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Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

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Lo sai che? Acquisto oggetto difettoso, termine per contestare i vizi

> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

Il termine per contestare i vizi è di 60 giorni, salvo che il difetto fosse facilmente visibile in negozio: tale regola però non opera se c’è consegna a domicilio.

La garanzia per oggetti acquistati e ritirati in negozio

Immaginiamo di acquistare un prodotto da un rivenditore e di accorgerci, poco dopo, che presenta dei difetti. Il termine per poter contestare tali vizi al venditore è di 60 giorni se abbiamo acquistato l’oggetto in veste di consumatori (e, quindi, senza fattura). I 60 giorni decorrono dalla scoperta del difetto. Tale garanzia opera solo per i primi due anni dall’acquisto. Per cui se il difetto si manifesta dopo, non abbiamo più tutele.

Denunciando, entro i 60 giorni, il difetto al venditore avremo diritto alla riparazione o – se lo chiediamo espressamente – alla sostituzione con un oggetto identico. Se riparazione o sostituzione non dovessero essere possibili (per esempio, l’oggetto è uscito fuori produzione), abbiamo diritto a scegliere se ottenere uno sconto sul prezzo pagato (in tal caso, la restituzione di una parte dei soldi già versati) o la risoluzione del contratto (in tal caso – che tuttavia vale solo se i difetti sono rilevanti e non irrisori – si può chiedere la restituzione di tutti i soldi pagati, previa restituzione dell’oggetto acquistato).

Se il difetto era già visibile al momento dell’acquisto, tale garanzia non opera più: ciò perché si suppone che abbiamo accettato l’acquisto nelle condizioni in cui era l’oggetto, con tutti i vizi che esso presentava. Ad esempio, immaginiamo di entrare in un negozio di mobili e di vedere un divano in forte sconto. Il prezzo ridotto si giustifica per via di una evidente macchia sulla tappezzeria. In tal caso, acquistando l’oggetto con il difetto in evidenza, non avremo più diritto alla garanzia (riparazione, sostituzione, sconto o risoluzione del contratto) anche se lo denunceremo al venditore entro 60 giorni.

 

Viceversa, se il difetto è stato nascosto dal venditore, vista la sua malafede avremo diritto alla garanzia anche se denunciamo il difetto dopo i 60 giorni.

Per maggiori informazioni leggi la nostra guida sulla Garanzia sui prodotti acquistati dai consumatori.

La garanzia per oggetti acquistati in negozio e consegnati a casa

Cambiano le regole per gli oggetti che, benché acquistati al negozio, ci vengono poi consegnati a casa. Per comprendere ciò che succede in questo caso dobbiamo fare un passo indietro. Abbiamo detto che, per le vendite in negozio, la garanzia non opera se il difetto era facilmente riconoscibile all’atto dell’acquisto, ossia quando l’acquirente vede l’oggetto in vetrina o sullo scaffale del negoziante e, nonostante il difetto, decide di acquistarlo ugualmente. In tale ipotesi, anche denunciando il difetto entro 60 giorni, egli non ha diritto alla sostituzione, riparazione o restituzione dei soldi.

Se però l’oggetto viene consegnato o spedito a casa dell’acquirente, la predetta regola non vale più: per cui, anche se esso, in negozio, presentava il difetto e ciò era facilmente riconoscibile, il consumatore che si accorge di ciò solo a casa può sempre far valere la garanzia e chiedere la riparazione, sostituzione o restituzione dei soldi.

Facciamo un esempio per meglio comprendere la situazione. Immaginiamo di comprare un divano in un negozio. Il modello, che piace a noi, è l’ultimo rimasto in vetrina. Il negoziante ci invita ad aspettare tre mesi, quando – finita l’esposizione – verrà rinnovato il campionario, ma in cambio ci fa uno sconto del 40% sul prezzo e noi approfittiamo dell’affare. Quando ce lo consegnano, però, ci accorgiamo che il divano ha una macchia di colore, per l’esposizione al sole. Proviamo a restituirlo chiedendo indietro i nostri soldi, ma il negoziante ci risponde che non è tenuto a riprenderselo, perché sono passati più di 60 giorni dall’acquisto. Protestiamo e ne nasce una discussione. La soluzione alla lite è stata di recente affermata dalla Cassazione, secondo cui tutte le volte in cui il prodotto acquistato ci viene spedito a casa, l’ultimo momento utile per accorgerci di eventuali difetti di costruzione non è la conclusione del contratto, ma il giorno in cui il prodotto viene consegnato a casa (non, quindi, da quando viene visionato in negozio). Quindi in tal caso, possiamo legittimamente restituire il divano al negoziante e pretendere di riavere i nostri soldi indietro o, in alternativa, la riparazione.

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Autore immagine: 123rf com

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