeriale di cui all’articolo 15 nel limite di 50 milioni di euro, e’ destinata a costituire un fondo di garanzia per i prestiti concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa ai sensi dell’articolo 22, comma 4. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze sono definiti i criteri e le modalita’ di operativita’ del predetto fondo di garanzia»; 2) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. Le risorse dei fondi di cui al presente articolo sono impignorabili»;

  1. b) all’articolo 27, comma 3, la lettera c) e’ sostituita dalla

seguente: «c) costituire un fondo di garanzia per prestiti a favore di imprese miste nei Paesi di cui alla lettera a), concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa, da banche dell’Unione europea, da banche di Paesi non appartenenti all’Unione europea se soggette alla vigilanza prudenziale dell’autorita’ competente del Paese in cui si effettua l’intervento o da fondi direttamente o indirettamente partecipati o promossi dai predetti soggetti».

  1. Per l’acquisto e l’ammodernamento dei mezzi strumentali, anche

utilizzando i meccanismi di centralizzazione acquisti attraverso la societa’ Consip Spa, in uso alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche mediante leasing finanziario, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo con una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro per l’anno 2017 e di 180 milioni di euro annui per il periodo 2018-2030. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze in relazione alle richieste del Ministro dell’interno, del Ministro della difesa e del Ministro della giustizia, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le amministrazioni cui destinare le predette somme.

  1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di

cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come rifinanziato dall’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, e’ ridotto di 4.260 milioni di euro per l’anno 2017, di 4.185,5 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.270 milioni di euro per l’anno 2019 e di 2.970 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

  1. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 63,95 milioni di euro per il 2017, di 91,75 milioni di euro per il 2018, di 105,402 milioni di euro per il 2019, di 114,45 milioni di euro per il 2020, di 108,45 milioni di euro per il 2021, di 99,45 milioni di euro per il 2022, di 90,45 milioni di euro per il 2023, di 78,45 milioni di euro per il 2024, di 65,45 milioni di euro per il 2025 e di 51,45 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 979, della legge

28 dicembre 2015, n. 208, trovano applicazione nei termini ivi previsti anche con riferimento ai soggetti che compiono diciotto anni di eta’ nell’anno 2017, i quali possono utilizzare la Carta elettronica di cui al citato comma 979, anche per l’acquisto di musica registrata, nonche’ di corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono apportate le necessarie modificazioni al regolamento di attuazione emanato ai sensi dell’ultimo periodo del predetto comma 979, nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio nella parte II (sezione II) della presente legge. Per l’anno 2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, secondo i criteri e le modalita’ di cui all’articolo 1, comma 984, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, agli studenti iscritti ai licei musicali e agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, e’ concesso un contributo una tantum pari al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di euro 2.500, per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti le modalita’ attuative, comprese le modalita’ per usufruire del credito d’imposta, il regime dei controlli nonche’ ogni altra disposizione necessaria per il monitoraggio dell’agevolazione e per il rispetto del limite di spesa previsto.

  1. Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle

attivita’ culturali e del turismo e’ istituito il Fondo nazionale per la rievocazione storica, finalizzato alla promozione di eventi, feste e attivita’ nonche’ alla valorizzazione dei beni culturali attraverso la rievocazione storica, con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. L’accesso alle risorse del Fondo e’ consentito in via diretta alle regioni, ai comuni, alle istituzioni culturali e alle associazioni di rievocazione storica riconosciute attraverso l’iscrizione ad appositi albi tenuti presso i comuni o gia’ operanti da almeno dieci anni, in base a criteri determinati con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

  1. All’articolo 1, comma 243, primo periodo, della legge 27

dicembre 2013, n. 147, le parole: «500 milioni di euro annui» sono sostituite dalle seguenti: «1 miliardo di euro all’anno».

  1. All’articolo 1, comma 249, della legge 27 dicembre 2013, n.

147, dopo la parola: «2016» sono inserite le seguenti: «nonche’ fino al limite di 40 milioni di euro per l’anno 2017».

  1. Ulteriori risorse, fino all’importo massimo di 280 milioni di

euro, oltre a quelle gia’ stanziate nella parte II (sezione II) della presente legge per le attivita’ di accoglienza, inclusione e integrazione in materia di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari, possono essere destinate a valere sui programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020.

  1. Al comma 718 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.

190, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) alla lettera a), le parole: «1º gennaio 2017» sono sostituite

dalle seguenti: «1º gennaio 2018»;

  1. b) alla lettera b), le parole: «di due punti percentuali dal 1º

gennaio 2017 e di un ulteriore punto percentuale dal 1º gennaio 2018» sono sostituite dalle seguenti: «di tre punti percentuali dal 1º gennaio 2018 e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal 1º gennaio 2019».

  1. Il comma 626 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.

147, e’ abrogato.

  1. Le maggiori entrate per l’anno 2017 derivanti dall’articolo 7

del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, sono quantificate nell’importo di 1.600 milioni di euro.

