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Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

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Lo sai che? Quando una raccomandata si considera consegnata?

> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

L’avviso di ricevimento riporta la data di consegna da parte del postino; tuttavia se il destinatario era assente, la raccomandata si considera conosciuta dopo 10 giorni dal deposito dell’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere.

Immaginiamo di dover spedire una raccomandata con avviso di ricevimento a un soggetto e che per noi sia molto importante accertarci della data in cui questi l’abbia materialmente ritirata. Gli esempi possono essere numerosissimi: una lettera di disdetta dell’affitto o di qualsiasi contratto di utenza; una diffida di pagamento a un debitore che non ha onorato i suoi impegni contrattuali; una richiesta che interrompa i termini di prescrizione contro un’assicurazione che deve risarcirci un incidente stradale, ecc. La questione è delicata perché la legge dà valore, in caso di atti non processuali, alla data di effettiva consegna della raccomandata e non a quella di spedizione. In altre parole conta il giorno in cui il destinatario riceve la busta e non quello del timbro che attesta il momento in cui il mittente ha consegnato il plico all’ufficio postale per la spedizione. La conseguenza di tale ragionamento è di tutta evidenza: sul mittente grava il rischio del ritardo della consegna della raccomandata, per cui è bene che si attivi con largo anticipo.

Ma ritorniamo al problema principale: quando, per legge, una raccomandata si considera recapitata?

Per stabilire quando la raccomandata è stata consegnata è sufficiente leggere l’indicazione, apposta dal postino sull’avviso di ricevimento – che è ritornato al mittente per posta dopo il recapito del plico – in cui viene specificato appunto, il giorno, il mese e l’anno di consegna della busta.

Questa indicazione, poiché fatta da un pubblico ufficiale – tale viene considerato, appunto, il postino di Poste Italiane – è una “prova legale”, ossia – al pari di un qualsiasi atto notarile – fa fede pubblica «fino a querela di falso» (si tratta di un particolare procedimento volto a contestare la validità delle dichiarazioni di un pubblico ufficiale).

Invece, se la raccomandata viene spedita attraverso un servizio di poste private o un corriere, la data di consegna da questi indicata non ha alcun valore legale, poiché tali soggetti non sono abilitati, dalla legge, ad attestare la «data certa» sulle raccomandate, consegne e notifiche (leggi Che valore ha la raccomandata col servizio postale privato?).

Che succede, però, se il destinatario non è a casa quando bussa il postino per consegnargli la raccomandata? Sappiamo che, in tali ipotesi, l’addetto al recapito degli atti provvede a mettere, nella cassetta della posta, un avviso di giacenza comunicando al destinatario il giorno e l’ora del tentato recapito e avvisandolo che può ritirare la busta recandosi all’ufficio postale.

Il codice civile [1] stabilisce una regola precisa: ogni comunicazione diretta a una determinata persona si considera da questa conosciuta nel momento in cui giunge al suo indirizzo. Salvo però che il destinatario dimostri di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia. Ebbene, la momentanea assenza dal domicilio (per qualche ora o giorno) si può considerare una causa incolpevole di non conoscenza della raccomandata. Dunque, da che giorno la raccomandata si considera consegnata al destinatario? Le soluzioni possibili sono tre:

  • dal giorno in cui il mittente ha spedito la lettera;
  • dal giorno in cui il destinatario l’ha ritirata all’ufficio postale;
  • dal giorno in cui il postino ha immesso l’avviso di giacenza nella busta delle lettere.

In verità, secondo la giurisprudenza, nessuna delle prospettate soluzioni può essere valida. La prima, come abbiamo detto, non corrisponde al dettato legislativo che fa riferimento solo alla data di consegna e non di spedizione della raccomandata. La seconda consentirebbe al destinatario di prorogare, secondo il proprio volere, la data di conoscenza della comunicazione. La terza invece finisce per penalizzare il destinatario che, come detto, è stato senza sua colpa nell’impossibilità di ritirare la busta.

Una recente sentenza della Cassazione – che peraltro ricalca un orientamento ormai consolidato – stabilisce, per questi casi, una regola ben precisa. In tutti i casi in cui, al momento dell’arrivo del postino, il destinatario è momentaneamente assente, la raccomandata si considera consegnata:

  • nella data in cui il destinatario va a ritirare la raccomandata alla posta, se lo fa nei primi 10 giorni da quando gli è stato rilasciato l’avviso di giacenza;
  • al decimo giorno dalla data di immissione dell’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere se il destinatario va a ritirare la busta dall’undicesimo giorno in poi.
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