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Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2016

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Lo sai che? Se la multa arriva oltre termine niente comunicazione dati patente

> Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2016

L’obbligo di comunicare nome, cognome ed estremi della patente del conducente che ha commesso la violazione del codice della strada cessa se la multa viene notificata dopo 90 giorni.

Se l’automobilista riceve la multa dopo oltre 90 giorni dal giorno in cui ha commesso la violazione del codice della strada non è più tenuto a comunicare nome, cognome e dati della patente dell’effettivo conducente, benché il verbale gli chieda di farlo. Questo perché la contravvenzione notificata fuori termine non è più vincolante neanche per quanto riguarda gli obblighi accessori. Lo ha chiarito la Cassazione in una recente ordinanza [1].

La comunicazione dei dati della patente dell’effettivo conducente

Le multe che comportano la decurtazione dei punti dalla patente, ma che non sono contestate immediatamente all’automobilista, vengono spedite a casa del proprietario del mezzo mediante raccomandata a.r. e con l’invito a quest’ultimo – in realtà un vero e proprio obbligo – a fornire i dati di chi era alla guida dell’auto al momento dell’infrazione. L’adempimento deve essere effettuato non oltre 60 giorni dalla notifica della contravvenzione: solo un «giustificato motivo» consente il ritardo nella comunicazione o risposta negativa. In tal modo la polizia può decurtare i punti all’effettivo responsabile che, senza la collaborazione del proprietario dell’auto, non potrebbe altrimenti identificare. Proprio questo dovere di cooperare per la corretta applicazione della pena fa sì che il proprietario dell’auto, il quale non fornisca la dichiarazione in questione, subisca una seconda contravvenzione.

La dichiarazione in commento deve contenere non solo nome e cognome dell’effettivo conducente ma anche i dati della relativa patente (anche se ciò può risultare difficile).

Quando inviare la comunicazione con i dati del conducente

Contrariamente a quanto spesso si crede, la comunicazione va fatta anche se il proprietario dell’auto impugna la multa o la paga immediatamente: il versamento dell’importo richiesto dalla polizia, infatti, non costituisce una implicita ammissione di responsabilità (ben potrebbe, infatti, il padre pagare la multa per conto del figlio). Così, chi estingue la multa deve anche comunicare i dati dell’effettivo conducente, anche se è lui stesso. Solo dopo tale comunicazione l’autorità potrà procedere alla sanzione accessoria della decurtazione dei punti.

Quando non inviare la comunicazione con i dati del conducente

L’unico caso in cui non è necessario procedere alla comunicazione dei dati dell’effettivo conducente è se la multa non viene notificata entro 90 giorni dalla violazione. Questo perché «Il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi»: come dire che dopo 90 giorni dalla violazione è legittimo dimenticare a chi si è prestata l’auto. E se, nonostante ciò, all’automobilista che non ha comunicato i dati del conducente dovesse arrivare la seconda multa, questa sarebbe nulla e impugnabile davanti al giudice entro 30 giorni dalla comunicazione. Parola della Cassazione.

In sintesi, il Comune – o qualsiasi altro ente impositore – può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell’infrazione sottesa. Diversamente, non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell’auto il giorno in cui la macchina è stata multata.

note

[1] Cass. sent. n. 26964/16 del 23.12.16.

Autore immagine: 123rf com

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