  1. Qualora dal monitoraggio effettuato sulla base delle istanze

presentate alla data del 31 luglio 2017, ai sensi dell’articolo 5-octies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, introdotto dall’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, risulti che il gettito atteso dai conseguenti versamenti non consenta la realizzazione integrale dell’importo di cui al comma 633 del presente articolo, alla compensazione dell’eventuale differenza si provvede mediante riduzione degli stanziamenti iscritti negli stati di previsione della spesa disposta, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri da adottare entro il 31 agosto 2017. Lo schema del decreto di cui al periodo precedente e’ trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, da rendere entro il termine di sette giorni dalla data della trasmissione. Qualora le Commissioni non si esprimano entro il termine di cui al periodo precedente, il decreto puo’ essere adottato in via definitiva.

  1. Nel caso di scostamenti non compensabili nel corso

dell’esercizio con le misure di cui al comma 634, il Ministro dell’economia e delle finanze, qualora riscontri che dalla mancata integrale compensazione delle minori entrate di cui al medesimo comma 634 derivi un pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, provvede ai sensi dell’articolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ad assumere, entro il 30 settembre 2017, le conseguenti iniziative legislative al fine di assicurare il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza

ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause dello scostamento e all’adozione delle misure di cui al comma 634.

  1. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui

all’articolo 21, comma 1-ter, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2017-2019 restano determinati, per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, nelle misure indicate nelle tabelle A e B allegate alla presente legge, rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.

  1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni

a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Parte II Sezione II Approvazione degli stati di previsione Art. 2 Stato di previsione dell’entrata

  1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario 2017,

relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in virtu’ di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta dall’annesso stato di previsione dell’entrata (Tabella n. 1). Art. 3 Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dell’economia e delle finanze, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 2).

  1. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e

all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, e’ stabilito, per l’anno 2017, in 59.500 milioni di euro.

  1. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30

settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE Spa – Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per l’anno finanziario 2017, rispettivamente, in 5.000 milioni di euro per le garanzie di durata fino a ventiquattro mesi e in 14.000 milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro mesi.

  1. La SACE Spa e’ altresi’ autorizzata, per l’anno finanziario

2017, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente alle attivita’ di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 3 del presente articolo.

  1. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29

della legge 31 dicembre 2009, n. 196, inseriti nel programma «Fondi di riserva e speciali», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, sono stabiliti, per l’anno finanziario 2017, rispettivamente, in 1.000 milioni di euro, 1.200 milioni di euro, 2.000 milioni di euro, 400 milioni di euro e 6.920 milioni di euro.

  1. Per gli effetti di cui all’articolo 26 della legge 31 dicembre

2009, n. 196, sono considerate spese obbligatorie, per l’anno finanziario 2017, quelle descritte nell’elenco n. 1, allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

  1. Le spese per le quali si puo’ esercitare la facolta’ prevista

dall’articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono indicate, per l’anno finanziario 2017, nell’elenco n. 2, allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

  1. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilita’

sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria», nell’ambito della missione «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Protezione sociale per particolari categorie», azione «Promozione e garanzia delle pari opportunita’», nell’ambito della missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato, derivanti dai contributi destinati dall’Unione europea alle attivita’ poste in essere dalla Commissione per le pari opportunita’ fra uomo e donna.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e per l’attuazione dei referendum, dal programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017, ai competenti programmi degli stati di previsione del medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell’interno e della difesa per lo stesso anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennita’ e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predette consultazioni elettorali.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

trasferire, con propri decreti, per l’anno 2017, ai capitoli del titolo III (Rimborso di passivita’ finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, per competenza e per cassa, nel programma «Rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «Debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico dello Stato.

  1. Nell’elenco n. 5, allegato allo stato di previsione del

Ministero dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese per le quali si possono effettuare, per l’anno finanziario 2017, prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma 4, della legge 1º dicembre 1986, n. 831, iscritto nel programma «Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali», nell’ambito della missione «Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica», nonche’ nel programma «Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione.

  1. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della

guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 937 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, da mantenere in servizio nell’anno 2017, ai sensi dell’articolo 803 del medesimo codice, e’ stabilito in 70 unita’.

  1. Le somme iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del

Consiglio dei ministri, assegnate dal CIPE con propria delibera alle amministrazioni interessate ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge 17 maggio 1999, n. 144, per l’anno finanziario 2017, destinate alla costituzione di unita’ tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, negli stati di previsione delle amministrazioni medesime.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, alla riassegnazione ad apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, nella misura stabilita con proprio decreto, delle somme versate nell’ambito della voce «Entrate derivanti dal controllo e repressione delle irregolarita’ e degli illeciti» dello stato di previsione dell’entrata, dalla societa’ Equitalia Giustizia Spa, a titolo di utili relativi alla gestione finanziaria del fondo di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con propri decreti,

provvede, nell’anno finanziario 2017, all’adeguamento degli stanziamenti dei capitoli destinati al pagamento dei premi e delle vincite dei giochi pronostici, delle scommesse e delle lotterie, in corrispondenza con l’effettivo andamento delle relative riscossioni.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politiche di bilancio», nell’ambito della missione «Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato relative alla gestione liquidatoria del Fondo gestione istituti contrattuali lavoratori portuali ed alla gestione liquidatoria denominata «Particolari e straordinarie esigenze, anche di ordine pubblico, della citta’ di Palermo».

