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Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2016

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Lo sai che? Il fisco pignora il fondo patrimoniale del parente?

> Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2016

Il fondo patrimoniale costituito da un parente all’atto di una donazione è aggredibile da parte del fisco e se si in quali casi?

La giurisprudenza è ormai arrivata a una sostanziale demolizione della figura del fondo patrimoniale, ritenendo che esso sia pignorabile anche quando si tratti di debiti contratti per l’esercizio dell’impresa o, comunque, per l’attività lavorativa. Il fondo, insomma, tutelerebbe la casa ormai solo per le spese di natura speculativa (investimenti azzardati) o voluttuaria (spese non necessarie alla famiglia come un’auto di lusso, un viaggio di piacere, ecc.). Bisogna però considerare che, se è vero che la regola vuole che il fondo patrimoniale sia costituito con beni di proprietà di uno o di entrambi i coniugi, è anche vero che (anche se avviene raramente) esso può ben essere realizzato con un immobile di proprietà di un terzo soggetto, ad esempio un familiare (il padre o la madre della coppia sposata). In tal caso, l’atto di conferimento della casa al fondo patrimoniale può disporre che la proprietà della stessa venga trasferita ai coniugi (o a uno solo dei due) oppure rimanga in capo al precedente titolare (in tal caso, nel fondo finiscono i frutti dell’immobile come, ad esempio, i canoni di affitto). In quest’ultima ipotesi, l’immobile inserito nel fondo patrimoniale non può essere pignorato. Ma procediamo con ordine.

Si può costituire un fondo patrimoniale con beni di un’altra persona?

La legge stabilisce che «la proprietà dei beni costituenti il fondo patrimoniale spetta ad entrambi i coniugi, salvo che sia diversamente stabilito dall’atto costitutivo». Da quest’ultimo inciso, gli studiosi hanno ritenuto che chi conferisce un immobile nel fondo patrimoniale può riservarsi, in tutto o in parte, la proprietà del bene. Questo vale anche nell’ipotesi di fondo costituito da un terzo: quest’ultimo può decidere tra quattro soluzioni alternative:

  • attribuirne la proprietà, in tutto o in parte, ad uno dei coniugi;
  • attribuirne la proprietà, in tutto o in parte, a entrambi i coniugi in comunione;
  • oppure riservare a sé stesso la proprietà dell’immobile;
  • oppure riservare la proprietà dell’immobile in favore di terzi (ad esempio, i figli dei coniugi).

Nel caso in cui la titolarità dei beni conferiti nel fondo non sia attribuita ai coniugi, in capo a costoro si configura solo un diritto di godimento sull’immobile o sui suoi frutti (abitandolo o potendolo dare in affitto).

Invece nell’ipotesi in cui il terzo conferisca l’immobile nel fondo attraverso testamento, la proprietà passa ai beneficiari/eredi.

La costituzione del fondo patrimoniale per opera di un terzo richiede l’atto pubblico, ossia la presenza del notaio, nonché l’accettazione di entrambi i coniugi per la costituzione del fondo. Il terzo può conferire un proprio bene a un altrui fondo patrimoniale anche con testamento.

È vero che per costituire un fondo patrimoniale bisogna essere sposati, ma vi si può provvedere anche tra fidanzati, in vista di un futuro matrimonio (tuttavia l’atto costitutivo sarà condizionato alla celebrazione del matrimonio stesso). In tal caso, se la costituzione viene effettuata da un terzo a favore dei due fidanzati, l’atto è valido con l’indicazione delle generalità degli sposi, si perfeziona con la loro accettazione ed è efficace con la celebrazione del matrimonio.

Fino a quando i coniugi beneficiari non accettano, i beni rimangono nella piena e libera disponibilità del terzo.

Si può pignorare l’immobile del fondo di proprietà del parente?

Nel caso in cui la proprietà dell’immobile conferito nel fondo resti in capo al terzo che lo ha conferito, i creditori dei coniugi o del singolo coniuge non possono pignorarlo, a prescindere dalla natura del debito. Questo perché il bene è nella titolarità di un altro soggetto che non è il debitore. Si pensi al caso di un anziano papà che, pur volendo mantenere la proprietà di un proprio appartamento, preferisce affittarlo e assegnare i canoni di locazione al proprio figlio affinché li destini alla sua famiglia.

La soluzione è opposta invece se il terzo ha conferito anche la proprietà dell’immobile.

Quando si può pignorare il fondo patrimoniale?

Se è vero che la legge stabilisce la possibilità di pignorare gli immobili del fondo patrimoniale quando il debito è stato contratto per esigenze della famiglia, la giurisprudenza ha allargato tale concetto fino a farvi rientrare anche le spese necessarie all’esercizio dell’attività economica. Su tale questione rinviamo all’articolo Abolito di fatto il fondo patrimoniale.

Leggi anche Fondo patrimoniale, sì all’ipoteca per debiti d’impresa.

note

Autore immagine: 123rf com

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