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Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

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Lo sai che? Che vuol dire accettazione di eredità con beneficio di inventario

> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

Vorrei sapere cosa significa «atto di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario»: quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi; ed entro che termine l’erede deve decidere per tale soluzione.

Quando si accetta l’eredità con beneficio di inventario, pur diventando proprietari dei beni ereditati, si impedisce che questi si confondano con quelli del proprio (preesistente) patrimonio: pertanto, se il defunto ha lasciato dei debiti, i creditori potranno sì rivalersi contro l’erede in questione, ma solo pignorando i beni da questi ricevuti in eredità e non anche quelli di cui era già proprietario in precedenza. Facciamo un esempio e immaginiamo un padre che lasci, ai suoi due figli, una casa ciascuno e numerosi debiti. Uno dei fratelli, però, temendo che i creditori del papà gli pignorino il conto in banca, decide di accettare l’eredità con beneficio di inventario. In questo modo, tali creditori potranno tutt’al più pignorargli l’immobile ricevuto in eredità, ma non anche i suoi beni personali.

A che serve accettare l’eredità con beneficio di inventario?

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario serve a evitare di rischiare che, dalla successione, ci si debba rimettere più di quanto ci si possa guadagnare. Chi ha infatti il dubbio che il parente defunto avesse più debiti di quanto patrimonio abbia lasciato, farà bene ad accettare l’eredità con beneficio di inventario.

In particolare, il chiamato all’eredità può accettare con beneficio dell’inventario per evitare di dover rispondere con il proprio patrimonio delle passività ereditate, quando queste risultino essere superiore all’attivo.

Si consiglia tale tipo di accettazione quando non è chiaro inizialmente a quanto ammonti l’attivo e il passivo del patrimonio da ereditare, e l’erede tema di vedere i propri beni personali sottoposti all’azione esecutiva dei creditori del defunto.

Se invece si è sicuri che i debiti lasciati agli eredi siano superiori all’attivo sarà meglio, del tutto, rifiutare l’eredità. L’accettazione dell’eredità potrebbe tutt’al più avere senso per motivi morali, ossia ripianare i debiti del defunto con il proprio patrimonio e onorare il buon nome del parente.

L’accettazione con beneficio di inventario potrebbe risultare conveniente quando l’erede, pur sapendo che i debiti sono sostanziosi, ha fondati motivi di ritenere che i creditori non agiranno con il pignoramento e rinunceranno alle proprie azioni.

Che succede se gli eredi sono più di uno?

L’accettazione con beneficio d’inventario fatta da uno dei chiamati giova a tutti gli altri, anche se l’inventario è compiuto da un chiamato diverso da quello che ha fatto la dichiarazione. L’accettazione beneficiata non può però giovare in alcun modo a chi sia già divenuto erede puro e semplice.

Come si fa l’accettazione di eredità con beneficio di inventario?

È necessario esprimere la propria dichiarazione di accettare l’eredità con beneficio di inventario davanti a un notaio a scelta (senza obbligo di assistenza dei testimoni), oppure innanzi al cancelliere del tribunale nella cui circoscrizione è compreso l’ultimo domicilio del defunto (rivolgendosi alla sezione o ufficio successioni, o ad altro ufficio a seconda del tribunale, di norma previo appuntamento).

Quali documenti ci vogliono per accettare l’eredità con beneficio di inventario?

Di norma sono necessari i seguenti documenti:

  • documento di chi accetta e suo codice fiscale;
  • certificato di morte in carta semplice, o dichiarazione sostitutiva (vedi fac-simile qui sotto);
  • copia dell’eventuale testamento (con estremi dell’avvenuta registrazione);
  • codice fiscale del defunto;
  • copia conforme del provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare, se vi sono minorenni o altri soggetti obbligati a ottenere tale autorizzazione.

La dichiarazione è poi soggetta ad entrambe le seguenti forme pubblicitarie:

1) inserzione nel registro delle successioni, istituito presso la cancelleria di ogni tribunale cui provvede d’ufficio il cancelliere ricevente. Nel caso in cui la dichiarazione sia ricevuta da notaio, questi, nell’interesse della parte, dovrà richiedere alla cancelleria competente l’inserzione entro il termine (ritenuto non perentorio) di dieci giorni, depositando copia autentica dell’atto;

2) trascrizione presso i registri immobiliari del luogo dell’aperta successione. La trascrizione è atto del cancelliere al quale si deve rivolgere la parte interessata o il notaio.

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI MORTE

(art. 46 DPR 445/2000)

Il/la sottoscritto/a …… nato/a …… (prov. …..) il …… residente in …… (prov. …..) via …… n. …… consapevole delle responsabilità e delle sanzioni penali stabilite dalla legge per false attestazioni e mendaci dichiarazioni, sotto la sua responsabilità (art. 76 DPR 445/2000),

DICHIARA

che il Sig. …… nato/a …… (prov. …..) il …… residente in …… (prov. …..) via …… n…. è morto/a in data …… a …… (prov. ….)

data ……

firma ……

Esente da autentica e da bollo ai sensi dell’art. 37, c. 1 DPR 445/2000.

Quanto costa accettare l’eredità con beneficio di inventario?

La procedura prevede i seguenti costi:

  • versamento della somma di € 294 mediante Mod. F23;
  • marche da bollo (2 da 16 euro + 1 da 11,54 per la copia conforme da inviare all’Ufficio del territorio; le stesse per ogni ulteriore copia conforme che necessiti, ad esempio per l’erede; si tenga presente che il costo copia conforme può differire se vi è o meno “urgenza”).

Entro quanto tempo va fatta l’accettazione con beneficio di inventario?

Bisogna distinguere tra due ipotesi:

  • erede che, al momento della morte del parente, è nel possesso dei beni del defunto (ad esempio il figlio che convive con la madre alla morte di questa) deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o da quando ha saputo della eredità che gli è stata devoluta. Se entro tale termine ha iniziato l’inventario ma non lo ha completato, può ottenere dal tribunale del luogo di apertura della successione, una proroga di altri tre mesi, salvo gravi circostanze. È illegittima la concessione della proroga del termine già fissato per la redazione dell’inventario richiesta dopo la scadenza del termine stesso. Dopo aver fatto l’inventario, l’erede ha 40 giorni di tempo per accettare o meno l’eredità. In caso di inerzia, si ritiene che abbia accettato puramente e semplicemente;
  • erede che non è nel possesso dei beni ereditati: ha tempo fino a 10 anni dall’apertura della successione. Dopo aver fatto la dichiarazione, ha 3 mesi di tempo per redigere l’inventario dei beni ereditati, salvo richiesta di proroga.

Chi, per legge, deve accettare l’eredità con beneficio di inventario?

Alcuni soggetti sono, per legge, obbligati ad accettare l’eredità con beneficio di inventario. Si tratta dei seguenti soggetti:

  • gli incapaci (totalmente o relativamente), previa autorizzazione del giudice tutelare;
  • i minori, interdetti, sottoposti ad amministrazione di sostegno. I genitori del minore (o chi esercita la responsabilità genitoriale) e il curatore dell’interdetto e l’amministratore di sostegno del soggetto sottoposto a tale istituto possono accettare l’eredità a tali soggetti devoluta solo con beneficio d’inventario;
  • i minori emancipati e inabilitati. Questi soggetti possono accettare un’eredità loro devoluta solo con beneficio d’inventario;
  • persone giuridiche, associazioni, fondazioni, enti, a eccezione delle sole società commerciali.
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