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2214 e 2223 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017, iscritti nel programma «Oneri per il servizio del debito statale» e tra gli stanziamenti dei capitoli 9502 e 9503 del medesimo stato di previsione, iscritti nel programma «Rimborsi del debito statale», al fine di provvedere alla copertura del fabbisogno di tesoreria derivante dalla contrazione di mutui ovvero da analoghe operazioni finanziarie, qualora tale modalita’ di finanziamento risulti piu’ conveniente per la finanza pubblica rispetto all’emissione di titoli del debito pubblico. Art. 4 Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).

  1. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni di cui

all’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti a sostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, nell’anno finanziario 2017, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al medesimo articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2017, variazioni compensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, anche tra missioni e programmi diversi, ivi compresa la modifica della denominazione dei centri di responsabilita’ amministrativa, connesse con l’attuazione del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145. Art. 5 Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 4).

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, variazioni compensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche tra missioni e programmi diversi, connesse con l’attuazione dei decreti legislativi 14 settembre 2015, n. 149 e

  1. 150.

Art. 6 Stato di previsione del Ministero della giustizia e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero della giustizia, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, in termini di competenza e di cassa, delle somme versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e privati all’entrata del bilancio dello Stato, relativamente alle spese per il mantenimento, per l’assistenza e per la rieducazione di detenuti e internati, per gli interventi e gli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni detentive e delle attivita’ trattamentali, nonche’ per le attivita’ sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e di detenuti e internati, nel programma «Amministrazione penitenziaria» e nel programma «Giustizia minorile e di comunita’», nell’ambito della missione «Giustizia» dello stato di previsione del Ministero della giustizia per l’anno finanziario 2017. Art. 7 Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 6).

  1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione

internazionale e’ autorizzato ad effettuare, previe intese con il Ministero dell’economia e delle finanze, operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correnti valuta Tesoro costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell’articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro e’ acquisito all’entrata del bilancio dello Stato ed e’ contestualmente iscritto, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nei pertinenti programmi dello stato di previsione del medesimo Ministero per l’anno finanziario 2017, per l’effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento, mantenimento e acquisto delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all’estero. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e’ altresi’ autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita’, operazioni in valuta estera pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correnti valuta Tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate, ai fini delle operazioni di cui al presente comma, dal Dipartimento del tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze su richiesta della competente Direzione generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Art. 8 Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 7). Art. 9 Stato di previsione del Ministero dell’interno e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).

  1. Le somme versate dal CONI nell’ambito della voce «Entrate

derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali» dello stato di previsione dell’entrata sono riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, al programma «Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell’ambito della missione «Soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2017, per essere destinate alle spese relative all’educazione fisica, all’attivita’ sportiva e alla costruzione, al completamento e all’adattamento di infrastrutture sportive concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

  1. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero

dell’interno, sono indicate le spese per le quali si possono effettuare, per l’anno finanziario 2017, prelevamenti dal fondo a disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all’articolo 1 della legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nel programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza».

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dall’articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall’articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

trasferire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, agli stati di previsione dei Ministeri interessati per l’anno finanziario 2017, le risorse iscritte nel capitolo 2313, istituito nel programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose», nell’ambito della missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del Ministero dell’interno, e nel capitolo 2872, istituito nel programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione, in attuazione dell’articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dell’articolo 34 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, per l’anno finanziario 2017, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dai decreti legislativi 14 marzo 2011, n. 23, e 6 maggio 2011, n. 68, in materia di federalismo fiscale municipale e di autonomia di entrata delle province.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

riassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2017, i contributi relativi al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno, di cui all’articolo 5, comma 2-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, versati all’entrata del bilancio dello Stato e destinati, ai sensi dell’articolo 14-bis del medesimo testo unico, al Fondo rimpatri, finalizzato a finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di provenienza.

  1. Al fine di reperire le risorse occorrenti per il finanziamento

dei programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cittadini di Paesi terzi verso il Paese di origine o di provenienza, ai sensi dell’articolo 14-ter del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, per l’anno finanziario 2017, le occorrenti variazioni compensative di bilancio, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, anche tra missioni e programmi diversi.

