Professionisti Pubblicato il 25 dicembre 2016

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Professionisti L’onere nel contratto

> Professionisti Pubblicato il 25 dicembre 2016

Gli elementi accidentali nel contratto: concetto e caratteri dell’onere, il modus.

Il modus (= misura) è una clausola accessoria che può essere apposto agli atti di liberalità inter vivos (donazione), ai negozi mortis causa (testamento), e, più in generale, a tutti i negozi a titolo gratuito (ad es., comodato) allo scopo di limitarli (TORRENTE). Ad es., ti dono un immobile con l’onere di costruire un ospedale nel mio paese.

Il modo, pur riducendo gli effetti dell’attribuzione patrimoniale, non ne costituisce un corrispettivo, sicché la causa del negozio attributivo conserva il suo carattere gratuito, senza che il negozio si modifichi in un atto a titolo oneroso.

In materia testamentaria, l’onere o modo è una disposizione con la quale il testatore impone all’erede o legatario un’obbligazione di dare, di fare o di non fare qualcosa nell’interesse del disponente o di terzi.

Per quanto riguarda, invece, la donazione, il beneficiario del modo può essere lo stesso donante: sorge così un vero e proprio diritto di credito nei confronti del donatario, che si è impegnato con l’accettazione della donazione. Può essere previsto anche a beneficio di un terzo determinato. Qualora, invece, il beneficiario sia un terzo indeterminato, il negozio rimarrà inefficace relativamente al beneficiario stesso, che acquisterà il diritto solo nel momento della sua individuazione. Controverso è se beneficiario del modo possa essere lo stesso donatario.

L’obbligazione modale, il cui oggetto può consistere in un dare, in un fare o non fare, è un’obbligazione in senso tecnico, con la conseguenza che il comportamento imposto al donatario, all’erede o al legatario deve essere suscettibile di valutazione economica. Inoltre, accanto alla patrimonialità, l’onere presenta il requisito della coercibilità, espressamente prevista dagli artt. 648, 676, co. 2, 677, co. 2 e 3 e 793.

Se l’onere non viene adempiuto, l’atto di liberalità di regola non cade, ma gli interessati possono agire per ottenere l’adempimento dell’obbligo in esso contenuto. Qualora, però, il testatore o il donante abbiano previsto che l’inadempimento del modus valga come causa di risoluzione del contratto, in tal caso cadrà anche la liberalità.

Pertanto, la mancata esecuzione del modo dovuta a un fatto imputabile al donatario comporta la risoluzione della donazione per inadempimento se è espressamente prevista nell’atto di donazione. Se, invece, la mancata esecuzione del modo è dovuta all’impossibilità sopravvenuta della prestazione determinata dal caso fortuito, l’obbligazione modale si estingue e la donazione diventa pura.

Il modus si distingue:

— dalla condizione sospensiva in quanto obbliga ma non sospende, cioè non paralizza l’efficacia del negozio;

— dalla condizione risolutiva, in quanto la risoluzione della liberalità per inadempimento del modo (ammissibile nei limiti di cui all’art. 648, co. 2) agisce ex nunc e quindi saranno salvi gli acquisti effettuati dai terzi, mentre l’avverarsi della condizione risolutiva elimina ex tunc gli effetti del negozio.

Inoltre, il modus, a differenza della condizione, è un’obbligazione accessoria.

In ogni caso si ritiene che il beneficiario di un atto di liberalità non è tenuto oltre il valore di ciò che ha ricevuto (artt. 671 e 793, co. 2). Il modo impossibile o illecito si ha per non apposto, sia negli atti di liberalità tra vivi sia in quelli mortis causa, tranne che risulti essere stato il solo motivo determinante della liberalità, nel qual caso il negozio è nullo.

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