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Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

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Lo sai che? Rilascio forzoso repentino ed ingiustificato dell’immobile

> Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

Spesso, soprattutto nel caso di locazione parziale di un immobile, tra locatore e conduttore parziale sorgono problemi di convivenza che impongono di lasciare l’immobile. É possibile ottenere il risarcimento del danno subito?

L’inquilino può farsi risarcire i danni dal proprietario

In molti casi, a causa dei comportamenti e degli atteggiamenti posti in essere dal proprietario nei confronti dell’inquilino, a quest’ultimo, di fatto, viene preclusa la possibilità di permanere all’interno dell’immobile condotto in locazione e questo costringe l’inquilino a farsi carico di costi ed oneri di trasferimento e trasloco.

In questo caso l’inquilino potrebbe richiedere il risarcimento di tutti i danni (meglio: la refusione di tutte le spese sostenute) che ha subito in conseguenza di siffatti comportamenti.

Si deve però tenere presente una cosa: ai sensi del codice civile, «Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento» [1].

Questo significa, in buona sostanza, che è necessaria la dimostrazione sia del fatto costitutivo del danno, sia la sua entità, inteso quale suo ammontare.

Facciamo alcuni esempi

Poniamo il caso che l’inquilino, per liberare l’immobile, sia stato costretto a rivolgersi ad una ditta specializzata in traslochi; che, non avendo altro posto dove sistemare i suoi arredi, abbia dovuto affittare un box/garage; che, per continuare la sua attività sia stato costretto ad affittare un altro immobile e così via.

Poniamo il caso, continuando, che per tutte le operazioni che l’inquilino ha dovuto compiere a causa del rilascio ingiustificato dell’immobile, abbia dovuto spendere 1000,00 euro.

Dando la prova del rilascio forzoso, repentino ed ingiustificato dell’immobile, potrebbe richiedere la refusione di tutte le spese sostenute. Solo di queste? No, anche di tutti i danni di cui egli riesce a dare dimostrazione.

Poniamo il caso che, proprio in quei giorni in cui è stato costretto a lasciare l’immobile, l’inquilino aveva concordato, da tempo, un importante appuntamento di lavoro presso l’immobile stesso. Che, a causa della impossibilità di ricevere il cliente, le sia sfumata questo importante commessa.

Come è evidente, il catalogo dei danni risarcibili è davvero ampio ma, presupposto indefettibile di ogni azione di questo tipo è la concreta possibilità di dimostrarne la sua effettività e portata.

Per completare sul punto, riporto la massima di un pronunciamento della Cassazione secondo un orientamento che può ritenersi pacifico che si attaglia perfettamente al nostro caso.

Risarcimento del danno per perdita di chance

«In tema di risarcimento del danno, il creditore che voglia ottenere, oltre il rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di “chance” – che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non costituisce una mera aspettativa di fatto ma un’entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione – ha l’onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato ed impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile deve essere conseguenza immediata e diretta» [2].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola.

note

[1] Art. 2697 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 21544/2008

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