  1. Ferma restando l’adozione dello specifico sistema di erogazione

unificata di competenze fisse e accessorie al personale da parte delle amministrazioni dello Stato, al fine di consentire l’erogazione nell’anno successivo delle somme rimaste da pagare alla fine di ciascun esercizio finanziario a titolo di competenze accessorie, per tutti gli appartenenti alle Forze di polizia si applicano le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 1º dicembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2010.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio tra i programmi di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno «Elaborazione, quantificazione e assegnazione delle risorse finanziarie da attribuire agli enti locali» e «Gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali», in relazione alle minori o maggiori occorrenze connesse alla gestione dell’albo dei segretari provinciali e comunali necessarie ai sensi dell’articolo 7, comma 31-ter, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e dell’articolo 10 del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. Art. 10 Stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 9). Art. 11 Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 10).

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di cassa nello stato di previsione dell’entrata e in quello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno finanziario 2017, per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonche’ dall’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell’ammissione all’utenza del servizio di informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

  1. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle

capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media nell’anno 2017, ai sensi dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilito come segue: 200 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla lettera

  1. c) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto

legislativo n. 66 del 2010; 70 ufficiali piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010.

  1. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di

porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navale e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2017, e’ fissato in 136 unita’.

  1. Nell’elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministero

delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2017, i prelevamenti dal fondo a disposizione iscritto nel programma «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione.

  1. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa

e contabilita’ delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6 febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.

  1. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il

Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla gestione dei fondi di pertinenza delle Capitanerie di porto. Alle spese per la manutenzione e l’esercizio dei mezzi nautici, terrestri e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e delle caserme delle Capitanerie di porto, di cui al programma «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per l’anno finanziario 2017, le disposizioni dell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita’ generale dello Stato. Art. 12 Stato di previsione del Ministero della difesa e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 11).

  1. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in

servizio come forza media nell’anno 2017, ai sensi dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilito come segue:

  1. a) ufficiali ausiliari, di cui alle lettere a) e c) del comma 1

dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 56; 2) Marina n. 27; 3) Aeronautica n. 63; 4) Carabinieri n. 0;

  1. b) ufficiali ausiliari piloti di complemento, di cui alla lettera
  2. b) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto

legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 0; 2) Marina n. 22; 3) Aeronautica n. 13;

  1. c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento, di cui alla

lettera d) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 98; 2) Marina n. 18; 3) Aeronautica n. 25; 4) Carabinieri n. 10.

  1. La consistenza organica degli allievi ufficiali delle accademie

delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, e’ fissata, per l’anno 2017, come segue: 1) Esercito n. 280; 2) Marina n. 290; 3) Aeronautica n. 245; 4) Carabinieri n. 105.

  1. La consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficiali

delle Forze armate, esclusa l’Arma dei carabinieri, di cui alla lettera b-bis) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, per l’anno 2017, come segue: 1) Esercito n. 420; 2) Marina n. 306; 3) Aeronautica n. 286.

  1. La consistenza organica degli allievi delle scuole militari, di

cui alla lettera b-ter) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, per l’anno 2017, come segue: 1) Esercito n. 480; 2) Marina n. 195; 3) Aeronautica n. 135.

  1. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti

alle infrastrutture multinazionali dell’Alleanza atlantica (NATO), di cui al programma «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza», nell’ambito della missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» ed ai programmi «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza» e «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano, per l’anno 2017, le disposizioni contenute nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita’ generale dello Stato.

  1. Alle spese per le infrastrutture multinazionali della NATO,

sostenute a carico dei programmi «Servizi ed affari generali per le amministrazioni di competenza», «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza» e «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2017, si applicano le direttive che definiscono le procedure di negoziazione ammesse dalla NATO in materia di affidamento dei lavori.

  1. Negli elenchi n. 1 e n. 2 allegati allo stato di previsione del

Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali si possono effettuare, per l’anno finanziario 2017, i prelevamenti dai fondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all’Arma dei carabinieri, ai sensi dell’articolo 613 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI, destinate alle attivita’ sportive del personale militare e civile della difesa.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti capitoli del programma «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalla Banca d’Italia per i servizi di vigilanza e custodia resi presso le proprie sedi dal personale dell’Arma dei carabinieri. Art. 13 Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 12).

  1. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,

e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del conto capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione delle risorse tra i vari settori d’intervento del Programma nazionale della pesca e dell’acquacoltura.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscritte nel capitolo 2827 del programma «Politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale», nell’ambito della missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno finanziario 2017, ai competenti capitoli dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per il medesimo anno, secondo la ripartizione percentuale indicata all’articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.

  1. Per l’anno finanziario 2017 il Ministro dell’economia e delle

finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per l’attuazione di quanto stabilito dagli articoli 12 e 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, in ordine alla soppressione e riorganizzazione di enti vigilati dal medesimo Ministero.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

ripartire, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, tra i pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le somme iscritte, in termini di residui, di competenza e di cassa, nel capitolo 7810 «Somme da ripartire per assicurare la continuita’ degli interventi pubblici nel settore agricolo e forestale» istituito nel programma «Politiche competitive, della qualita’ agroalimentare, della pesca, dell’ippica e mezzi tecnici di produzione», nell’ambito della missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» del medesimo stato di previsione, destinato alle finalita’ di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, recante razionalizzazione degli interventi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato da amministrazioni ed enti pubblici in virtu’ di accordi di programma, convenzioni ed intese per il raggiungimento di finalita’ comuni in materia di telelavoro, ai sensi dell’articolo 4 della legge 16 giugno 1998, n. 191, dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Art. 14 Stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 13).

