Professionisti Pubblicato il 23 dicembre 2016

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Professionisti Separazione senza giudice

> Professionisti Pubblicato il 23 dicembre 2016

Crisi coniugale, separazione e divorzio: le novità introdotte dalla Legge 162/2014; la negoziazione assistita davanti agli avvocati.

L’art. 6 l. 162/2014 prevede l’accordo (c.d. convenzione di negoziazione) concluso tra i coniugi con l’assistenza di almeno un avvocato per parte, per definire in via consensuale la separazione personale o il divorzio e per modificare consensualmente le condizioni della separazione o del divorzio.

In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta.

In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso, entro 10 giorni, al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l’accordo risponde all’interesse dei figli, lo autorizza.

Se invece ritiene che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, il quale fissa la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Poiché il parere del pubblico ministero è obbligatorio ma non vincolante, il presidente del tribunale, rivalutate le condizioni e le ragioni a sostegno dell’accordo e la documentazione allegata, potrà ritenere adeguate le condizioni e sufficientemente tutelati gli interessi dei figli.

Il procedimento può concludersi:

  1. con un provvedimento autorizzatorio;
  2. con il diniego dell’autorizzazione.

Non vi è, invece, la possibilità di trasformazione del rito in quello proprio della separazione consensuale.

L’accordo produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di divorzio e di modifica delle condizioni della separazione o del divorzio.

Nell’accordo deve essere espressamente indicato che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di tentare la mediazione familiare e dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascun genitore.

Entro 10 giorni l’avvocato della parte è obbligato a trasmettere all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, copia dell’accordo autenticata dall’avvocato stesso.

Nella stessa ottica di alleggerimento del contenzioso civile l’art. 12 l. 162/2014 prevede che i coniugi possono concludere, davanti al sindaco del comune di residenza di uno di loro o del comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio, con l’assistenza facoltativa di un avvocato, un accordo di separazione personale, di divorzio o di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio (a meno che vi siano figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti).

L’ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente, con l’assistenza facoltativa di un avvocato, la dichiarazione che vogliono separarsi, divorziare o modificare le condizioni della separazione o del divorzio. L’accordo:

  1. non può contenere patti di trasferimento patrimoniale;
  2. produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione e divorzio e di modifica delle condizioni della separazione o del divorzio.

In caso di separazione o divorzio, quando l’ufficiale dello stato civile riceve le dichiarazioni dei coniugi li invita a comparire di fronte a sé non prima di 30 giorni dalla ricezione per la conferma dell’accordo. La mancata comparizione equivale a mancata conferma dell’accordo.

L’art. 1, co. 12, legge Cirinnà (L. 76/2016) prevede che all’unione civile si applicano gli artt. 6-12 d.l. 132/2014, convertito, con modificazioni, dalla L. 162/2014. Pertanto, l’unione civile si può sciogliere con una negoziazione assistita dagli avvocati. L’accordo raggiunto tiene luogo dei provvedimenti giudiziali, deve dare atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e deve essere trasmesso all’ufficiale dello stato civile del Comune davanti al qual è stata formulata la dichiarazione costitutiva dell’unione.

Inoltre, le parti dell’unione civile possono concludere, davanti al sindaco quale ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno di loro o del Comune presso il quale è stata dichiarata la costituzione dell’unione civile, con l’assistenza facoltativa di un avvocato, un accordo di scioglimento dell’unione. L’ufficiale di stato civile riceve da ciascuna parte la dichiarazione di scioglimento dell’unione e l’accordo tiene luogo dei provvedimenti giudiziali.

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