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nel programma «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo» e nel programma «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore cinema e audiovisivo», nell’ambito della missione «Tutela e valorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici» dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo relativi al Fondo unico per lo spettacolo.

  1. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di

bilancio, per l’anno finanziario 2017, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, comunicati alle competenti Commissioni parlamentari e trasmessi alla Corte dei conti per la registrazione, le occorrenti variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nei pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, relativi agli acquisti ed alle espropriazioni per pubblica utilita’, nonche’ per l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato su immobili di interesse archeologico e monumentale e su cose di arte antica, medievale, moderna e contemporanea e di interesse artistico e storico, nonche’ su materiale archivistico pregevole e materiale bibliografico, raccolte bibliografiche, libri, documenti, manoscritti e pubblicazioni periodiche, ivi comprese le spese derivanti dall’esercizio del diritto di prelazione, del diritto di acquisto delle cose denunciate per l’esportazione e dell’espropriazione, a norma di legge, di materiale bibliografico prezioso e raro. Art. 15 Stato di previsione del Ministero della salute

  1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del

Ministero della salute, per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 14). Art. 16 Totale generale della spesa

  1. Sono approvati, rispettivamente, in euro 861.047.385.808, in

euro 840.467.437.456 e in euro 846.363.079.483 in termini di competenza, nonche’ in euro 879.681.277.369, in euro 846.168.154.985 e in euro 850.418.146.132 in termini di cassa, i totali generali della spesa dello Stato per il triennio 2017-2019. Art. 17 Quadro generale riassuntivo

  1. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, per il

triennio 2017-2019, il quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato, con le tabelle allegate. Art. 18 Disposizioni diverse

  1. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di spesa

per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti capitoli nell’ambito dei programmi interessati, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad istituire gli occorrenti capitoli nei pertinenti programmi con propri decreti da comunicare alla Corte dei conti.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti, su proposta dei Ministri interessati, per l’anno finanziario 2017, le disponibilita’ esistenti su altri programmi degli stati di previsione delle amministrazioni competenti a favore di appositi programmi destinati all’attuazione di interventi cofinanziati dall’Unione europea.

  1. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazioni

pubbliche, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta dei Ministri competenti, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l’istituzione, la modifica e la soppressione di programmi, che si rendano necessarie in relazione all’accorpamento di funzioni o al trasferimento di competenze.

  1. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro

dell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che nell’esercizio finanziario 2017 e in quello in corso siano stati interessati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 3, nonche’ da quelli previsti da altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, limitatamente alle autorizzazioni di spesa aventi natura di fabbisogno, nonche’ tra capitoli di programmi dello stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente connessi con l’operativita’ delle amministrazioni.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio connesse con l’attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle amministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonche’ degli accordi sindacali e dei provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessorio del personale interessato.

  1. Le risorse finanziarie relative ai fondi destinati

all’incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonche’ quelle per la corresponsione del trattamento economico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzate alla chiusura dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di previsione delle amministrazioni statali interessate, per l’anno finanziario 2017, delle somme rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico dei pertinenti programmi dei rispettivi stati di previsione, affluite al fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987,

  1. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio dello

Stato.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri emanati ai sensi dell’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dei decreti legislativi concernenti il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della medesima legge n. 59 del 1997, e successive modificazioni.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, nei pertinenti programmi degli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti per l’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione alle spese di gestione degli asili nido istituiti presso le amministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonche’ di quelle versate a titolo di contribuzione alle spese di gestione di servizi ed iniziative finalizzati al benessere del personale.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, nell’ambito degli stati di previsione di ciascun Ministero, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio tra i capitoli interessati al pagamento delle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio compensative occorrenti per l’attuazione dell’articolo 14, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

  1. In attuazione dell’articolo 30, comma 4, della legge 31

dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli degli stati di previsione dei Ministeri, delle spese per interessi passivi e per rimborso di passivita’ finanziarie relative ad operazioni di mutui il cui onere di ammortamento e’ posto a carico dello Stato.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio compensative occorrenti in relazione alle riduzioni dei trasferimenti agli enti territoriali, disposte ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

riassegnare, per l’anno finanziario 2017, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni competenti per materia, che subentrano, ai sensi della normativa vigente, nella gestione delle residue attivita’ liquidatorie degli organismi ed enti vigilati dallo Stato, sottoposti a liquidazione coatta amministrativa in base all’articolo 12, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, le somme residuali al 31 dicembre 2016 versate all’entrata del bilancio dello Stato dai commissari liquidatori cessati dall’incarico.

  1. Le somme stanziate sul capitolo 1896 dello stato di previsione

del Ministero dell’economia e delle finanze, destinate al CONI per il finanziamento dello sport, e sul capitolo 2295 dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, destinate agli interventi gia’ di competenza della soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, per il finanziamento del monte premi delle corse, in caso di mancata adozione del decreto previsto dall’articolo 1, comma 281, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, o, comunque, nelle more dell’emanazione dello stesso, costituiscono determinazione della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti da giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione allo Stato ai sensi del comma 282 del medesimo articolo 1 della legge n. 311 del 2004.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dell’articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, relativo al trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all’Agenzia per la coesione territoriale.

  1. Le risorse finanziarie iscritte nei fondi connessi alla

sistemazione di partite contabilizzate in conto sospeso nonche’ da destinare alle regioni, alle province autonome e agli altri enti territoriali, istituiti negli stati di previsione dei Ministeri interessati, in relazione all’eliminazione dei residui passivi di bilancio e alla cancellazione dei residui passivi perenti, a seguito dell’attivita’ di ricognizione svolta in attuazione dell’articolo 49, comma 2, lettere c) e d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, sono ripartite con decreti del Ministro competente.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alle variazioni compensative per il triennio 2017-2019 tra i programmi degli stati di previsione dei Ministeri interessati e il capitolo 3465, articolo 2, dello stato di previsione dell’entrata, in relazione al contributo alla finanza pubblica previsto dal comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, da attribuire con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a carico delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione, tra le diverse finalita’ di spesa, delle risorse finanziarie iscritte negli stati di previsione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in attuazione dell’articolo 19, commi 2 e 3, del decreto legislativo 13 marzo 2013,

  1. 30.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti per la riduzione degli stanziamenti dei capitoli relativi alle spese correnti per l’acquisto di beni e servizi in applicazione di quanto disposto dall’articolo 2, comma 222-quater, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni.

  1. Le assegnazioni disposte con decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri per corrispondere a eccezionali indilazionabili esigenze di servizio, per l’anno finanziario 2017, tengono conto anche delle risorse finanziarie gia’ iscritte sui pertinenti capitoli degli stati di previsione dei Ministeri interessati al fine di assicurare la tempestiva corresponsione delle somme dovute al personale e ammontanti al 50 per cento delle risorse complessivamente autorizzate per le medesime finalita’ nell’anno

  1. L’utilizzazione delle risorse e’ subordinata alla registrazione

del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da parte dei competenti organi di controllo.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, su proposta dei Ministri competenti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative, anche tra programmi diversi del medesimo stato di previsione, in termini di residui, di competenza e di cassa, che si rendano necessarie nel caso di sentenze definitive anche relative ad esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni dello Stato.

  1. In relazione al pagamento delle competenze accessorie mediante

ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell’interno, e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, i fondi iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’interno, nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Servizio permanente dell’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica» e programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», concernenti il trattamento accessorio del personale delle Forze di polizia e del personale alle dipendenze della Direzione investigativa antimafia.

  1. In relazione al pagamento delle competenze fisse e accessorie

mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare nello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2017, le somme versate in entrata concernenti le competenze fisse e accessorie del personale dell’Arma dei carabinieri in forza extraorganica presso le altre amministrazioni.

  1. Su proposta del Ministro dell’interno, il Ministro

dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, tra le spese per la manutenzione dei beni acquistati nell’ambito delle dotazioni tecniche e logistiche per le esigenze delle sezioni di polizia giudiziaria, iscritte nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica».

  1. Ai fini dell’attuazione del programma di interventi previsto

dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, finanziato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2017, variazioni compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico relativi all’attuazione del citato programma di interventi e i correlati capitoli degli stati di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

  1. In relazione alla razionalizzazione delle funzioni di polizia e

all’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le opportune variazioni compensative di bilancio tra gli stati di previsione delle amministrazioni interessate.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello stato dall’Unione europea, dalle pubbliche amministrazioni e da enti pubblici e privati, a titolo di contribuzione alle spese di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

  1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a

ripartire, tra gli stati di previsione dei Ministeri interessati, le risorse del capitolo «Fondo da ripartire per la sistemazione contabile delle partite iscritte al conto sospeso», iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2017. Le risorse del suddetto fondo non utilizzate nel corso dello stesso esercizio sono conservate in bilancio al termine dell’anno 2017 per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Art. 19 Entrata in vigore

  1. La presente legge, salvo quanto diversamente previsto, entra in

vigore il 1º gennaio 2017. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi’ 11 dicembre 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Orlando ALLEGATO 1 (Articolo 1, comma 1) (importi in milioni di euro)     +——————————————————————-+ | RISULTATI DIFFERENZIALI | +——————————————————————-+ | – COMPETENZA – | +——————————————————————-+ | Descrizione del risultato | | | | | differenziale | 2017 | 2018 | 2019 | +——————————-+———–+———–+———–+ |Livello massimo del saldo netto| | | | |da finanziare, tenuto conto | | | | |degli effetti derivanti dalla | | | | |presente legge (*) | – 38.601| – 27.249| – 8.628| +——————————-+———–+———–+———–+ |Livello massimo del ricorso al | | | | |mercato finanziario, tenuto | | | | |conto degli effetti derivanti | | | | |dalla presente legge (**) | 293.097| 254.485| 249.527| +——————————————————————-+ | – CASSA – | +——————————————————————-+ | Descrizione del risultato | | | | | differenziale | 2017 | 2018 | 2019 | +===============================+===========+===========+===========+ |Livello massimo del saldo netto| | | | |da finanziare, tenuto conto | | | | |degli effetti derivanti dalla | | | | |presente legge (*) | – 102.627| – 77.490| – 57.246| +——————————-+———–+———–+———–+ |Livello massimo del ricorso al | | | | |mercato finanziario, tenuto | | | | |conto degli effetti derivanti | | | | |dalla presente legge (**) | 356.551| 304.132| 297.551| +——————————————————————-+ | (*) Il saldo netto da finanziare e’ coerente con un livello di| |indebitamento netto pari a – 2,3% del prodotto interno lordo nel| |2017. | | (**) Al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare| |prima della scadenza o di ristrutturare passivita’ preesistenti con| |ammortamento a carico dello Stato. | +——————————————————————-+     ALLEGATO A (Articolo 1, comma 9) Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» Beni strumentali il cui funzionamento e’ controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti: macchine utensili per asportazione, macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici, macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali, macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura, macchine per il confezionamento e l’imballaggio, macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico), robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici, macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici), magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche: controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo, interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive, rispondenza ai piu’ recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattivita’ alle derive di processo, caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico), dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attivita’ di macchine e impianti. Sistemi per l’assicurazione della qualita’ e della sostenibilita’: sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualita’ del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, altri sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualita’ del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove o collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (ad esempio caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosita’, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale, dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive, sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilita’ dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID – Radio Frequency Identification), sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi, componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attivita’ di macchine e impianti. Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»: banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, eta’, presenza di disabilita’), sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/ robotizzata/interattiva il compito dell’operatore, dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/ operatori e sistema produttivo, dispositivi di realta’ aumentata e virtual reality, interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica. ALLEGATO B (Articolo 1, comma 10) Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale) e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualita’ del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attivita’ di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realta’ virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attivita’ e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualita’ a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilita’ e/o attivita’ intelligente in campi specifici a garanzia della qualita’ del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacita’ cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilita’ (cybersystem), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualita’ dei prodotti finali e la manutenzione predittiva, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realta’ aumentata tramite wearable device, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce tra uomo e macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di virtual industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali. ALLEGATO C (Articolo 1, comma 179, lettera d))

  1. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della

manutenzione degli edifici

  1. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione

nelle costruzioni

  1. Conciatori di pelli e di pellicce
  2. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  3. Conduttori di mezzi pesanti e camion
  4. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed

ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

  1. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di

non autosufficienza

  1. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili

nido

  1. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
  2. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  3. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di

rifiuti ALLEGATO D (Articolo 1, comma 187, lettera a)) «Tabella A     +===================================================================+ | | | | Somma | | | | | | aggiun- | | | | | Somma | tiva (in | Somma | | Lavoratori | Lavoratori | aggiun- | euro) – | aggiun- | | dipendenti – |autonomi – Anni| tiva (in | Anni dal | tiva (in | |Anni di contri-| di contri- | euro) – | 2008 al | euro) – | | buzione | buzione | Anno 2007 | 2016 | Dal 2017 | +===================================================================+ | 1) Fino a 1,5 volte il trattamento minimo | +——————————————————————-+ | Fino a 15 | Fino a 18 | 262 | 336 | 437 | +—————+—————+———–+———–+———–+ |Oltre 15 fino a|Oltre 18 fino a| | | | | 25 | 28 | 327 | 420 | 546 | +—————+—————+———–+———–+———–+ | Oltre 25 | Oltre 28 | 392 | 504 | 655 | +——————————————————————-+ |Da 1,5 volte a 2 volte il trattamento minimo | +——————————————————————-+ | Fino a 15 | Fino a 18 | | | 336 | +—————+—————+———–+———–+———–+ |Oltre 15 fino a|Oltre 18 fino a| | | | | 25 | 28 | | | 420 | +—————+—————+———–+———–+———–+ | Oltre 25 | Oltre 28 | | | 504 | +——————————————————————-+ ».     ALLEGATO E (Articolo 1, comma 199, lettera d))

  1. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della

manutenzione degli edifici

  1. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione

nelle costruzioni

  1. Conciatori di pelli e di pellicce
  2. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  3. Conduttori di mezzi pesanti e camion
  4. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed

ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

  1. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di

non autosufficienza

  1. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili

nido

  1. Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati
  2. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  3. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di

rifiuti TABELLA A INDICAZIONE DELLE VOCI DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE DI PARTE CORRENTE     ===================================================================== | OGGETTO DEL | | | | | PROVVEDIMENTO | 2017 | 2018 | 2019 | +========================+==============+=============+=============+ |ACCANTONAMENTI PER NUOVE| | | | |O MAGGIORI SPESE O | | | | |RIDUZIONI DI ENTRATE | | | | +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELL’ECONOMIA | | | | |E DELLE FINANZE | 75.324.319| 177.237.319| 156.267.319| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELLO SVILUPPO| | | | |ECONOMICO | 2.480.000| 2.480.000| 2.480.000| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DEL LAVORO E | | | | |DELLE POLITICHE SOCIALI | 5.000.000| 5.000.000| 5.000.000| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELLA | | | | |GIUSTIZIA | 3.300.952| 10.871.794| 10.871.794| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DEGLI AFFARI | | | | |ESTERI E DELLA | | | | |COOPERAZIONE | | | | |INTERNAZIONALE | 51.981.299| 61.979.719| 71.979.719| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELL’AMBIENTE | | | | |E DELLA TUTELA DEL | | | | |TERRITORIO E DEL MARE | 10.470.500| 10.470.500| 8.470.500| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELLE | | | | |INFRASTRUTTURE E DEI | | | | |TRASPORTI | 10.000.000| 15.000.000| 15.000.000| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELLE | | | | |POLITICHE AGRICOLE | | | | |ALIMENTARI E FORESTALI | 1.000.000| -| -| +————————+————–+————-+————-+ |MINISTERO DELLA SALUTE | 11.359.860| 11.559.860| 11.559.860| +————————+————–+————-+————-+ |TOTALE ACCANTONAMENTI | | | | |PER NUOVE O MAGGIORI | | | | |SPESE O RIDUZIONI DI | | | | |ENTRATE | 170.916.930| 294.599.192| 281.629.192| +————————+————–+————-+————-+ | DI CUI REGOLAZIONE| | | | | DEBITORIA| -| -| -| +————————+————–+————-+————-+ | DI CUI LIMITE IMPEGNO| -| -| -| +————————+————–+————-+————-+     TABELLA B INDICAZIONE DELLE VOCI DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE DI CONTO CAPITALE     ===================================================================== | OGGETTO DEL | | | | | PROVVEDIMENTO | 2017 | 2018 | 2019 | +======================+==============+==============+==============+ |ACCANTONAMENTI PER | | | | |NUOVE O MAGGIORI SPESE| | | | |O RIDUZIONI DI ENTRATE| | | | +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO | | | | |DELL’ECONOMIA E DELLE | | | | |FINANZE | 287.400.000| 263.400.000| 253.400.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO DELLO | | | | |SVILUPPO ECONOMICO | 30.000.000| 43.000.000| 43.000.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO DEL LAVORO E| | | | |DELLE POLITICHE | | | | |SOCIALI | 27.753.000| 27.753.000| 27.753.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO DELLA | | | | |GIUSTIZIA | 20.000.000| 30.000.000| 40.000.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO | | | | |DELL’ISTRUZIONE, | | | | |DELL’UNIVERSITA’ E | | | | |DELLA RICERCA | 10.000.000| 20.000.000| 30.000.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO DELL’INTERNO| 4.500.000| 14.000.000| 40.000.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO | | | | |DELL’AMBIENTE E DELLA | | | | |TUTELA DEL TERRITORIO | | | | |E DEL MARE | 52.748.000| 77.748.000| 47.748.000| +———————-+————–+————–+————–+ |MINISTERO DELLA SALUTE| 13.000.000| 23.000.000| 23.000.000| +———————-+————–+————–+————–+ |TOTALE ACCANTONAMENTI | | | | |PER NUOVE O MAGGIORI | | | | |SPESE O RIDUZIONI DI | | | | |ENTRATE | 445.401.000| 498.901.000| 504.901.000| +———————-+————–+————–+————–+ | DI CUI REGOLAZIONE| | | | | DEBITORIA| -| -| -| +———————-+————–+————–+————–+ |DI CUI LIMITE IMPEGNO| -| -| -| +———————-+————–+————–+————–+     QUADRI GENERALI RIASSUNTIVI

  1. A) – QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO

DEL BILANCIO DI COMPETENZA PER IL TRIENNIO 2017-2019 Parte di provvedimento in formato grafico

  1. B) – QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO

DEL BILANCIO DI CASSA PER IL TRIENNIO 2017-2019 Parte di provvedimento in formato grafico

  1. C) BILANCIO PROGRAMMATICO 2017-2019

Parte di provvedimento in formato grafico STATI DI PREVISIONE TABELLA N. 1 STATO DI PREVISIONE DELL’ENTRATA Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 2 MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 3 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 4 MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 5 MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 6 MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 7 MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 8 MINISTERO DELL’INTERNO Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 9 MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 10 MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 11 MINISTERO DELLA DIFESA Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 12 MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 13 MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA N. 14 MINISTERO DELLA SALUTE Parte di provvedimento in formato grafico

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